I vaccini come terapia per contrastare i tumori
La sperimentazione con codifica RNA per ora ha dato buoni risultati

Edward Jenner, il medico inglese che alla fine del 1700 per la prima volta iniettò il contenuto infetto di una pustola di vaiolo delle mucche in un bambino per prevenire il contagio da parte del virus del vaiolo umano, sarebbe sorpreso a sapere che oggi proprio la vaccinazione è la più potente arma che abbiamo a disposizione per la terapia dei tumori. Il principio con cui la vaccinazione potrebbe curare queste malattie è lo stesso per cui funziona contro i virus: stimola il sistema immunitario a riconoscere ciò che è diverso da noi. Come sono diversi i virus, così sono diverse anche le cellule tumorali. Con la differenza che vaccini contro le malattie infettive sono usati in maniera preventiva, mentre i vaccini contro i tumori possono essere usati come una terapia, andando ad eliminare o controllare la crescita di un tumore quando questo è già presente.
Da dove viene la diversità delle cellule tumorali? Da almeno due meccanismi. Da un lato, molti tumori esprimono proteine che di per sé sono normali, ma non vengono mai prodotte negli organismi adulti. Dall’altro lato, e in maniera ancora più interessante, i tumori sono delle vere e proprie malattie genetiche, dovute alla presenza di molteplici mutazioni nel DNA. Queste mutazioni nei geni causano mutazioni nelle rispettive proteine, e questa diversità può essere sfruttata per generare dei vaccini altamente personalizzati.
Le più estese sperimentazioni in corso sono condotte dalle due aziende leader nelle tecnologie a RNA. La prima è sostenuta da Moderna insieme alla Merk su oltre mille pazienti con melanoma, la seconda da BioNTech in collaborazione con la Genentech, in qualche centinaio di pazienti con tumori del pancreas e intestino, e nel melanoma. L’approccio è simile: da ciascun paziente il tumore viene rimosso chirurgicamente, e ne viene determinata la sequenza del DNA; basandosi su questa informazione, viene generato un vaccino a RNA che contiene fino a 34 (nel caso di Moderna) o 20 (per BioNTech) RNA che codificano le proteine mutate. Ogni vaccino è unico e specifico per ciascun paziente. I risultati ottenuti finora in sperimentazioni più piccole sono eccitanti: scomparsa del melanoma nel 44% dei pazienti trattati, e quasi metà dei pazienti con carcinoma del pancreas sopravvissuti a 2-3 anni. Ma per i risultati dei trial più estesi ci vorrà ancora qualche anno. —
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