Liste d’attesa, Nordest a due velocità: Veneto al top, Friuli Venezia Giulia in recupero ma ancora sotto soglia
Il primo bollettino Agenas fotografa la sanità nel 2026. In Fvg migliorano gli esami diagnostici oltre l'80%, ma le prime visite restano sotto la soglia del 70%

Il Nordest continua a viaggiare a due velocità sul fronte delle liste d'attesa della sanità pubblica. Da una parte il Veneto, che si conferma tra le regioni più virtuose del Paese nel rispetto dei tempi di garanzia per visite ed esami. Dall'altra il Friuli Venezia Giulia, che mostra segnali di miglioramento ma continua a fare i conti con criticità soprattutto sulle prime visite specialistiche, tanto da rimanere tra le poche regioni italiane sotto la soglia del 70% di prestazioni erogate nei tempi previsti.
È la fotografia scattata dal primo Bollettino sulle liste d'attesa pubblicato da Agenas, il nuovo strumento che, con cadenza trimestrale, monitorerà l'andamento delle prestazioni sanitarie attraverso la Piattaforma nazionale delle liste di attesa. L'obiettivo è verificare quanto il Servizio sanitario nazionale riesca a rispettare i tempi massimi previsti per le diverse classi di priorità, offrendo per la prima volta un quadro uniforme e confrontabile tra tutte le Regioni.
Nel complesso, il quadro nazionale evidenzia un miglioramento della capacità di risposta del sistema sanitario. Nei primi sei mesi del 2026 le prenotazioni sono salite da 13,3 a quasi 15 milioni, segno di una maggiore produttività delle strutture pubbliche. Cresce anche la quota di prestazioni effettuate entro i tempi di garanzia: le prime visite passano dal 76,4 al 78,5%, mentre gli esami diagnostici migliorano dall'82,8 all'84,6%. Aumentano quindi le prestazioni erogate nei tempi previsti, mentre diminuisce il peso percentuale di quelle effettuate in ritardo, anche se il numero assoluto delle prestazioni oltre soglia rimane ancora elevato.

Friuli Venezia Giulia, la ripresa c'è ma non basta
Per il Friuli Venezia Giulia il bollettino racconta una situazione in evoluzione, con risultati che migliorano ma che restano distanti dalle regioni migliori. Sul fronte delle prime visite specialistiche, Agenas inserisce ancora la regione tra quelle che presentano percentuali di rispetto dei tempi inferiori al 70%, insieme ad altre quattro realtà italiane. Un dato che conferma come le difficoltà nello smaltimento delle liste d'attesa non siano ancora superate. Allo stesso tempo, però, il report evidenzia segnali di inversione di tendenza, riconoscendo che il Friuli Venezia Giulia sta recuperando terreno rispetto all'anno precedente.

I progressi risultano ancora più evidenti quando si passa agli esami diagnostici. Qui il miglioramento è quantificato con precisione: la percentuale di prestazioni eseguite entro i tempi di garanzia cresce dal 76,1% all'80,4%, consentendo alla regione di superare la soglia dell'80%. È uno dei dati che Agenas mette esplicitamente in evidenza tra quelli più positivi del confronto tra il primo semestre 2025 e quello del 2026.
Il quadro che emerge è quindi quello di una sanità regionale che sta progressivamente recuperando efficienza, soprattutto nella diagnostica, ma che deve ancora affrontare il nodo delle prime visite, dove i tempi di attesa continuano a rappresentare uno degli aspetti più critici.

Veneto, risultati consolidati e tempi di attesa sotto controllo
Diversa la situazione del Veneto, che nel bollettino Agenas non compare né tra le regioni in difficoltà né tra quelle chiamate a recuperare terreno. Un'assenza che, in questo caso, rappresenta un elemento positivo.
L'Agenzia evidenzia infatti come un gruppo ristretto di regioni abbia confermato anche nel 2026 gli elevati livelli di rispetto dei tempi di garanzia già raggiunti l'anno precedente. Il Veneto rientra proprio tra queste realtà, mantenendo standard elevati sia per le prime visite sia per gli esami diagnostici, senza registrare peggioramenti significativi.
In altre parole, mentre molte amministrazioni regionali sono impegnate a recuperare i ritardi accumulati negli ultimi anni, il sistema sanitario veneto riesce a consolidare i risultati ottenuti, confermandosi tra quelli che garantiscono con maggiore continuità il rispetto delle tempistiche previste per cittadini e pazienti.
Il confronto tra le due regioni del Nordest racconta quindi due percorsi differenti. Il Veneto mantiene una posizione di stabilità e di efficienza, mentre il Friuli Venezia Giulia è nel pieno di un percorso di recupero: i miglioramenti sono visibili, soprattutto nella diagnostica, ma il lavoro da fare per riportare anche le prime visite entro standard pienamente soddisfacenti resta ancora consistente.
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