Eurodeputati del Nordest: ecco la pagella delle presenze

Tutti gli europarlamentari eletti nella circoscrizione Italia Nord orientale sopra il 70% delle presenza. In vetta alla classifica Berlato, chiude Cisint

Laura Blasich
Uno scorcio dell’aula dell’Europarlamento
Uno scorcio dell’aula dell’Europarlamento

Dazi statunitensi e guerra in Ucraina, Palestina e politiche migratorie, sostegno alle imprese e all’agricoltura. Sono i macro temi su cui si sono impegnati nel 2025 i 15 europarlamentari eletti quasi due anni fa ormai nella circoscrizione Italia Nord orientale. Assieme però al contenimento della flavescenza dorata nei vigneti o alla tutela della denominazione della Piadina romagnola Igp, alla rimozione della scritta “Tito” dal monte Sabotino alle spalle di Gorizia.

La partecipazione

Al netto della produzione di atti e di interventi in aula, c’è però la partecipazione al voto e quindi ai lavori del Parlamento europeo. Se in vetta con il 99,5% di attendance (calcolata negli ultimi 180 giorni) c’è Sergio Berlato, eurodeputato veneto di Fratelli d’Italia (aderente al gruppo Conservatori e riformisti europei), all’ultimo con il 71,9% si piazza la leghista Anna Cisint, saldamente presente in Fvg.

A tallonare Berlato –  ben sopra la media dell’84,87% dei 76 rappresentanti italiani a Bruxelles (tanto da piazzarsi al secondo posto tra i connazionali) – con il 99,3% c’è comunque il rappresentante della Svp Herbert Dorfmann, mentre a completare il podio con il 98,7% il collega di FdI Daniele Polato, veronese. Tra i più presenti, poi, il leghista veneto Paolo Borchia (nel gruppo Patrioti per l’Europa), con il 96,6%, e l’ex governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, nella maggioranza, con i Socialisti e Democratici, che sostiene von der Leyen come tutto il Pd. A seguire gli altri dem Alessandro Zan e Alessandra Moretti, ancora sopra il 90%, mentre si scende sotto la soglia con la bassanese Elena Donazzan e il bolognese Stefano Cavedagna di FdI, la dem modenese Elisabetta Gualmini e il forzista Flavio Tosi (Ppe), la dem Annalisa Corrado (originaria di Civitavecchia) e il già sindaco di Pordenone di FdI Alessandro Ciriani. A chiudere con il 75% l’eurodeputata veneta di Avs Cristina Guarda e poi Cisint, al 69esimo posto nella squadra italiana.

L’attività

A condizionarla, almeno in parte, la collocazione nella maggioranza o nella minoranza parlamentare che poco hanno a che fare con il quadro di riferimento italiano.

Nel novembre del 2024 all’atto dell’approvazione della nuova Commissione europea FdI, a fronte della nomina come commissario di Raffaele Fitto, Forza Italia e Partito Democratico hanno votato a favore, mentre Lega, Movimento 5 Stelle, Europa Verde e Sinistra Italiana contro. Stefano Bonaccini con il leghista Paolo Borchia è stato l’unico a ricoprire il ruolo di relatore in commissione in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare. Borchia ha relazionato invece sull’integrazione degli accordi di cooperazione in ambito scientifico e tecnologico con la Giordania, dimostrandosi tra i più loquaci in aula tra gli eletti nel Nord Est con i suoi 20 contributi che hanno spaziato dal sostegno all’industria automobilistica tradizionale al supporto al governo ungherese. A batterlo però nell’ordine con 24 e 22 interventi gli eletti di FdI Stefano Cavedagna ed Elena Donazzan. In aula hanno espresso solidarietà al popolo della Bielorussia «ostaggio di un vero e proprio regime», così Cavedagna, o l’esigenza di rafforzare la difesa europea, come rilevato da Donazzan.

I temi

Gli eurodeputati hanno affrontato assieme ai loro gruppi di appartenenza questioni di portata sovranazionale e internazionale, ma anche questioni molto più vicine a chi li ha votati. Cristina Guarda, parlamentare di Avs nel gruppo Verdi/Alleanza libera europea, nelle sue 75 interrogazioni, un record a Nord Est, ha chiesto chiarimenti sui “Piani di emergenza nucleare in Fvg” a fronte della presenza della base Usa di Aviano e della presenza periodica di navi a propulsione nucleare nel golfo di Trieste, occupandosi anche dei prati stabili del Cellina e del Tagliamento, oltre che del Cas di Oderzo. La leghista Cisint, tra i parlamentari più attivi con le sue 53 interrogazioni (terza, dietro Guarda e Berlato, con 56), ha chiesto conto delle criticità della mobilità transfrontaliera dei pazienti, occupandosi poi soprattutto di immigrazione, politiche marittime e settore della pesca.

Dell’invasione del coleottero alieno popillia japonica in Veneto si è occupato invece il collega di partito Borchia, mentre Cavedagna (FdI) si è impegnato nella difesa della denominazione della piadina romagnola e nella messa in sicurezza della torre della Garisenda a Bologna. Berlato e Ciriani hanno domandato ragione della scritta “Tito” sul Sabotino, Polato con altri è intervenuto sull’importazione di cofani funebri dalla Cina, e le conseguenti pratiche di dumping sui produttori italiani, Bonaccini sulle condizioni di lavoro dei medici, come Moretti. Corrado si è interessata anche della caccia a delfini e balene alle isole Faer Øer, Zan e Gualmini ai Cpr in Albania. —

 

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