Sempre più divorzi in Italia: il Friuli Venezia Giulia guida il Nord Est, gennaio mese decisivo
Dal 2015 al 2024 i divorzi in Italia sono cresciuti del 59%. Uno studio di Unobravo, basato su dati Istat e Statista e sul contributo degli psicologi della piattaforma, evidenzia come il Nord Est, in particolare il Friuli Venezia Giulia, registri alcuni dei tassi di separazione più elevato

Dal 2015 la popolazione divorziata in Italia è cresciuta del 59%, passando da 1,37 milioni a 2,18 milioni di persone nel 2024.
Ma in quali regioni divorziano di più gli italiani?
Per rispondere a questa domanda, un recente sondaggio condotto da Unobravo su psicologi praticanti ha analizzato le tendenze dei divorzi in Italia tra il 2015 e il 2024, combinando dati ufficiali Istat e Statista.
Sono state esaminate le modalità di divorzio per valutare l’impatto emotivo dei divorzi conflittuali.
Il team di psicologi ha inoltre integrato queste evidenze con osservazioni cliniche su motivazioni, stress emotivo e periodi critici per le decisioni di coppia, come gennaio, fornendo così un quadro completo sia quantitativo sia qualitativo della separazione in Italia.
La tendenza a Nord Est
I tassi di divorzio in Veneto sono tra i più alti in Italia, con 405 divorzi ogni 10.000 persone, un dato che colloca la regione tra le prime dieci a livello nazionale e riflette dinamiche sociali simili a quelle osservate nelle altre aree del Nord.
Le donne rappresentano il 58% dei divorziati in Italia, con oltre 1,27 milioni di donne divorziate a livello nazionale
Le regioni del Nord, tra cui Emilia-Romagna, Liguria e Valle d’Aosta, registrano i tassi di divorzio pro capite più elevati del Paese
Quasi tre divorzi su dieci sono di tipo giudiziale, ovvero casi in cui le coppie non riescono a raggiungere un accordo
Secondo gli esperti, i divorzi conflittuali sono spesso legati a maggiore stress emotivo, conflitti prolungati e a un impatto più negativo sul benessere psicologico
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Quando si divorzia
L’inizio dell’anno è spesso un momento in cui le persone rivalutano priorità, relazioni e benessere emotivo.
Nuove evidenze raccolte da Unobravo, piattaforma per la terapia di coppia, suggeriscono che gennaio continui a essere un periodo di forte motivazione al cambiamento relazionale: un fenomeno che potrebbe contribuire a spiegare la costante crescita dei divorzi in Italia.
Secondo un recente sondaggio condotto da Unobravo su psicologi praticanti, il 53% riferisce che il proposito di Capodanno più frequentemente discusso in seduta riguarda il miglioramento delle relazioni interpersonali o la gestione dei conflitti. Gli psicologi osservano che, se da un lato questa rinnovata motivazione può favorire cambiamenti positivi, dall’altro può anche far emergere con maggiore chiarezza insoddisfazioni latenti, portando talvolta a decisioni di separazione anziché di riconciliazione.
Nuovi dati nazionali analizzati da Unobravo mostrano che il divorzio è diventato una componente sempre più visibile della vita italiana contemporanea. Sebbene il divorzio sia stato legalizzato solo nel 1970 e per lungo tempo abbia portato con sé un forte stigma sociale, oggi la separazione è molto più comune, riflettendo aspettative in evoluzione su relazioni, indipendenza e benessere personale.
La popolazione divorziata in Italia è cresciuta di quasi il 60%, in meno di un decennio
Nel 2015 l’Italia contava 1,37 milioni di residenti divorziati. Nel 2024 questa cifra è salita a 2,18 milioni, segnando un aumento del 59% in meno di dieci anni.
La crescita è rimasta relativamente costante di anno in anno, con aumenti annuali generalmente compresi tra il 4% e il 7%. Dopo un breve rallentamento durante gli anni della pandemia, i numeri dei divorzi hanno ripreso a salire a partire dal 2022.
Le donne continuano a rappresentare la quota maggiore della popolazione divorziata. Nel 2024 si registravano 1,27 milioni di donne divorziate rispetto a 908.000 uomini, una tendenza che gli esperti attribuiscono a una maggiore aspettativa di vita, a differenze nei tassi di nuove nozze e a dinamiche sociali più ampie.
Le regioni del Nord registrano i tassi di divorzio pro capite più alti
I tassi di divorzio variano significativamente sul territorio italiano. Le regioni del Nord e del Centro registrano in modo costante tassi pro capite più elevati rispetto al Sud.
La Valle d’Aosta registra la concentrazione più alta, con 573 residenti divorziati ogni 10.000 abitanti, seguita da Liguria (494) ed Emilia-Romagna (453). Anche Friuli Venezia Giulia e Lombardia superano quota 400.
Al contrario, Basilicata, Molise e Puglia risultano tra le regioni con i tassi più bassi, tutti inferiori a 260 per 10.000 abitanti. Gli esperti sottolineano come queste differenze riflettano fattori quali età media della popolazione, indipendenza economica, livello di urbanizzazione e atteggiamenti culturali rispetto al matrimonio e alla separazione.
Quasi tre divorzi su dieci in Italia sono caratterizzati da conflitti irrisolti
Nel 2023 in Italia sono stati registrati quasi 80.000 divorzi, con modalità di conclusione molto diverse.
La quota maggiore è rappresentata dai divorzi consensuali approvati dai tribunali, seguiti da quelli finalizzati direttamente presso l’ufficio di stato civile. Le negoziazioni assistite da avvocati rappresentano una percentuale minore, mentre circa il 29% dei divorzi è di tipo giudiziale, ovvero casi in cui i coniugi non riescono a raggiungere un accordo.
Secondo gli psicologi di Unobravo, i divorzi giudiziali sono generalmente associati a un maggiore carico emotivo: le dispute legali prolungate possono intensificare stress, ansia e senso di perdita di controllo.
Anche quando le separazioni sono consensuali, l’impatto emotivo può rimanere significativo, soprattutto in presenza di figli, preoccupazioni economiche o diversa apertura emotiva o propensione alla separazione.
Gli esperti: una separazione gestita con supporto può diventare un’opportunità per preservare il benessere psico-emotivo
Secondo gli psicologi di Unobravo, il divorzio non rappresenta un fallimento personale o morale, ma una transizione relazionale complessa che, in alcuni casi, può essere l’esito più sano per tutte le parti coinvolte. Il danno emotivo tende ad aumentare non a causa della separazione in sé, ma quando il conflitto si prolunga, la comunicazione si interrompe o le persone si sentono costrette a sopportare situazioni di sofferenza.
Quando si affronta la possibilità di un divorzio, gli esperti consigliano di concentrarsi non solo sugli aspetti legali, ma anche sulla salute emotiva e sulla stabilità a lungo termine. In questo percorso, può essere utile rivolgersi a servizi di terapia di coppia per ricevere supporto professionale.
Riconoscere la realtà emotiva. Il divorzio porta spesso con sé emozioni contrastanti: dolore, sollievo, senso di colpa, paura. Dare spazio a questi sentimenti può ridurre un prolungato stress psicologico.
Mantenere una comunicazione rispettosa. Anche quando la relazione finisce, un dialogo rispettoso aiuta a limitare l’escalation emotiva, soprattutto in presenza di figli o responsabilità condivise.
Curare il supporto sociale. La separazione può essere un’esperienza isolante. Rivolgersi a amici fidati o a professionisti può aiutare a gestire meglio il cambiamento.
Creare una nuova struttura quotidiana.
Il divorzio può sconvolgere routine, finanze e identità personale. Stabilire nuove abitudini e confini chiari favorisce il recupero del senso di controllo.
Cercare supporto professionale tempestivo. Un percorso psicologico può aiutare a elaborare le emozioni e a prendere decisioni con maggiore lucidità.
Gestire l’escalation del conflitto. Quando i disaccordi diventano persistenti e logoranti, la mediazione o il supporto terapeutico possono aiutare a ridurre la tensione e a tutelare il proprio benessere.
I dati nazionali sul divorzio relativi al 2025 saranno pubblicati nel corso dell’anno; quelli del 2024 rappresentano attualmente il quadro più aggiornato e confermato della situazione in Italia.
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