Gli Skinheads veneti e Futuro Nazionale alla ricerca di larghe intese

Nel Trevigiano il primo caso di un militante che fa parte anche del coordinamento del partito di Vannacci. Al momento non c’è nessuna alleanza organica, ma neppure divieti

Andrea Zambenedetti

 

Tra Veneto Fronte Skinheads e Futuro Nazionale non ci sono fedi da scambiarsi. Al massimo una relazione aperta. Chi tra gli aderenti all'associazione dovesse scegliere di salire sul carro di Roberto Vannacci non verrà considerato un traditore. Nessuna espulsione, nessuna scomunica. Ognuno è libero di seguire la propria strada.

Che a destra, in Veneto e non solo, sia in corso un terremoto politico è ormai evidente. Oggi a Padova Massimo Campagnolo, sindaco di Cervarese Santa Croce, affiancato dall’ex consigliere regionale Joe Formaggio, annuncerà di essere il primo sindaco ad aderire a Futuro Nazionale.

Nel frattempo il via vai tra Lega e il movimento dell'europarlamentare continua ad alimentare i timori nel Carroccio. Futuro Nazionale rivendica di aver superato la Lega per numero di tesserati, apre sezioni in territori simbolo del partito di Matteo Salvini – come Godega di Sant'Urbano, il comune da cui è partita la carriera politica di Luca Zaia – e continua a collezionare nuovi ingressi.

Il cigolio dei tornelli girevoli che dividono la Lega da Futuro Nazionale è diventato una sirena d’allarme che nessuno dentro la Lega è più disposto ad ascoltare in silenzio.

Tra i nomi più in vista schierati con l’ex generale ci sono Gianangelo Bof, ex sindaco di Tarzo e oggi parlamentare, e Maddalena Spagnolo consigliera regionale Fvg. Ma, allargando lo sguardo al Nordest, l'elenco si allunga praticamente ogni giorno.

In questo scenario le indiscrezioni su un'intesa tra Veneto Fronte Skinheads e Futuro Nazionale meritano più di una verifica. Per Vannacci significherebbe mettere il cappello su una struttura già radicata sul territorio, con militanti, organizzazione e una rete pronta all'uso.

Per Vfs significherebbe tuttavia, cambiare il proprio corso. Ma, almeno per ora, non è questo lo scenario che sembra profilarsi. «Non c'è nessun tipo di collaborazione attiva, nessun legame diretto con la figura di Vannacci», mette subito in chiaro Giulio Bocchi, presidente di Veneto Fronte Skinheads. «In alcune zone, per questioni territoriali, esistono forme di collaborazione embrionali, ma riguardano esclusivamente iniziative dei singoli aderenti».

Succede, per esempio, a Treviso. Marco Pinardi, storico militante di Vfs, racconta di far parte anche del comitato di Futuro Nazionale di Oderzo. E il suo non è un caso isolato. «È stata una scelta personale. Tra i nostri iscritti c'è anche chi ha aderito alla Fiamma o chi è entrato in Fratelli d'Italia alle ultime elezioni».

Tradotto: nessuna alleanza organica, ma neppure divieti. Chi vuole può fare attività anche in un partito con ambizioni elettorali. Purché, viene da aggiungere, resti nell'alveo della destra.

«Noi rivendichiamo il nostro fare politica a livello extraparlamentare», prosegue Bocchi. «Osserviamo con interesse quello che succede nei partiti perché facciamo politica anche noi. Sul piano dei contenuti siamo in sintonia con molte delle posizioni di Futuro Nazionale, ma bisogna capire se esista davvero la volontà di trasformarle in un progetto politico concreto. Per ora rivendichiamo il nostro ruolo fuori dal Parlamento».

E con Roberto Vannacci quindi? Nemmeno un caffè.

«No. Non c’è stato nessun incontro, almeno finora. Se le cose dovessero cambiare, allora valuteremo».

 

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