Macchine che imparano: cosa è Teachable Machines e come funziona

Si può insegnare a un algoritmo il riconoscimento di immagini, di suoni o di pose del corpo semplicemente fornendo esempi tramite webcam, microfono o caricando file

Leonardo FelicianLeonardo Felician

Chi vuol confrontarsi con il Machine Learning nel modo più semplice e divertente deve conoscere Teachable Machines. Come promesso dal nome, è uno strumento online sviluppato da Google che consente di creare modelli di AI senza scrivere codice e senza nemmeno avere idea di cosa c’è sotto.

Si può insegnare a un algoritmo il riconoscimento di immagini, di suoni o di pose del corpo semplicemente fornendo esempi tramite webcam, microfono o caricando file. Il sistema analizza i dati, costruisce automaticamente un modello di machine learning e ne mostra subito il funzionamento. I modelli ottenuti possono anche essere esportati e integrati in siti web, app o progetti didattici e usati sul serio a pagamento, ma per divertirsi a provare è del tutto gratis.

Pensato per la divulgazione, la scuola e la sperimentazione, rende comprensibili e accessibili a tutti i principi di base dell’AI. L’esperienza migliore si ha caricando immagini, ad es. jpg o png, scaricate dalla rete o personali, suddivise in più categorie, ad es. vari sport. L’utente le assegna alla categoria corretta, ma già dopo 5-10 esempi per categoria la macchina è in grado di riconoscere un’immagine nuova, assegnandola con alta precisione alla categoria corretta.

Si possono provare stili pittorici, architetture, automobili, navi, persone, documenti, praticamente qualunque cosa, con risultati davvero notevoli. Sui suoni riconosce bene il timbro degli strumenti, ad es. un violino da un pianoforte o da un flauto, ma tra Mozart e Beethoven fa fatica, perché i pezzi usati per l’addestramento sono limitati a 1 minuto, troppo poco per riconoscere lo stile del musicista.

(*) Docente di Data Analytics for Finance and Insurance, MIB Trieste School of Management

 

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