Chiarodia, un azzurro (teutonico) da Nord Est alla nazionale di mister Baldini

L’esordio con la maglia dell’Italia contro il Lussemburgo. Il papà di Cinto Caomaggiore e la mamma di Fiume Veneto hanno una gelateria a Oldenburg, dove il calciatore è nato: «Fieri della sua convocazione, lo abbiamo seguito pure in trasferta a Creta»

Rosario Padovano
Fabio Chiarodia con la maglia azzurra
Fabio Chiarodia con la maglia azzurra

Roberto Mancini, all’epoca fresco commissario tecnico Campione d’Europa con l’Italia, lo chiamò in uno stage azzurro. Era il 2022, ma lo stage non vale come la convocazione. Fabio Chiarodia avrebbe potuto aspettare la Germania, ma il suo non è il destino di Gaudino o Labbadia, i paisà degli anni 80 che non furono mai presi in considerazione in azzurro (oggi, senza validi attaccanti, sarebbero titolari).

Dopo tutta la trafila con le nazionali azzurre giovanili ci voleva il Ct ad interim Baldini per vedere Chiarodia in azzurro con la Nazionale maggiore. Questo centrale difensivo, cresciuto al Werder Brema, ha sangue friulano e veneto di confine nelle vene.

La mamma, Silvia Mucignat, è originaria infatti di Fiume Veneto che, a dispetto del nome, è in Friuli Venezia Giulia (considerato veneto fino all’istituzione della regione autonoma). Invece il padre Ivano Chiarodia, è di Cinto Caomaggiore, un comune che nel 2006 aveva scelto di fare parte del Friuli dopo un referendum che ebbe voto favorevole, senza che il Parlamento ratificasse in legge della Repubblica la volontà popolare.

Al di là delle connotazioni geografiche, Silvia e Ivano sono chiaramente orgogliosi di Fabio nella Nazionale italiana, sebbene abitino in Germania da anni e lì Fabio è cresciuto. La famiglia Chiarodia ha fatto fortuna in Germania, ora Fabio vorrebbe ricambiare tutto in azzurro, sperando in nuove convocazioni già nella prossima Nations League.

«Siamo chiaramente felici della convocazione in Nazionale maggiore con l’Italia – ha detto Silvia Mucignat, la mamma – è sempre stata un suo obiettivo». Mamma Silvia ha chiare le sue origini. «Contrariamente a quanto si pensi io non sono dii Cinto come mio marito, ma sono cresciuta a Fiume Veneto che poi non è un paese molto lontano. Una volta che ho conosciuto Ivano ci siamo poi frequentati e infine sposati».

La storia di Silvia e Ivano è quella di tanti emigranti, anche se la loro è una emigrazione più recente, in cerca di uno sbocco lavorativo ideale. E come molti veneti, soprattutto bellunesi, anche Ivano Chiarodia ha tentato l’azzardo, partendo per la Germania. «Decisi che sarebbe stato un buon affare andare a lavorare in Germania e così ci siamo stabiliti a Oldenburg – ricorda Ivano Chiarodia – abbiamo aperto un gelateria bar, gli affari vanno bene, contiamo di rimanere». E come avrebbe potuto chiamarsi il bar gelateria? Naturalmente con quanto di più buono e di più nazionale o veneto ci potesse essere: Bar Gelateria Centrale San Marco.

Oldenburg non è grande e soprattutto non ambita dai gelatati italiani come possono essere Monaco di Baviera o Stoccarda, o Francoforte. Oldenburg rappresentava la loro speranza, perché di gelaterie qui non è che poi vadano di moda. E il gusto gelato fa impazzire i tedeschi: basta vederli in coda sulle gelaterie delle spiagge dove qualsiasi buco fa migliaia di euro in una sola sera. Oldenburg in linea d’aria è sotto Amburgo e sopra Hannover ed è quasi al confine con l’Olanda e la città di Groningen.

I genitori Silvia Mucignat e Ivano Chiarodia
I genitori Silvia Mucignat e Ivano Chiarodia

Qui si respira aria di pallone. Siamo nella parte nord della Germania, quella dove girano anche più soldi. Fabio Chiarodia è cresciuto sereno, sempre coltivando la passione per il calcio e per l’Italia. Il suo colore preferito è l’azzurro. Ovviamente Silvia e Ivano, ancora inebriati per la convocazione di Baldini e per le testimonianze di affetto ricevute da Fiume Veneto e da Cinto Caomaggiore, hanno ugualmente chiuso bottega e burattini e hanno visto il debutto dal primo minuto con la Nazionale di Fabio da centrale. E ha fatto coppia con Comuzzo, l’altro azzurro originario del mandamento di Portogruaro. Il centrale della Fiorentina dedica sempre le sue gare migliori alla mamma scomparsa tre anni fa Sabrina Baldo, che era originaria di Summaga, la frazione di Portogruaro da cui salì la scalata della squadra locale di calcio fino alla serie B, 16 anni fa.

«Ci siamo visti la gara con il Lussemburgo e – riferiscono Ivano e Silvia – Fabio non ha giocato male. Siamo soddisfatti, infatti, della sua prestazione. È stato molto intenso e bravo».

E con la Grecia l’impegno era certamente più probante, intenso, all’isola di Creta. «Il nostro bar gelateria a Oldenburg sarà chiuso», riferiscono. Ma come? In Germania non si lavora sempre senza pause? «Abbiamo avuto questa possibilità e non siamo andati a Creta per fare i turisti – aggiungono – siamo a Creta pe vedere dal vivo giocare nostro figlio e siamo in una condizione di felicità assoluta».

Scatenato il tifo a Fiume e a Cinto. Di sicuro verranno creati dei fan club, soprattutto a Cinto Caomaggiore, dove il sindaco Gianluca Falcomer non si perde una gara di Fabio, nemmeno quando gioca in campionato con il Borussia Moenchengladbach, la squadra tedesca per cui tifa Gigi Buffon. «Tutti i nostri parenti – concludono i genitori di Fabio Chiarodia – tifano per lui ovviamente. Soprattutto la nonna di Fiume Veneto. Siamo orgogliosi per nostro figlio. Ma sappiamo che questo resta solo un punto di partenza nella sua carriera». E così sia.

 

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