Sciatore con defibrillatore cardiaco abilitato alle gare: il primo caso in Italia a Padova
Il giovane atleta, promessa a livello nazionale, è affetto da sindrome di Brugada, patologia che predispone all’arresto cardiaco. E’ seguito da una équipe multidisciplinare dell’Azienda Ospedale Università. Ora scia (e vince) indossando un corpetto protettivo che difende il dispositivo salvavita

Rilasciata a Padova per la prima volta in Italia l'idoneità allo sci alpino agonistico a un giovane atleta portatore di defibrillatore. L'atleta, promessa dello sci a livello nazionale, è affetto da sindrome di Brugada.
«La sindrome di Brugada è una malattia elettrica delle cellule cardiache che predispone ad arresto cardiaco», spiega il direttore della Cardiologia 1 dell'Azienda Ospedale Università di Padova Domenico Corrado, «L'attività sportiva era controindicata sia per lo stimolo alla progressione della patologia miocardica a causa dello stress meccanico e per il sovraccarico emodinamico, sia perché fattore scatenante di aritmie ventricolari maligne, sia per il potenziale danno del dispositivo da traumatismo. Questa sindrome provoca di solito aritmie non durante lo sport, ma di notte e a riposo. Abbiamo usato la telemetria per monitorare l'attività cardiaca sia durante il riposo che durante la discesa su neve ed abbiamo deciso che l'atleta, previo utilizzo di un corpetto che difende il defibrillatore da eventuali urti, può gareggiare. E sta anche vincendo numerose gare».
L'idoneità sportiva è stata rilasciata grazie a un defibrillatore sottocutaneo di ultima generazione che rileva e interrompe le aritmie ventricolari pericolose per la vita, erogando uno shock elettrico senza usare elettrocateteri inseriti all'interno del cuore o dei vasi sanguigni. Il paziente è stato seguito da una equipe coordinata dal professor Domenico Corrado, direttore di Cardiologia 1 dell'Azienda, dal professor Federico Migliore, direttore di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione, dalla professoressa Cristina Basso, direttore di Patologia Cardiovascolare.
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