L’arcivescovo Pegoraro: «Gli Usa verso la super Ai, la Cina ha un approccio più etico»
Renzo Pegoraro è arcivescovo di Gabi e presidente della Pontificia accademia per la vita: «L’intelligenza artificiale va governata. Gli Stati Uniti stanno continuando a insistere sulla potenza dei sistemi sviluppando l’Ai in una logica militare. La Cina punta a una maggiore attenzione alla persona»

«L’intelligenza artificiale? Non si riesce ancora a comprendere quali sviluppi avrà. Negli Stati Uniti si sta cominciando a parlare di super intelligenza artificiale. Qualche giorno fa mi è arrivata una lettera da parte dell’ambasciatore statunitense che conteneva proprio questo termine. Ma se gli Usa hanno un’intelligenza artificiale privata, diverso è l’approccio della Cina che non segue la linea della potenza, ma uno forse più etico per renderla più accessibile e più economica». Riflessioni, quelle sulla nuova frontiera dell’Ai che monsignor Renzo Pegoraro, arcivescovo di Gabi e presidente della Pontificia accademia per la vita, fa davanti alla folta platea della sala San Luca nel complesso abbaziale di Santa Giustina, a Padova.
Monsignor Pegoraro è infatti l’ospite d’onore dell’incontro dal titolo “È possibile integrare la cura della persona, Ai e medicina narrativa?”, in occasione della festa di San Luca, patrono dei medici. Appuntamento a cui partecipano anche il presidente dell’Ordine di Padova Filippo Crimì, il vescovo della città del Santo, Claudio Cipolla, il dottor Claudio Rigo e l’anatomopatologa Francesca Galuppini. In platea anche l’assessore regionale alla sanità, Gino Gerosa.
Diverse strategie
Soffermandosi sulla geopolitica dell’intelligenza artificiale, monsignor Pegoraro insiste evidenziando i differenti approcci che stanno avendo le due superpotenze Usa-Cina: «Gli Stati Uniti stanno continuando a insistere sulla potenza dei sistemi sviluppando l’Ai in una logica militare. A modo suo la Cina, che non è un Paese democratico, punta a una maggiore attenzione alla persona; all’etica, insomma, declinata “alla cinese”».
E l’Europa? «Non sa con chi stare», osserva il presidente della Pontificia accademia per la vita, «la Germania, per esempio, non vuole condividere nulla con gli Stati Uniti. La Francia vuole essere indipendente e sta puntando sul sistema “Mistral”. Per quanto riguarda l’Italia, ho chiamato un ministro (di cui monsignor Pegoraro non fa il nome, ndr) chiedendogli come possano stare con Meta dopo la condanna ricevuta dagli Stati Uniti. Ecco, quale tipo di sovranità nazionale abbiamo? E questo riguarda anche i dati sanitari; sono coperti? Sono tutelati?».
Sanità
«Anche in campo sanitario», riflette monsignor Pegoraro, «bisogna imparare a governare l’intelligenza artificiale e non essere governati o utilizzati da lei. Solo così potrà davvero essere una risorsa. Insomma ci si deve avvalere del sistema, ma non si deve delegare. A me preme che i medici continuino a essere attivi e partecipi e non rassegnati. In futuro si dovranno trovare e definire alcuni criteri e alcune linee guida per gestire l’intelligenza artificiale dal punto di vista sanitario».
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