Vannacci lascia ufficialmente la Lega, Salvini: «Delusione, un soldato non abbandona il proprio posto»

Roberto Vannacci lascia ufficialmente la Lega dopo l’incontro con Salvini. Le reazioni dei governatori, Zaia: «Militanza durata meno di un anno». Fedriga: «Lascia un traditore»

La redazione
Matteo Salvini e Roberto Vannacci al congresso federale della Lega
Matteo Salvini e Roberto Vannacci al congresso federale della Lega

Roberto Vannacci lascia ufficialmente la Lega per proseguire il proprio percorso politico in autonomia all’interno del suo nuovissimo partito “Futuro Nazionale”.

Il rammarico di Salvini 

Immediata la replica del leader leghista, che in un lungo post esprime delusione per la scelta di Vannacci. «Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini», scrive Salvini.

«Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada. Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano. La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali. Liberi e forti. Senza paura», aggiunge il segretario del Carroccio.

Nel post Salvini allega anche un video di un comizio della Lega in cui Vannacci smentiva le voci di un suo possibile addio al partito. «Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità. Purtroppo, però, far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà», scrive ancora Salvini.

«In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni. Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa», conclude il leader leghista.

Luca Zaia

«Direi che il segretario è stato fin troppo inclusivo e comprensivo, dopodiché non conosco le dinamiche di questa sua dipartita, non so come sia nata. Però è pur vero che è un film di cui sapevamo quale sarebbe stata la fine. Vorrei sottolineare che questa grande militanza in Lega è durata meno di un anno, e che se Vannacci è quello di oggi può ringraziare solo il mio partito, che ha investito su di lui alle europee l'anno scorso e gli ha permesso di avere un seggio. Il nostro movimento è un movimento molto identitario, e l'identità non prescinde dal fatto che bisogna condividere fino in fondo le idee. Evidentemente fin dal primo istante abbiamo capito che le idee erano altre».

Massimiliano Fedriga

«Un traditore», che dovrebbe dimettersi da eurodeputato e che alle prossime elezioni politiche farà un favore al centrosinistra. Dopo mesi di laconici commenti sul caso Vannacci, il presidente Massimiliano Fedriga non si risparmia nelle valutazioni politiche sull’uscita del generale dalla Lega.

«Per noi – dice il governatore – il tradimento di Vannacci non è un problema ma, visto che parla di valori e onore, dia le dimissioni da parlamentare europeo, per rispetto agli elettori italiani e al partito che l’ha fatto eleggere e che ha abbandonato. Cambiare idea è legittimo, ma bisogna trarne poi le conseguenze».

Per una volta, i toni misurati sono lasciati da parte e Vannacci è attaccato frontalmente, forse anche per non dover esprimere nel contempo giudizi sulla fallita strategia del segretario Matteo Salvini. «Un errore? Non si può incolpare chi si è fidato dell’onestà di qualcuno – dice Fedriga – ma solo chi ha tradito la fiducia. E io sto sempre dalla parte del tradito e mai con il traditore, perché parteggio per le persone leali». Difficile pensare a un’alleanza futura con il generale: «Vannacci si candiderà fuori dal centrodestra – continua il presidente – e così sarà un grande alleato della sinistra».

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