Influenza e variante K: durata, sintomi e consigli, cosa c’è da sapere
Il nuovo ceppo ha una capacità di trasmissione molto elevata. Il vaccino rimane fondamentale per evitarne le forme più severe

Un’ elevatissima capacità di trasmissione. È questa la novità principale della variante K, il ceppo dominante del virus influenzale A(H3N2), che ormai da settimane sta mettendo a dura prova la salute degli italiani, in molti costretti a letto con tosse e febbre alta. Una variante di cui, è bene ricordarlo, il vaccino antinfluenzale riesce a evitarne le conseguenze più gravi.
«Attenzione: non è un nuovo virus: è una normale mutazione come quelle che avvengono ogni anno nei virus influenzali stagionali e non significa che il virus sia più aggressivo o abbia sintomi diversi", avverte Gianni Rezza, professore straordinario di Igiene all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
I sintomi
I sintomi della variante K sono quelli della normale influenza. Febbre alta, mal di testa, brividi, dolori muscolari e articolari, mal di gola, talvolta raffreddore, e possono comparire anche disturbi gastrointestinali, soprattutto tra i più piccoli. Nei casi più gravi, si può trasformare in polmonite.
La durata
In media, i disturbi si protraggono per 5-7 giorni. Tempi che, ovviamente, possono salire in caso di soggetti fragili, come anziani e bambini immunodepressi. Dopo il contagio, l’incubazione è di solito di 1-4 giorni. In diversi casi, può capitare di essere contagiosi già durante la fase di incubazione, prima di provare i sintomi dell’influenza.
I soggetti più a rischio
Come per la normale influenza, tra le categorie di persone più a rischio rientrano gli over 65, i bambini piccoli, di età inferiore ai 4-5 anni, e chi convive con altre patologie, come diabete o problemi cardiaci e respiratori”.
L’efficacia del vaccino antinfluenzale
Il vaccino antinfluenzale è potenzialmente meno efficace nel proteggere dalla contrazione del virus, ma riesce comunque a limitarne le forme più severe. Il siero, inoltre, rimane pienamente efficace contro gli altri virus che circolano attualmente in giro per l’Europa. In questo scenario, dunque, continuare a vaccinarsi, affermano gli epidemiologi, resta una scelta efficace e fortemente raccomandata, soprattutto per proteggere le persone più fragili e per contenere l'impatto del virus sul sistema sanitario.
I consigli
Trattandosi di una variante dall’elevatissimo capacità di trasmissione, non è semplice limitarne i contagi. Soprattutto in questo periodo, dove il gelo che si sta abbattendo su molte aree del nostro Paese sta costringendo gli italiani a trascorrere molto tempo negli ambiente chiusi. In ogni caso, è bene ribadirlo, il freddo non è una causa diretta di propagazione del virus, e il suo impatto sulla curva dei contagi è solo indiretto.
Diventa fondamentale arieggiare gli ambienti chiusi aprendo le finestre, e non tenere mai i riscaldamenti eccessivamente alti. Dentro casa, la temperatura ideale sia aggira attorno ai 19-20°. In aggiunta, per proteggersi dal virus tornare a indossare la mascherina può essere una buona soluzione, soprattutto nei luoghi più affollati, come mezzi e uffici pubblici.
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