Dai campi da basket del Nordest al parquet americano: Leonardo Marangon giocherà in Ncaa
Un sogno diventato realtà per l’ala piccola di Cividale, nato a Vigodarzere: andrà negli Usa per il campionato collegiale seguito da milioni di tifosi in tutto il mondo

A 17 anni il dominio con la Virtus Padova trascinata in B1, a 18 l’esordio in A2 con Cividale, a 19 si impone come una stella della categoria, a 20 si laurea campione d’Europa con l’Italia giovanile e a 21 ecco arrivare gli Stati Uniti e il campionato collegiale dell’NCAA, dove tutti i più grandi sono passati. Non si arresta la crescita vorticosa di Leonardo Marangon, giocatore di basket classe 2005 di Vigodarzere, ala piccola cresciuta tra i settori giovanili della Pallacanestro Vigodarzere di Stefano De Nicolao e della Virtus Padova. Dopo tre stagioni in A2 da assoluto protagonista Marangon è pronto a fare biglietto e bagagli per volare negli Stati Uniti, dove giocherà in una squadra ancora top secret in NCAA, il celebre campionato collegiale seguito da milioni di appassionati in tutto il mondo e fucina di quasi tutti i talenti della storia di questo sport, da Michael Jordan in giù.
«Andare a giocare in NCAA è un’emozione fantastica» ci commenta Marangon tramite un messaggio vocale. «Mi dispiace lasciare Cividale che in questi anni è stata per me come una seconda casa dopo Padova ma è un passaggio che fa parte del percorso. Sono molto felice di questo cambiamento, sono molto grato verso quello che lascio, spero ora di trovare nuove emozioni e nuovi traguardi e sono molto carico per questa esperienza». Quella di Marangon è infatti la classica storia che magicamente accade quando il talento purissimo incontra la dedizione al lavoro e pure la capacità di fare scelte intelligenti.

Leonardo Marangon è un nome che inizia a circolare presto nell’ambiente del basket padovano: la Virtus grazie all’ottimo rapporto con Vigodarzere se lo assicura per le sue giovanili e il suo cognome comincia a sentirsi nei commenti dei corridoi. Un giocatore così il settore giovanile della principale società cestistica di Padova non lo vedeva da decenni. Doti atletiche disumane, intelligenza cestistica, personalità da vendere e una grande dedizione al lavoro unita alla voglia di arrivare in alto. E infatti Leo Marangon brucia le tappe e a 16 anni è già protagonista dell’Under 19 Eccellenza che compete a livello nazionale con le migliori squadre d’Italia, iniziando ad essere aggregato anche ad una prima squadra virtussina che al tempo gioca in un campionato semiprofessionistico come la B.
Passa una solo stagione e arriva il Big Ben: Marangon sboccia e da aggregato diventa un punto di forza della squadra. Per la Virtus Padova è una stagione delicata: la riforma del campionato impone di arrivare tra le prime in classifica per accedere alla nuova B1 Nazionale nella stagione successiva. La Virtus allenata da Riccardo De Nicolao allestisce per l’occasione una squadra di prim’ordine.
Ma la missione è tosta e come un dono piovuto dal cielo Leo Marangon, al tempo appena 17enne, prima si prende la titolarità in quintetto e poi trascina di forza per tutta la stagione la Virtus verso l’obiettivo. In mezzo c’è anche un bellissimo derby padovano vinto in un PalaBerta gremito contro gli acerrimi rivali cittadini del Petrarca grazie ad una sua prestazione monstre, con tanto di esultanza iconica verso la tribuna avversaria che lo fischiava: questo vuol dire avere gli attributi quando non si ha ancora neanche l’età per la patente.

La stagione è talmente esaltante che il solo salto in B1 non basta: coach Stefano Pillastrini, storico santone del basket italiano, se ne innamora e lo convince a sposare il progetto Cividale (in Friuli) in A2. E questo è un passaggio importante per Marangon. Infatti molto spesso nel basket i giovani talenti vengono attratti fatalmente dal canto delle sirene delle squadre di A1.
Ma la dispersione è enorme: tanti non vedono mai il campo e dopo un paio di stagioni ritornano mestamente nelle serie minori. Invece Marangon fa la scelta più ponderata per proseguire il suo percorso con una crescita graduale ma solida: sceglie un’A2 dove può giocare e crescere un passo alla volta. E questa decisione lo premia. Nelle stagioni in Friuli migliora a dismisura diventando a soli 19 anni uno dei giocatori più impattanti del torneo.
Questo lo rende un nome preziosissimo anche per le giovanili dell’Italbasket. E infatti nel 2025 arriva la convocazione per gli Europei Under 20 in Grecia. E qui Marangon sale sull’Olimpo vincendo il torneo da protagonista: un successo storico per la Nazionale italiana che si laurea campione giovanile. Sarà questa la nuova generazione d’oro che milioni di appassionati stavano aspettando? Ma in questo torneo Marangon vince anche un’altra medaglia non da poco: quella morale contro il razzismo. La squadra degli azzurrini è infatti figlia della nuova Italia multietnica e tra i leoni da tastiera spopolano commenti social osceni con battute razziste e discriminatorie.
Il gruppo di ragazzi però se ne frega, si compatta e vince anche contro di loro, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe solo a coppa alzata. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella invita la squadra in Quirinale celebrandone i risultati sportivi ma anche questa importante vittoria morale. Ed ora per Marangon ci sono i sogni da trasformare in realtà. Dall’altra parte dell’Oceano.
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