Ciclismo, Martinello: «Alla Milano-Sanremo sarà Pogacar contro Van Der Poel»

In vista della Classicissima di sabato, il commentatore Rai preannuncia il duello tra i due fenomeni assoluti: «Alternative? Dico Pidcock»

Antonio Simeoli
L'attacco di Pogacar sulla Cipressa nella scorsa Milano-Sanremo, dietro Van Der Poel e Ganna
L'attacco di Pogacar sulla Cipressa nella scorsa Milano-Sanremo, dietro Van Der Poel e Ganna

Da classica aperta a mille soluzioni a duello scritto (o quasi). Come ti cambia la Milano Sanremo nell’era dei fenomeni Van der Poel, due vittorie negli ultimi tre anni, e Tadej Pogacar, sempre sul podio e mai ancora vincitore nella classica a lui meno adatta.

Sabato 21 marzo va in scena la Classicissima e la corre per noi Silvio Martinello, 63 anni, oro olimpico ad Atlanta 1996, che quest’anno torna commentatore in video dopo gli anni a Radio Rai.

Martinello, alternative al duello annunciato?

«Pochissime. Certo, la corsa poi si deve correre, i km saranno quasi 300, le variabili tantissime, gli imprevisti anche, ma il finale con quei due all’attacco sembra già scritto. Anche perché Pogacar e Van der Poel non fanno nulla per nascondersi e togliersi l’etichetta di favoriti assoluti».

Lo sloveno non ha ancora mai vinto a Sanremo.

«Per lui è la classica meno adatta, ci è andato vicino, è mesi che prova gli ultimi km. L’anno scorso ha attaccato scalando la Cipressa a 37 km/h di media in meno di 9 minuti, qualche giorno fa in allenamento ha addirittura migliorato quel tempo da fantascienza. E non ha fatto nulla per nasconderlo».

Silvio Martinello, 63 anni, oro olimpico ad Atlanta 1996
Silvio Martinello, 63 anni, oro olimpico ad Atlanta 1996

Nemmeno Van der Poel si è nascosto alla Tirreno Adriatico

«Sì, ha vinto la tappa sullo sterrato e ha pure fatto una prova nell’ultima frazione. È l’unico che può provare a resistere a uno scatto forte dello sloveno».

Ci è riuscito l’anno scorso anche Ganna.

«Sì e alla grande anche se sembrava il più in difficoltà. Forse può tenere quel ritmo anche quest’anno, la cosa importante è che però, come ha fatto Pogacar, non sbagli la volata come un anno fa quando Van der Poel è stato agevolato».

L’olandese, però, è il più forte dei tre allo sprint.

«Non ne sono sicuro. Pogacar ha già dimostrato di vincere in volata corse superiori ai 250 non è affatto sicuro che sia battuto in un eventuale sprint a due. Ma se gli lasci fare la volata che vuole quando lancia lo sprint Vdp “fa le buche in terra”»

Alternative al gettonatissimo attacco sulla Cipressa?

«Ripetendo come il ciclismo non sia una scienza esatta e come poi in corsa possa succedere di tutto, io fossi nella Uae di Pogacar renderei la corsa dura sin da subito e mi terrei però tutte le cartucce per un attacco risolutivo sul Poggio».

Silvio, 25 anni fa ai suoi tempi l’arrivo in volata era una variabile probabile.

«Adesso no, ecco perché Jonathan Milan, costretto a dare forfait per influenza pensi a recuperare bene per la Gand Wevelgem perché, finché quei due sono in circolazione, sarà dura che una Classicissima finisca allo sprint».

Un’alternativa?

«Ne dico una, purtroppo non è italiana: Tom Pidcock, che mercoledì ha vinto la Milano Torino. L’inglese della Pinarello è in forma, può tenere il ritmo di quei due in salita, non va sottovalutato che sia un grande discesista e già dal Poggio potrebbe approfittare della rivalità di Pogacar e Vdp ed è pure veloce allo sprint».

E se lo sloveno attaccasse addirittura sul Turchino, a più di 100 km dall’arrivo?

«Allora chiudiamo baracca e andiamo a casa».

E con Re Tadej ci siamo già andati vicino più volte.

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