Obesità, l’università di Padova nel maxi-studio globale: «Conta la ricchezza»
Antonio Paolo e Francesco Campa hanno raccolto oltre 2 mila dati su altezza e peso della popolazione. La ricerca pubblicata su “Nature”

C’è la firma prestigiosa dell'Università di Padova dietro a una innovativa ricerca sul tema dell’obesità. Il dipartimento di Scienze biomediche dell’ateneo patavino ha ricoperto un ruolo chiave nello studio internazionale pubblicato su «Nature», dal titolo “Obesity rise plateaus in developed nations and accelerates in developing nations”. Una ricerca monumentale che ribalta la narrazione classica sull’obesità, offrendo un’analisi sistematica delle sue reali dinamiche.
Il maxi-studio vanta numeri senza precedenti: esaminati 4.050 studi di popolazione, monitorando altezza e peso di oltre 232 milioni di persone dal 1980 al 2024. In questa mappatura, l'eccellenza scientifica di Padova si è distinta grazie al lavoro dei professori Antonio Paoli e Francesco Campa. I due docenti hanno fornito oltre 2.000 record di dati, raccolti secondo rigorosi standard metodologici, garantendo un contributo decisivo all'intera ricerca.
La differenza tra alto e basso reddito
I risultati mostrano una mappa globale del fenomeno "a due velocità". Nei Paesi ad alto reddito, come Italia, Francia, Portogallo, Stati Uniti e Giappone, l’obesità infantile ha iniziato a rallentare o a stabilizzarsi su un "plateau" già dagli anni 2000, con i primi segnali di diminuzione osservati proprio in Italia, Portogallo e Francia. Negli adulti questa frenata è emersa più tardi, ma in Italia e Spagna iniziano a comparire possibili inversioni di tendenza. Al contrario, lo scenario cambia nelle economie in via di sviluppo: nella maggior parte dei Paesi a basso e medio reddito (Africa, Asia e America Latina) la crescita annuale dell'obesità è aumentata, superando i dati storici delle nazioni ricche.
«Servono interventi di politica sanitaria»
«Studi come questo, con dati standardizzati raccolti da un numero così elevato di soggetti, permettono di avere un quadro più chiaro di come si stia evolvendo l’epidemia di obesità nel mondo», sottolinea il Professor Antonio Paoli. «Permettono di capire se le strategie messe in atto siano efficaci o meno. Queste informazioni sono fondamentali per modulare gli interventi medici, sociali ed educativi».
A determinare questo divario intervengono trend sociali, economici e tecnologici legati alla disponibilità, al prezzo e al consumo dei cibi. Se urbanizzazione, marketing, disuguaglianze e riduzione dell’attività fisica galoppano nei Paesi poveri, l'accesso a cibi sani e l'educazione contengono il fenomeno in Occidente. Un monito globale che, partendo da Padova, evidenzia l'urgenza di interventi mirati di politica sanitaria per invertire la rotta.
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