Veneto, animali nella tomba del padrone: la proposta di legge
La consigliera leghista Rosanna Conte propone di consentire la tumulazione delle ceneri degli animali d’affezione nella tomba o nel loculo del proprietario. La legge prevede anche nuove tutele per gli animali nelle separazioni

Con loro ormai si condivide tutto: passeggiate al parco, vacanze, divano e magari pure il letto. I nostri animali - quanto spesso lo diciamo - sono «uno di famiglia».
E allora perché non stare insieme, come appunto una famiglia, anche nell’ultima dimora, loculo o tomba che sia? In Veneto tutto ciò potrà diventare presto realtà. È stata infatti depositata una proposta di legge firmata dalla consigliera regionale della Lega, l’avvocatessa Rosanna Conte, che intende tutelare ad ampio raggio gli animali d’affezione. Tumulazione compresa: in un cimitero per animali o, come stabilisce l’articolo 31, direttamente nella tomba o nel loculo del proprietario.
La legge
«Microchip per gatti, educatori cinofili e ceneri nella tomba di famiglia: facciamo del Veneto la prima regione pet friendly», lancia la consigliera. Una proposta di legge che, senza dubbio alcuno, rispecchia il mood dei nuovi rapporti con gli animali domestici. Ora normati. L’articolo 18, per citarne uno, obbliga il proprietario a garantire al proprio animale «un adeguato livello di benessere fisico ed etologico», a evitargli angoscia e stress, a impedirgli l’isolamento sociale in casa (non si dimentichi Fufi nell’armadio o Fido in giardino, per intenderci); e lo impegna pure a fare il controllo delle nascite. L’articolo 19 già dal titolo si preannuncia attualissimo: «Tutela degli animali d’affezione nei procedimenti di separazione, divorzio e cessazione della convivenza».
La coppia, sposata o convivente che sia, scoppia? Attenzione che non ci vada di mezzo il pelosetto. «L’animale d’affezione non può essere utilizzato come strumento di ricatto nei confronti dell’altro componente della famiglia», recita la proposta di legge. E qui l’impronta dell’avvocato si coglie tutta.
L’articolo 29 impegna la Regione a «garantire la continuità del legame affettivo tra proprietario e animale deceduto» attraverso la realizzazione dei cimiteri d’affezione realizzabili sia dal pubblico che da privati. Il proprietario, con relativa autorizzazione, può preferire la tumulazione in terreno privato oppure - e qui siamo all’articolo 31 - nella tomba di famiglia. La decisione può essere presa dal proprietario, o anche dai suoi eredi. L’animale defunto va cremato e le sue ceneri raccolte in una teca che affiancherà, o precederà, l’urna del padrone. E se la condivisione del riposino è realtà acquisita, quella del riposo eterno qualche perplessità o dubbio, potrebbe sollevare.
Rischio contestazioni
L’ovale con la foto del cane, gatto o pesce rosso che sia, accanto a quello del padrone, potrebbe suscitare più di una reazione. Papa Francesco, ricordiamo, contestò l’eccesso di umanizzazione degli animali e rimproverò una signora che gli chiese una benedizione per il suo “bambino” tirando fuori un cagnolino dalla borsa. Ma Rosanna Conte tira dritto: «Se temo contestazioni? Non direi.
La Chiesa stessa, fin dai tempi di San Francesco d’Assisi e fino alle encicliche di Papa Francesco, promuove un profondo rispetto per il creato e riconosce il legame affettivo che unisce gli esseri umani agli animali domestici. Non stiamo comunque in alcun modo parlando di equiparare i riti funebri o la dignità dell'anima umana a quella degli animali. Si tratta semplicemente di un atto di civiltà che permette la possibilità di accogliere le ceneri di un animale in un'urna separata e sigillata, all'interno del loculo del padrone. Questa sensibilità rispecchia l'evoluzione della nostra società: si tratta di un valore strettamente privato e affettivo di questa scelta, priva di qualsiasi intento provocatorio».
E in ogni caso, ricorda la consigliera leghista, la tomba condivisa è già realtà in alcuni Comuni (come Milano) e in altre regioni d’Italia.
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