Approvate dal Giappone due terapie con le cellule staminali
Critiche a Tokyo perché manca una sperimentazione clinica seria e non esiste alcuna prova che queste terapie siano efficaci

Era il 2006 quando il chirurgo ortopedico convertito ricercatore Shinya Yamanaka dell’Università di Kyoto stupì il mondo dimostrando come sia possibile trasformare qualsiasi cellula adulta in una cellula dell’embrione somministrando soltanto 4 geni, per poi espandere le cellule embrionali ottenute e farle diventare cellule specializzate. La scoperta ha rivoluzionato la ricerca medica, offrendo la possibilità di generare neuroni, cellule del cuore, del pancreas, dell’occhio in laboratorio, organi e tessuti inaccessibili prima di allora. Per questo a Yamanaka fu conferito il Nobel nel 2012.
Ora, a distanza di 20 anni, le autorità regolatorie in Giappone, prime al mondo, hanno approvato la messa in commercio di due terapie basate su queste cellule riprogrammate. I trattamenti si chiamano Amchepry e ReHeart e sono prodotti da due aziende biotech di Tokyo. Il primo consiste in neuroni specializzati che utilizzano il neurotrasmettitore dopamina. Il neurochirurgo inietta questi neuroni attraverso il cranio, con un apparecchio di precisione, per raggiungere la zona del cervello dove la carenza di queste cellule causa il morbo di Parkinson. Il secondo trattamento genera cellule di cuore in grado di contrarsi, organizzate per formare dei piccoli foglietti, che un cardiochirurgo applica sul cuore dei pazienti con scompenso cardiaco dovuto a un pregresso infarto.
Tutto molto positivo si dirà, in realtà la mossa delle autorità giapponesi è super criticata. L’autorizzazione si basa sul trattamento di sole 7 e 8 persone rispettivamente, molto meno di quelle che sarebbero necessarie per dimostrare la sicurezza, e non esiste nessuna prova che queste terapie siano efficaci. La strategia che il Giappone segue è quella di autorizzare in maniera molto precoce terapie innovative, per poi seguire l’efficacia nel corso dei 7 anni successivi. Se il trattamento non funziona, l’autorizzazione è abrogata. È un approccio molto pericoloso, perché apre un’autostrada a molte terapie fasulle, con le aziende che le producono che hanno ben 7 anni per arricchirsi a dismisura, prima che la terapia venga ritirata.
Il mondo occidentale va molto più cauto (almeno per ora): sono oltre 100 le sperimentazioni cliniche analoghe con cellule staminali riprogrammate, ma sono eseguite secondo i crismi della sperimentazione clinica rigorosa per dimostrare sicurezza e efficacia prima dell’entrata in commercio.
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