La chirurgia post obesità che rimodella il corpo, Padova prima al mondo
A Boston il riconoscimento per una tecnica che in un solo intervento rimodella seno e braccia dopo la chirurgia bariatrica. Un passo avanti per chi affronta le conseguenze del grande dimagrimento

Campioni del mondo a Boston: Padova conquista il titolo mondiale in chirurgia plastica post-bariatrica.
Di che si tratta? La chirurgia bariatrica è quella che interviene per ridurre le obesità gravi e così, magari con 50 chili in meno, la bilancia segna finalmente un numero diverso, la salute migliora, la vita cambia. Ma allo specchio c’è ancora qualcosa che non va: la cute in eccesso, che pende sulle braccia e sul seno, che ostacola i movimenti, che si infiamma d’estate, che pesa, letteralmente e psicologicamente, su ogni giornata.
Che cos’è
È a questo punto del percorso che entra in scena la chirurgia plastica post-bariatrica, ambito in cui Padova ha raggiunto la vetta globale. Al congresso americano di chirurgia estetica The aesthetic meet 2026, uno dei più prestigiosi appuntamenti internazionali della disciplina, il lavoro del gruppo dell’Azienda Ospedale Università sulla mastoplastica post-bariatrica con lembo brachiale posteriore ha ricevuto il riconoscimento più alto.
A portare l’eccellenza italiana sul palco di Boston è stato il professor Vincenzo Vindigni, ordinario di chirurgia plastica e una delle massime espressioni europee della chirurgia del rimodellamento corporeo, in rappresentanza della società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, presieduta dal professor Franco Bassetto, direttore della chirurgia plastica dell’Azienda.
La tecnica innovativa
Al centro del riconoscimento c’è una tecnica innovativa che risolve con eleganza un problema complesso: correggere in un unico tempo chirurgico le deformità del seno e delle braccia, senza protesi e senza materiali sintetici, usando solo i tessuti del paziente.
«È una tecnica che permette di utilizzare solamente tessuti autologhi e di correggere in maniera elegante sia le deformità delle braccia che del seno in un unico tempo chirurgico», spiega Vindigni.
Due problemi, una soluzione sola, in circa novanta minuti di intervento. Il salto rispetto al passato sta proprio qui: dove prima erano necessari più interventi separati, oggi un’unica seduta in anestesia generale, eseguita in équipe in ambiente ospedaliero, permette di trattare più aree anatomiche contemporaneamente, riducendo tempi e rischi per il paziente.
Il prof sottolinea il lavoro di Azienda e Università: «Questo è stato possibile grazie a vent’anni di studio sull’anatomia chirurgica e all’adozione di nuove tecnologie, come i fili di sutura autobloccanti che velocizzano le procedure. I candidati ideali sono pazienti che hanno raggiunto una perdita di peso stabile, dell’ordine di 40-60 chili, e che presentano condizioni cliniche adeguate per un intervento in anestesia generale. Il numero di interventi è in crescita esponenziale, con almeno una decina all’anno solo per questa specifica tecnica».
Un’altra eccellenza: «Il Veneto è stata la prima regione in Italia a stilare linee guida per l’accesso di questi pazienti al sistema sanitario». Vindigni torna a casa con una consapevolezza semplice e solida: «Cercare di migliorarsi sempre di più».
Riproduzione riservata © il Nord Est








