Tumori epiteliali dell’ovaio: scoperto al Cro di Aviano un meccanismo molecolare di resistenza al platino

Supera la resistenza alla chemio nei tumori dell’ovaio: la ricerca è stata pubblicata su una rivista scientifica. Studio finanziato da Airc, ministero della Salute e Regione

Silvia Urizzi
L’ingresso del Cro di Aviano
L’ingresso del Cro di Aviano

 

Una nuova strategia per contrastare la resistenza alla chemioterapia nei tumori epiteliali dell’ovaio arriva dal Cro. Uno studio dell’istituto ha individuato un nuovo meccanismo molecolare responsabile della resistenza alla chemioterapia con il platino e, per ora nei modelli preclinici, ha dimostrato la possibilità di superare e addirittura prevenirne la comparsa. La ricerca è stata condotta dal gruppo di Oncologia molecolare e modelli preclinici di progressione tumorale del Cro, guidato dal dottor Gustavo Baldassarre, direttore scientifico del Cro. I risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica “Signal transduction and targeted therapy”.

I tumori epiteliali dell’ovaio restano una malattia difficile da trattare per due motivi: la diagnosi tardiva e la resistenza ai farmaci chemioterapici a base di platino. Proprio quest’ultimo aspetto è al centro dell’attività del team multidisciplinare, impegnato a comprendere i meccanismi molecolari che rendono le cellule tumorali progressivamente refrattarie alle terapie. Il nuovo studio si concentra sul gene Cdk12 e sull’utilizzo di Ct7439, una piccola molecola inibitoria.

«Bersagliando in modo specifico la funzione del gene Cdk12 con una piccola molecola inibitoria, il Ct7439, le cellule tumorali diventano molto più sensibili alla chemioterapia con platino e questo vale anche per le cellule già chemio-resistenti», spiega la dottoressa Ilenia Pellarin, prima autrice del lavoro. «L’azione sinergica del platino e dell’inibitore si mantiene anche in modelli preclinici dove l’uso di questo farmaco, ora in sviluppo clinico per i pazienti, è ben tollerato e raddoppia la sopravvivenza libera da malattia». Per capire il meccanismo sono stati analizzati decine di modelli cellulari.

«L’analisi molecolare ci ha fatto capire che Cdk12 regola il metabolismo dell’RNA di geni importanti per la risposta alla chemio. L’alterazione di questo metabolismo, rende le cellule tumorali più sensibili al platino», racconta la dottoressa Valentina Rossi, co-responsabile dello studio. C’è poi un secondo dato particolarmente importante in prospettiva. Le cellule tumorali che diventano resistenti al Ct7439 risultano ipersensibili al platino. Un elemento che suggerisce come l’utilizzo combinato dei farmaci possa contribuire a evitare o ritardare la comparsa della resistenza. Lo studio è stato finanziato da Fondazione Airc, Ministero della Salute e Regione ha coinvolto Cro, Sissa, Università di Milano, Carrick Therapeutics e Imperial College di Londra. «Grazie anche a un accordocon l’azienda irlandese che ha sviluppato il Ct7439, speriamo di poter cominciare a breve un trial clinico nel nostro istituto», commenta Baldassarre.

 

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