Formati, sottopagati e con la valigia pronta: ecco chi sono gli under 30 del Nordest

Più laureati della media italiana, pochi Neet e disoccupazione contenuta, ma stipendi lontani dagli standard europei. In Veneto e Fvg sono quasi un milione i ragazzi in età da lavoro. Nel 2024 dal Triveneto 11.491 sono partiti per l’estero

Valeria Pace

 

Sono i giovani che dovrebbero garantire un futuro al paese e alla loro comunità ma rimandano la maternità ben oltre i 30 anni, che dovrebbero pagare le pensioni dei genitori e dei nonni con i contributi che versano ma hanno carriere precarie e discontinue.

Dalla politica hanno ricevuto poca attenzione e si trovano a vivere in un mondo in fiamme, ad affrontare rincari su rincari mentre gli stipendi restano al palo. Sono istruiti e lavorano, ma le buste paga a cui possono aspirare sono molto più leggere di quelle dei coetanei di altri paesi europei. E così in tanti fanno la valigia e prendono un biglietto di sola andata sperando di trovare condizioni migliori.

È una storia che i giovani tra Friuli Venezia Giulia e Veneto conoscono molto bene. Sono quasi un milione quelli che potranno beneficiare delle misure allo studio del governo per alleggerire la pressione fiscale e lasciare loro più euro in tasca.

Occorrerebbero tagli decisi alla pressione fiscale per colmare i divari retributivi con l’Ue, che difficilmente si concretizzeranno perché la coperta è corta.

Quanti sono

Nelle regioni dell’estremo Nordest, Veneto e Fvg, gli under 30 sono 1,6 milioni sui 6 milioni complessivi che abitano in questo territorio.

L’inverno demografico va assottigliando ogni anno i numeri di ogni classe d’età e ingrossando le fila degli over 65, che hanno maggiore peso elettorale e più familiarità con i tradizionali canali per far valere le loro istanze. In età lavorativa, tra i 16 e i 30 anni, ci sono 908.332 giovani, di cui 170.144 in Fvg e 738.188 in Veneto.

La formazione

I giovani del Nordest sono tra i più formati del paese. La percentuale di laureati nella fascia d’età tra i 25 e 35 anni è alta. In Veneto un terzo di chi è in quella fascia d’età ha festeggiato il traguardo con la corona d’alloro in testa (33,3%), in Friuli Venezia Giulia il 35,2%, più della media italiana (31,1%).

Un primato che però lascia il territorio comunque indietro rispetto alla media europea e molto lontani dal target posto per il 2030 dall’Unione per rafforzare la competitività del vecchio continente: che i laureati siano 45% dei loro coetanei nella classe d’età tra i 25 e i 35 anni. Un risultato già sfiorato in Ue nel 2025 con una media di laureati del 44,8%.

L’Italia nel quadro europeo è molto indietro: è al penultimo posto in Ue, fa meglio solo della Romania (23%). Intanto 11 paesi dell’Unione hanno già più di metà dei loro giovani con una laurea in mano.

Tuttavia, finite le superiori, più di metà dei ragazzi si iscrivono all’università: il 54% in Veneto e il 56,9% in Friuli Venezia Giulia. Insomma, tanti si perdono prima di conseguire il titolo di studio.

I Neet

Per il fenomeno più preoccupante, quello dei giovani che non lavorano e non studiano, i cosiddetti Neet (not in employment, education or training), Veneto e Friuli Venezia Giulia si distinguono positivamente nel panorama nazionale.

Questo vuoto occupazionale a cui non corrisponde nemmeno uno sforzo sulla formazione riguarda l’8,3% dei giovani del Veneto e l’8,5% dei giovani del Fvg. Un dato di molto inferiore alla media nazionale (13,3%), alla media europea (11%) e pure sotto il target Ue al 2030 (9%).

Disoccupazione

La disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni) in Italia ha superato il 20% ad agosto. Un fenomeno che incide molto meno in Veneto (13,8%) e in Fvg (12,9%).

Le retribuzioni

Guardando ai redditi medi tra i giovani in Europa, appare subito evidente perché i nativi digitali, per cui il confronto con l’estero è più facile ancora di quello che è stato per la generazione Erasmus, hanno orizzonti oltre i confini. Basta dare un’occhiata ai redditi medi di chi ha tra i 16 e i 24 anni, censiti da Eurostat. Al secondo posto c’è l’Austria (39.146 euro l’anno) a pochi chilometri dal confine, mentre l’Italia (22.535 euro) è la media Ue (23.690 euro). La Francia (27.435 euro) stacca l’Italia, così come la Germania (29.474 euro).

Chi se ne va

Così parte la fuga all’estero. Nel solo 2024, secondo la Fondazione Nord Est, sono state 11.491 le cancellazioni di giovani tra i 18 e i 34 anni dalle anagrafi dei Comuni del Triveneto per iscriversi al registro degli italiani all’estero, a fronte di 2.282 rientri. In Veneto e Fvg una quota che sfiora o supera il 60% di loro è laureato.

 

Riproduzione riservata © il Nord Est