
Referendum, vince il No con il 53% dei voti. Meloni: «Rispettiamo decisione», Schlein: «Ce l’abbiamo fatta»
Si sono chiuse alle 15 le urne del referendum sulla Giustizia: in Veneto e Fvg vince il sì, il Comitato: «L’Italia è divisa». Affluenza molto alta, hanno votato due cittadini su tre
Riforma della giustizia, non ci sono dubbi: con quasi tutte le sezioni scrutinate a livello nazionale, il “no” vince in Italia con il 53% mentre il dato più sorprendente di tutti resta l’affluenza che si attesta intorno al 59%.
Nel pomeriggio è arrivata anche l’ammissione della sconfitta da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in un video diffuso sui social riconosce l’esito del voto: «La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Rispettiamo la decisione, resta il rammarico per un’occasione persa. Andremo avanti».
Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha preso atto del risultato «con rispetto della decisione del popolo sovrano». Dal fronte favorevole alla riforma, il presidente del comitato del Sì Nicolò Zanon sottolinea l’impegno profuso: «Ce l’abbiamo messa tutta». Esultano invece le opposizioni, mentre si consolida il vantaggio del “no”. Le urne si sono chiuse alle 15, momento in cui è iniziato lo scrutinio.

Schlein: "Tanti elettori di destra hanno votato No"
"Ci sono più elettori di destra che hanno votato No che il contrario. La società civile si è appassionata alla Costituzione e i risultati si vedono. Restate mobilitati per il futuro di questo Paese", dice Elly Schlein. "Tra i 18 e i 34 anni il No ha vinto con il 61%: i giovani hanno fatto la differenza, nonostante gli sia stato sottratto il diritto a votare fuori-sede. Abbiamo vinto, una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata. Una vittoria ancora più bella, perché partivamo da una sconfitta annunciata, invece abbiamo ribaltato quell'esito", ha aggiunto.
Nordio: "Prendo atto della decisione del popolo sovrano"
"Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma - ha commentato il ministro della Giustizia Carlo Nordio - Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia".
Tajani: "Ci inchiniamo alla volontà del popolo"
"Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia - ha osservato il vicepremier Antonio Tajani - Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l'importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l'Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto".
L’ultimo aggiornamento dallo scrutinio
Superata la metà delle sezioni scrutinate in tutta Italia. I dati reali provenienti dal Viminale confermano il trend emerso fin dalle prime battute: il fronte del NO resta saldamente in testa, distanziando il SÌ di oltre nove punti percentuali. Con 31.525 sezioni scrutinate su 61.533 (51,23%) il NO è al 54,58% mentre il SÌ al 45,42%

Il voto in Veneto e Fvg
Nel complesso, il Nord Est si conferma dunque un’area favorevole al “sì”, in controtendenza rispetto agli instant poll nazionali che indicano un lieve vantaggio del “no”. Resta comunque da attendere il completamento dello scrutinio per valutare se questo scarto territoriale potrà incidere in modo determinante sul risultato finale.
In Veneto, con 3.485 sezioni scrutinate su 4.729, il “sì” si attesta al 58%, pari a 995.112 voti, mentre il “no” si ferma al 42% con 722.164 preferenze. L’affluenza regionale raggiunge il 63,47%, su un totale di oltre 3,7 milioni di elettori. Si tratta di un dato significativo che evidenzia una partecipazione elevata e un orientamento netto dell’elettorato a favore della riforma.

Analoga la situazione in Friuli Venezia Giulia, dove lo scrutinio ha raggiunto 1.046 sezioni su 1.354. Anche qui prevale il “sì”, con il 54,5% (235.333 voti), mentre il “no” si attesta al 45,5% (196.846 voti). L’affluenza si ferma al 61,61%, su circa 931 mila elettori.

Referendum: "Meloni dimissioni", in piazza da Milano a Roma
Al grido "Ha vinto il no. Meloni dimissioni!" si scenderà in piazza oggi pomeriggio in diverse città italiane. A lanciare le manifestazioni Potere al Popolo e il Comitato No Sociale. A Roma è stato dato appuntamento alle 18 a piazza Santi Apostoli, a Milano in piazzale Loreto, a Napoli alla stessa ora a Largo Berlinguer, a Torino in piazza Castello. Organizzati presidi anche a Bologna, Cuneo, Padova, Pisa, Verona.
Renzi: “Ora Meloni prenda atto e ascolti il popolo”
«Quando il popolo parla, cara Meloni, devi ascoltare. Io non voglio suggerire a Meloni cosa fare lei, ma so che cosa si prova quando si perde un referendum costituzionale». Lo dice il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. «Quando ho perso il referendum io ho perso tutto, ho lasciato tutto. Meloni farà quello che crede ma per prendere atto di un referendum costituzionale ci vuole coraggio. Se non ascolti la voce del popolo è da Don Abbondio. Perdere e dire 'non era la nostra legge', dopo che hai occupato tutte le trasmissioni televisive, tutte, perfino andando da Fedez. Quando il popolo parla, il palazzo deve ascoltare».
Il Comitato sì: “Il risultato propende per il no, Italia spaccata”
Quasi un’ammissione di sconfitta quella di Nicolò Zanon, il presidente del Comitato del sì: «Il risultato mi sembra propendere per il no. Ma c’è un paese abbastanza spaccato. Ci auguriamo che la situazione possa ricomporsi nelle prossime settimane». «Credo che, in termini di analisi, alle quattro del pomeriggio di una giornata così complicata, difficilmente possiamo andare oltre nel dire che ce l'abbiamo messa tutta».
Il punto alle 15.50
Il NO è al 54,32%, il SÌ al 45,68% (16.000 sezioni scrutinate su 61.533). Con oltre 16.000 sezioni scrutinate su un totale di 61.533, il distacco tra i due schieramenti rimane stabile sopra gli otto punti percentuali. Il NO è al 54,32%, il SÌ: al 45,68%
Gli exit poll delle 15.30 e le prime proiezioni
Il secondo intention poll di Tecnè per Tgcom 24 sul referendum sulla giustizia vede il sì al 46-50% e il no al 50-54%. Secondo la prima proiezione Opinio Rai, invece, il no è in vantaggio con il 53,1%, mentre il sì si ferma al 46,9%
I primi exit poll
Stando ai primissimi exit poll diffusi dalle principali emittenti, il No sarebbe leggermente avanti: Swg per la 7 segnala il No compreso tra il 49 e il 53 per cento, e il Sì compreso tra il 47 e il 51. Youtrend per Sky Tg24 parla di un No al 51,5% e di un Sì al 48,5%.
Il No in vantaggio tra il 49 e il 53% dei voti, il Sì tra il 47 e il 51%. È quanto emerge dagli exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai. La copertura del campione, alle 15, è dell'83%.
Una tornata referendaria caratterizzata da un’affluenza molto alta. In attesa dei dati definitivi, alcune proiezione prevedono un dato sull’affluenza vicino al 60%. Già alle 23 di domenica aveva votato il 46% degli italiani.
Parodi si è dimesso da presidente dell'Anm
Cesare Parodi si è dimesso dalla carica di presidente dell'Associazione nazionale magistrati. A quanto si apprende per "motivi personali".
I dati di Eligendo
Affluenza oltre la metà e primi segnali dagli instant poll: è un quadro ancora parziale ma già indicativo quello che emerge dal referendum sulla giustizia nel primo pomeriggio.
Secondo i dati diffusi sulla piattaforma Eligendo del Viminale, con 30.587 sezioni scrutinate su un totale di 61.533, l’affluenza si attesta al 58,55%. Un dato provvisorio che conferma una partecipazione significativa e in linea con le prime stime circolate nelle ore precedenti.
Sul fronte delle intenzioni di voto, i primi sondaggi post-voto delineano una situazione equilibrata ma con una leggera prevalenza del “no”. L’intention poll realizzato da Tecnè per Tgcom24 indica il “sì” in una forbice compresa tra il 47% e il 51%, mentre il “no” risulterebbe avanti tra il 49% e il 53%.
Una tendenza analoga emerge anche dall’instant poll di Youtrend per Sky Tg24, che segnala il “no” in vantaggio tra il 49,5% e il 53,5%, con il “sì” stimato tra il 46,5% e il 50,5%. In questo caso, l’affluenza complessiva viene collocata in una forbice tra il 56% e il 60%, coerente con il dato parziale ufficiale.
Si tratta, in ogni caso, di proiezioni preliminari che dovranno essere confermate dallo scrutinio completo. Il margine ristretto tra le due opzioni lascia aperta ogni possibilità in vista dei risultati definitivi.
Stefani: “Risultato sarà legittimato da partecipazione”
"Quando c'è partecipazione non si può che essere assolutamente felici. Significa che i cittadini partecipano e che qualsiasi sarà ovviamente il risultato di questo referendum sarà un risultato legittimato dalla partecipazione popolare". Lo ha detto a Trieste il presidente del Veneto, Alberto Stefani, a margine di un incontro con il governatore Massimiliano Fedriga, rispondendo a una domanda sull'affluenza al referendum. "Ben venga - ha precisato Stefani - la partecipazione dei cittadini, degli elettori. Dovremo, come ho più volte proposto da componente della Commissione Affari costituzionali alla Camera dei Deputati, proporre sempre strumenti di voto capaci di garantire la massima partecipazione dei cittadini".
Pregliasco (Youtrend) sull’affluenza: “Nulla esclude che ci sia una sorta di valanga a favore solo di uno”
A proposito della forte affluenza, il fondatore di Youtrend, Lorenzo Pregliasco, commenta a Repubblica: “Nulla esclude che ci sia una sorta di valanga a favore solo di uno. La partita è aperta, in ogni esito. Perché è vero che, osservando i territori più ‘rossi’ o più ‘neri’, si nota che vanno molto bene sia i comuni filo-Pd, sia i comuni filo-FdI, mentre il sud in cui riponevano speranze sia M5s sia FI arrancano. Ma è anche vero che la distribuzione geografica dell’affluenza non è così chiara, perché hai tanti a votare nei grandi comuni (è voto d’opinione?) ma anche in aree a trazione leghista o meloniana”.
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