Ayari segna una doppietta alla Tunisia, il Paese di suo padre

Il centrocampista svedese che ha realizzato due gol contro la Tunisia ha contenuto l’esultanza per un conflitto del cuore. Ma probabilmente avrà gioito anche papà Azzouz: suo figlio è in testa alla classifica marcatori dei Mondiali

Giuseppe Pisano
Yasin Ayari
Yasin Ayari

Strana la vita del calciatore. Può persino capitarti di esordire ai Mondiali e segnare un gol stupendo, ma di ritrovarti a contenere l’esultanza per un conflitto del cuore. È quanto accaduto a Yasin Ayari, 22enne centrocampista svedese che ha realizzato due gol contro la Tunisia nel match giocato la scorsa notte a Monterrey e che ha preferito mantenere un profilo basso quando ha visto gonfiarsi la rete per la prima volta.

Il motivo? Suo padre Azzouz è tunisino. Il giocatore in forza al Brighton, squadra di medio-alta classifica in Premier League, è nato a Solna, comune della contea di Stoccolma, da padre tunisino e madre svedese, ma di origini marocchine.

In passato il numero 18 della Nazionale svedese, che è cresciuto nel vivaio del Rasunda, si è già trovato di fronte a un bivio. Nelle selezioni giovanili ha sempre indossato il gialloblù della Svezia, ma nel 2021, dopo essere entrato in pianta stabile nella prima squadra dell’Aik Solna, la Federazione tunisina lo ha contattato per proporgli di giocare per la propria nazionale.

A quel punto è intervenuto il padre, con un consiglio tutt’altro che scontato, raccontato nei mesi scorsi a una testata svedese: «Volevo che mio figlio giocasse per la Svezia, deve sentirsi come se stesse dando in cambio qualcosa al Paese che si è preso cura di lui».

Papà Azzouz non immaginava di certo che il destino si sarebbe divertito a fargli uno scherzo durante il sorteggio del 4 dicembre scorso a Zurigo: Svezia e Tunisia nello stesso raggruppamento e scontro diretto proprio al match d’esordio. Chissà che attesa snervante per la famiglia Ayari, che probabilmente non avrebbe immaginato di vedere Yasin andare a rete così facilmente, dopo appena 7’, anche perché il ragazzo non è un habitué del gol: prima di lunedì appena tre segnature in 21 presenze con la Svezia. E invece, ecco il gran tiro da venti metri che fa secco Chamakh, i compagni che esultano ma non lui, che per rispetto del Paese del padre alza le mani come per scusarsi.

Altra storia al 97’, quando Ayari ha fatto partire un altro tiro potente e preciso da fuori area e ha siglato il 5-1 definitivo. Troppo grande la gioia per una doppietta ai Mondiali, ecco un’esultanza più classica. Probabilmente avrà gioito anche papà Azzouz, nonostante la pesante sconfitta della sua Tunisia, perché vedere il proprio figlio balzare in testa alla classifica marcatori di un Mondiale di calcio non è cosa da tutti i giorni.

 

Riproduzione riservata © il Nord Est