Wedding tourism, ecco le mete italiane preferite dalle coppie USA: Venezia non è più cool
A causa della guerra in Iran il settore rischia di perdere fino 43% del fatturato. I risultati della ricerca condotta dall’Osservatorio di Jfc

Venezia non è più così cool per dirsi di sì. O meglio, per dirsi “Yes, I do”. Anche la città lagunare risente del calo di attrattività del nostro Paese per le coppiette statunitensi che scelgono di sposarsi da questa parte dell’Oceano. È quanto emerge da un ricerca pubblicata dell’ Osservatorio Italiano del Destination Wedding Tourism di Jfc, secondo cui le cause sono da ricercare anche, ma non solo, sulla guerra in Iran e sul precario equilibrio geopolitico che caratterizza lo scacchiere internazionale in questi mesi.
E tra i settori che risentono di questa clima di incertezza che frena molti viaggiatori che anche quello del wedding tourism, anche perché coinvolge un numero di persone molto ampio e, pertanto, situazioni mondiali di insicurezza portano spesso gli sposi a cambiare destinazione o a rinviare l'evento.
«Considerando che il mercato Usa - afferma Massimo Feruzzi, amministratore Unico di JFC e direttore dell'Osservatorio Italiano Destination Wedding Tourism che ha confrontato gli indicatori pre e post avvio del conflitto in Iran che rappresenta circa 1/3 del valore del Wedding Tourism in Italia, è interessante focalizzare l'attenzione su come il conflitto in Medio Oriente potrà rimodulare tali flussi».
«Dalla rilevazione emerge che i wedding specialist operanti in questo mercato avevano già previsto, in fase pre-conflitto, una riduzione del fatturato per il 2026 pari al -4,2%. Ma a seguito del conflitto il settore, analizza Jfc, "rischia di perdere il -43,2% di fatturato, passando quindi dagli oltre 486 milioni di euro del 2025 a poco più di 276 milioni nell'anno in corso. Un segmento, quello del wedding tourism americano in Italia, che nel 2025 è stato caratterizzato da 5.102 eventi matrimoniali, generando oltre 353mila arrivi e 1 milione 307 mila presenze turistiche. Tuttavia, nonostante il conflitto, rimane elevato l'interesse per l'Italia da parte degli sposi americani, che cercano soprattutto ville (nel 52,1% dei casi), preferendo Toscana, Puglia e Costiera Amalfitana, con la Sicilia come destinazione in forte crescita».
Jeff Bezos, dunque, è stato quasi originale nella sua scelta, perché Venezia è solo al decimo posto della graduatoria delle mete più gradite dalle coppie statunitensi per suggellare il proprio amore, preceduta da luoghi (oltre a quelli già citatiti) come il lago di Como, Roma, e Firenze. Il 2,7% delle coppie che sceglie di sposarsi in Italia opta per farlo all’ombra di San Marco. Un dato che colloca comunque la città lagunare al di sopra del totale di tutte le altre location del Veneto (2,2%).
Nel 2025 ogni wedding planner ha organizzato in media 29 matrimoni di propri connazionali.
Ma quanti sono i wedding specialist americani che trattano - o sono interessati - a trattare l'Italia come offerta per i loro clienti? Dalla rilevazione emerge come il 58,3% di tali organizzatori già operi sul mercato italiano o sia interessato a farlo, ed in tal caso ognuno di essi ha organizzato mediamente 11 matrimoni in Italia nel 2025. Il restante 41,7% di wedding specialist americani non propone location in Italia alla propria clientela. I motivi di questa non scelta sono principalmente due: il fatto di "non ricevere richieste per l'Italia" (56,2%) e di non avere "partner e collaborazioni in Italia" (33,7%), ma anche per altri motivazioni meno rilevanti.
Attualmente, per i wedding specialist che già lavorano nel nostro Paese le cinque top destination sono la Toscana (20,6%), il lago di Como (12,6%), la costiera Amalfitana (9,2%), la Liguria (7,6%) e la Sicilia (7,4%). Sempre dal loro punto di vista e facendo riferimento a queste cinque destinazioni, nell'anno in corso sarà la Sicilia ad ottenere le migliori performances con un significativo +11,1%, come pure dati in crescita vi saranno per le altre destinazioni (+4,2%), per la costiera Amalfitana (+1,8%) e per la Toscana (+0,7%), mentre subiranno un andamento negativo il lago di Como (-1,2%) e la Liguria (-2,5%). Se prendiamo in analisi i matrimoni degli americani in Italia, emergono alcuni indicatori di notevole interesse, in quanto ci permettono di capire come si muove questo mercato. Il primo dato è quello riferito alla tipologia di cerimonia: sono i matrimoni simbolici quelli preferiti dagli americani (44,4%), seguiti da quelli civili (26,8%), dai matrimoni religiosi (24,6%) e da altre tipologie di cerimonie.
Nel dettaglio sui 5.102 matrimoni di americani nel nostro Paese del 2025 1.677 hanno visto la partecipazione di meno di 50 ospiti (il 32,7% del totale); 2.615 hanno visto partecipare un numero variabile tra i 51 ed i 100 ospiti (51%); 810 sono stati, invece, i matrimoni che hanno visto oltre 100 partecipanti (15,8%). La permanenza media degli ospiti è stata pari a 3,7 notti, mentre gli sposi sono rimasti nel nostro Paese più a lungo, vale a dire 5,9 notti.
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