
Referendum, il No verso la vittoria con il 54%. Il comitato del Sì: «Risultato contro di noi»
Si sono chiuse alle 15 le urne del referendum sulla Giustizia. Affluenza molto alta, hanno votato due cittadini su tre
Riforma della giustizia, ci siamo. Le urne si sono chiuse alle 15 e contemporaneamente è cominciato lo spoglio per conoscere l’esito del referendum costituzionale. Dai primi exit poll emerge un leggero vantaggio del no. Secondo YouTrend, per SkyTg24, ha vinto il no con oltre il 54% delle preferenze. L’affluenza è vicina al 59%.

L’ultimo aggiornamento dallo scrutinio
Superata la metà delle sezioni scrutinate in tutta Italia. I dati reali provenienti dal Viminale confermano il trend emerso fin dalle prime battute: il fronte del NO resta saldamente in testa, distanziando il SÌ di oltre nove punti percentuali. Con 31.525 sezioni scrutinate su 61.533 (51,23%) il NO è al 54,58% mentre il SÌ al 45,42%

Renzi: “Ora Meloni prenda atto e ascolti il popolo”
«Quando il popolo parla, cara Meloni, devi ascoltare. Io non voglio suggerire a Meloni cosa fare lei, ma so che cosa si prova quando si perde un referendum costituzionale». Lo dice il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. «Quando ho perso il referendum io ho perso tutto, ho lasciato tutto. Meloni farà quello che crede ma per prendere atto di un referendum costituzionale ci vuole coraggio. Se non ascolti la voce del popolo è da Don Abbondio. Perdere e dire 'non era la nostra legge', dopo che hai occupato tutte le trasmissioni televisive, tutte, perfino andando da Fedez. Quando il popolo parla, il palazzo deve ascoltare».
Il Comitato sì: “Il risultato propende per il no, Italia spaccata”
Quasi un’ammissione di sconfitta quella di Nicolò Zanon, il presidente del Comitato del sì: «Il risultato mi sembra propendere per il no. Ma c’è un paese abbastanza spaccato. Ci auguriamo che la situazione possa ricomporsi nelle prossime settimane». «Credo che, in termini di analisi, alle quattro del pomeriggio di una giornata così complicata, difficilmente possiamo andare oltre nel dire che ce l'abbiamo messa tutta».
Il punto alle 15.50
Il NO è al 54,32%, il SÌ al 45,68% (16.000 sezioni scrutinate su 61.533). Con oltre 16.000 sezioni scrutinate su un totale di 61.533, il distacco tra i due schieramenti rimane stabile sopra gli otto punti percentuali. Il NO è al 54,32%, il SÌ: al 45,68%
Gli exit poll delle 15.30 e le prime proiezioni
Il secondo intention poll di Tecnè per Tgcom 24 sul referendum sulla giustizia vede il sì al 46-50% e il no al 50-54%. Secondo la prima proiezione Opinio Rai, invece, il no è in vantaggio con il 53,1%, mentre il sì si ferma al 46,9%
I primi exit poll
Stando ai primissimi exit poll diffusi dalle principali emittenti, il No sarebbe leggermente avanti: Swg per la 7 segnala il No compreso tra il 49 e il 53 per cento, e il Sì compreso tra il 47 e il 51. Youtrend per Sky Tg24 parla di un No al 51,5% e di un Sì al 48,5%.
Il No in vantaggio tra il 49 e il 53% dei voti, il Sì tra il 47 e il 51%. È quanto emerge dagli exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai. La copertura del campione, alle 15, è dell'83%.
Una tornata referendaria caratterizzata da un’affluenza molto alta. In attesa dei dati definitivi, alcune proiezione prevedono un dato sull’affluenza vicino al 60%. Già alle 23 di domenica aveva votato il 46% degli italiani.
Parodi si è dimesso da presidente dell'Anm
Cesare Parodi si è dimesso dalla carica di presidente dell'Associazione nazionale magistrati. A quanto si apprende per "motivi personali".
I dati di Eligendo
Affluenza oltre la metà e primi segnali dagli instant poll: è un quadro ancora parziale ma già indicativo quello che emerge dal referendum sulla giustizia nel primo pomeriggio.
Secondo i dati diffusi sulla piattaforma Eligendo del Viminale, con 30.587 sezioni scrutinate su un totale di 61.533, l’affluenza si attesta al 58,55%. Un dato provvisorio che conferma una partecipazione significativa e in linea con le prime stime circolate nelle ore precedenti.
Sul fronte delle intenzioni di voto, i primi sondaggi post-voto delineano una situazione equilibrata ma con una leggera prevalenza del “no”. L’intention poll realizzato da Tecnè per Tgcom24 indica il “sì” in una forbice compresa tra il 47% e il 51%, mentre il “no” risulterebbe avanti tra il 49% e il 53%.
Una tendenza analoga emerge anche dall’instant poll di Youtrend per Sky Tg24, che segnala il “no” in vantaggio tra il 49,5% e il 53,5%, con il “sì” stimato tra il 46,5% e il 50,5%. In questo caso, l’affluenza complessiva viene collocata in una forbice tra il 56% e il 60%, coerente con il dato parziale ufficiale.
Si tratta, in ogni caso, di proiezioni preliminari che dovranno essere confermate dallo scrutinio completo. Il margine ristretto tra le due opzioni lascia aperta ogni possibilità in vista dei risultati definitivi.
Stefani: “Risultato sarà legittimato da partecipazione”
"Quando c'è partecipazione non si può che essere assolutamente felici. Significa che i cittadini partecipano e che qualsiasi sarà ovviamente il risultato di questo referendum sarà un risultato legittimato dalla partecipazione popolare". Lo ha detto a Trieste il presidente del Veneto, Alberto Stefani, a margine di un incontro con il governatore Massimiliano Fedriga, rispondendo a una domanda sull'affluenza al referendum. "Ben venga - ha precisato Stefani - la partecipazione dei cittadini, degli elettori. Dovremo, come ho più volte proposto da componente della Commissione Affari costituzionali alla Camera dei Deputati, proporre sempre strumenti di voto capaci di garantire la massima partecipazione dei cittadini".
Pregliasco (Youtrend) sull’affluenza: “Nulla esclude che ci sia una sorta di valanga a favore solo di uno”
A proposito della forte affluenza, il fondatore di Youtrend, Lorenzo Pregliasco, commenta a Repubblica: “Nulla esclude che ci sia una sorta di valanga a favore solo di uno. La partita è aperta, in ogni esito. Perché è vero che, osservando i territori più ‘rossi’ o più ‘neri’, si nota che vanno molto bene sia i comuni filo-Pd, sia i comuni filo-FdI, mentre il sud in cui riponevano speranze sia M5s sia FI arrancano. Ma è anche vero che la distribuzione geografica dell’affluenza non è così chiara, perché hai tanti a votare nei grandi comuni (è voto d’opinione?) ma anche in aree a trazione leghista o meloniana”.
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