«Giudici, un corpo para mafioso», bufera Pd-M5s sulle parole del ministro Nordio

Si infiamma la battaglia sul referendum, l’intervista concessa a Nem scatena le reazioni Dem. Schlein: «Ogni potere deve incontrare un limite». Anm: «Avvelena i pozzi»

La redazione
Il ministro Nordio (a destra) con Nicola Gratteri
Il ministro Nordio (a destra) con Nicola Gratteri

L’intervista di Ario Gervasutti al ministro della Giustizia Carlo Nordio ha scatenato un putiferio politico, riaccendendo la battaglia sul referendum.

Nordio sul referendum giustizia: «Il sorteggio eliminerà l’attuale sistema para-mafioso»
La redazione
Carlo Nordio, Ministro della Giustizia

Interviene Anm

"Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha deciso di avvelenare i pozzi accusando i magistrati di usare metodi paramafiosi, paragonando l'elezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura ai comportamenti della criminalità organizzata. Le sue parole offendono la memoria di chi ha perso la vita per lottare contro la mafia nel corso della storia d'Italia e mortificano il lavoro di chi, sul territorio, ogni giorno, mette a rischio la propria incolumità personale per contrastare la criminalità organizzata, a difesa della collettività". Così l'Associazione nazionale magistrati in una nota della Giunta esecutiva centrale. 

Schlein e Conte

"Ogni potere deve incontrare un limite. Come ha detto Decaro, al ministro Nordio che dice che questa riforma servirà anche al centrosinistra quando sarà al governo, dico anche io 'no grazie'. Quanto torneremo al governo noi vorremo essere controllati, perché è così che funziona in democrazia". Così la segretaria del Pd Elly Schlein, ha concluso a Bari la manifestazione 'Vota no, per difendere la Costituzione', in vista del referendum. Al termine la foto di rito con i presenti e le note di 'Bella ciao'. 

"Il ministro Nordio dopo aver annunciato tagli alle intercettazioni per 'modestissime mazzette', ora addirittura accosta il funzionamento della giustizia con tutti i giudici che ci lavorano a dinamiche 'para-mafiose'. Lo afferma il leader dei 5 stelle Giuseppe Conte sui social.

"Succede dopo che per giorni la maggioranza ha gettato fango su Gratteri, un magistrato che rischia la vita per la lotta contro le mafie, nonostante avesse ben chiaro il suo pensiero.

Dovrebbero chieder scusa ai tanti che lavorano nel nostro sistema di giustizia, alla memoria dei tanti giudici che hanno perso la vita per combattere la mafia, quella vera". "E' davvero incredibile vedere un governo che getta fango e ombre sulle istituzioni e su servitori dello Stato solo per portare a casa una riforma che mira a salvare i politici e i governi dalle inchieste".

Le altre reazioni

"Questa volta il ministro Nordio parlando di sistema para-mafioso al Csm ha completamente passato il segno. Siamo ormai abituati alle frequenti gaffe del ministro, ma questa volta siamo oltre l'incontinenza verbale e gli scivoloni in aula. E chiaramente niente può giustificare un'affermazione del genere, neanche le evidenti difficoltà che il centrodestra sta trovando in vista del referendum. Un ministro che parla così della magistratura dovrebbe lasciare il suo incarico un minuto dopo. Anche questa volta la presidente Meloni e il governo non muoveranno un dito?". Lo dichiara la vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando.

Più di tre anni fa, Giorgia Meloni si presentò per la fiducia alle Camere con un discorso in cui dichiarava che nel suo percorso politico era stata fondamentale la figura di Paolo Borsellino, magistrato ucciso dalla mafia.

Oggi il suo Ministro della Giustizia, autore dell'unica riforma in tre anni di Governo, una manomissione degli equilibri costituzionali, assimila l'autogoverno dei magistrati alla mafia. Siamo di fronte alla più grave forma di delegittimazione di un altro potere dello Stato, proprio il più esposto nella lotta alla mafia, per cui ha pagato un altissimo tributo di sangue.

Giorgia Meloni prenda le distanze dalle dichiarazioni del Ministro Nordio, che probabilmente non si rende conto della gravità delle sue affermazioni." Lo afferma in una nota Peppe Provenzano della segreteria Pd.

"Trasformare questo referendum in una resa dei conti politica sarebbe pericoloso, in gioco c'è l'equilibrio dei poteri dello Stato. Voterò 'no' perché la riforma non serve alla giustizia, ma alla politica per controllare la giustizia". Lo ha detto a Bari il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, nel corso della manifestazione 'Vota no, per difendere la Costituzione', in vista del referendum per la riforma della giustizia. 

La riforma, ha aggiunto, "non incide sull'efficienza ed efficacia della giustizia e non accorcia i processi, quindi non serve ai cittadini". "Al ministro Nordio, che ha detto che la fa anche per il centrosinistra, rispondiamo: 'Se lo fai per il centrosinistra, no grazie. Come se avessimo accettato' - ha detto Decaro - non ha senso per noi ora che siamo all'opposizione e non lo avrà neanche quanto torneremo a governare il Paese". Decaro ha detto che "i cittadini mi chiedono un posto di lavoro, una sanità migliore, trasporti efficienti. Nessuno mi ha mai chiesto che i membri del Csm siano sorteggiati".

"Le parole del ministro Nordio sono gravissime. Paragonare i magistrati italiani ai mafiosi é di una gravità inaudita e se lo fa il Ministro della giustizia in carica, sa tanto di eversione. Ricordiamo al Ministro Nordio che il Consiglio Superiore della Magistratura è un organo di rilevanza costituzionale presieduto dal Presidente della Repubblica! La presidente Meloni ha il dovere di prendere immediatamente le distanze da un ministro che piccona le istituzioni democratiche, contro lo stesso giuramento formulato sulla Costituzione". Lo afferma Debora Serracchiani, responsabile Giustizia nella segreteria Pd.

Carlo Nordio ha ormai perso il controllo di sé e delle proprie parole. Si dimostra un irresponsabile di prima categoria che non ha le qualità per ricoprire il delicato incarico affidatogli. È irresponsabile un ministro della Giustizia che - lo ha fatto oggi - definisce il Csm, organo presieduto dal Capo dello Stato, un corpo 'para-mafioso'. È irresponsabile un ministro della Giustizia che accusa i magistrati di para-mafiosità in un Paese in cui tantissimi sono stati i magistrati uccisi dalla mafia. È altamente auspicabile che il ministro torni in sé, chieda scusa e abbandoni la strada degli insulti". Lo scrive su X il senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente della Commissione Affari costituzionali. 

"Mentre leggevo - basito - le parole della nuova inaccettabile e sgangherata esternazione di Nordio mi veniva in mente il lungo elenco dei magistrati del nostro Paese uccisi dalle mafie. Ma cosa hanno fatto di male gli italiani per meritarsi un simile ministro della giustizia?” Lo afferma in una nota Nicola Fratoianni di Avs. Naturalmente la presidente del consiglio Meloni farà finta di niente, la destra proseguirà con la sua crociata contro i magistrati, ma hanno davvero oltrepassato ogni limite - conclude il leader di SI - e dovrebbero dare il benservito a Nordio. Una ragione in più per votare No il 22 e il 23 marzo", conclude Fratoianni

 

 

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