Dal polpo al formichiere, la Germania e i pronostici iridati
Dopo la celebrità del polpo Paul ai Mondiali 2010, un formichiere dello zoo di Münster prova a raccoglierne l’eredità nei pronostici calcistici

In principio fu il polpo Paul. Velo ricordate? Il cefalopode in questio-ne, nell'ormai lontano Mondiale 2010 in Suda-frica (lontano calcisti-camente parlando per noi ita-liani...), divenne una vera e propria star, vaticinando con i suoi tentacoli le sorti della nazionale teutonica. Pronosti-ci tutti azzeccati tanto da me-ritarsi addirittura qualche pagina dei tabloid inglesi non-ché alcuni servizi nei tg sporti-vi italiani. Morto di vecchiaia qualche mese fa (viveva Obe-rhausen mica a Noventa Pado-vana...) il polpo Paul è stato sostituito da un più esotico formichiere, Taio, ospite ben-voluto dello zoo di Muster,
placida cittadina della Rena-nia. Taio, descritto come ani-male mansueto, dovrà inseri-re il suo muso affusolato in una delle tre bottiglie pienedi tarme della farina di cuiè ghiotto: una con la bandiera tedesca, l'altra con quella del la squadra avversaria, la terza per il pareggio. Se Taio doves-se azzeccarle tutte la sua fa-ma potrebbe addirittura supe-rare quella del suo invertebra-to predecessore.
La scelta del formichiere, sep-purfaccia sorridere, ha tutta-via qualcosa di nobile: i re-sponsabili dello zoo renano hanno lanciato il piccolo mammifero nell'agone me-diatico dei mondiali di calcio nella speranza di attirare l'attenzione su una delle tante specie in via di estinzione (Ta-io è nato in cattività a Mun-ster), sensibilizzando curiosi e tifosi su una questione di vitale importanza come la sal-vaguardia della fauna mon-diale, minacciata da inquina-mento, mano umana e cam-biamento climatico.
Taio ha debuttato alla vigilia di Germania-Curaçao prevedendo la vittoria dei caraibici che invece di palloni dalla rete ne hanno raccolti sette, contro l'unico segnato.
Evidentemente la farina al Curaçao avevatutto un altro appeal per il nostro formichiere. Detto questo, se nel prosie-guo del suo vaticinio Taio do-vesse fallire miseramente nel suo compito ce ne faremo tut-ti una ragione: arriverà qual-che altro animale. Quattro anni dopo il Sudafrica, infat-ti, per il Mondiale brasiliano, toccò a un armadillo di un al-tro zoo tedesco predire le vit-torie della Mannschaft, a cui proprio il Brasile contrappo-se una tartaruga marina che doveva scegliere il pallone che galleggiava in acqua con
il logo delle due squadre con-trapposte. Negli anni succes-sivifecero la loro comparsa istrici, maiali, tigri, lontre. Ma mai nessuno come il pol-po Paul ha colpito l'immagi-nario del popolo pedatorio mondiale.
Per quanto riguarda noi italia-ni, non ci siamo mai spinti tanto. Il pronostico negli anni Novanta era affidato al pendo-lino di Mosca, che di nome faceva Maurizio. Che se ci fos-se ancora probabilmente pro-verebbe a indovinare se l'Ita-lia ci sarà al Mondiale 2030 (che si giocherà in Marocco, Portogallo ma soprattutto Spagna). Ma questa, ahinoi, è tutta un'altra storia.
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