Referendum giustizia, Nordio rintuzza le critiche del centrosinistra: «Indignazione scomposta»
Il ministro tiene il punto: «Ho solo citato un altro giudice». Rampelli (FdI): «Dalla sinistra arriva solo isterismo»

Il primo impatto tradisce sorpresa. Il secondo pure. E il ministro della Giustizia Carlo Nordio non si scompone. Non che sia nel suo costume farlo, in ogni caso.
«Non capisco tanta indignazione scomposta alle mie dichiarazioni sulle correnti del Consiglio superiore della magistratura» dice sicuro. Anzi «mi sono limitato a citare le affermazioni di Nino Di Matteo, un noto pubblico ministero preso a modello dal Pd e dalla sinistra, riportate da più fonti, anche giornalistiche».
Quindi «fonti non particolarmente vicine a noi, nel settembre 2019. Di Matteo parlò di “mentalità e metodo mafioso» argomenta Nordio. Finita qui? Decisamente no. «Altri esponenti del “partito del No” si sono espressi, a suo tempo, in modo anche più brutale. Ne faremo un elenco e lo pubblicheremo», avverte il ministro.
A difesa di Nordio parla un altro componente laico del Csm, Enrico Aimi.
Il riferimento a dinamiche correntizie, emerse anche a seguito delle vicende che hanno coinvolto Luca Palamara, riguarda la critica a un metodo di selezione e gestione delle nomine, non certo un giudizio sull'impegno dei magistrati né tantomeno, sulla memoria delle vittime della mafia - spiega -. l’interesse di tutti riportare il confronto entro un perimetro politico-istituzionale corretto. Al centro non deve esserci lo scontro tra centrodestra e centrosinistra, ma una scelta di merito tra chi ritiene necessaria la riforma e chi vi si oppone. Il confronto «tra giuristi, non tra pasticceri».
Durissimo nei confronti del centrosinistra e del Pd in particolare Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia). «L'isterismo nei confronti delle parole del ministro conferma che stiamo facendo la cosa giusta. L'esistenza delle correnti di potere dentro il Csm, lungi dall'essere ispirata alla visione pluralista della giustizia, era un carrierificio lottizzato dai partiti di sinistra - afferma il parlamentare -. La sinistra, in primo luogo il Pd, ha sempre considerato alcuni gangli dello Stato roba propria».
Tra questi, secondo Rampelli, rientra anche la magistratura. «Attaccano Nordio ma dimenticano che fu l’ex procuratore Franco Roberti europarlamentare Pd a definire il Csm, quello di Palamara, “mercato delle vacche”» chiosa Enrico Costa di Forza Italia.
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