Referendum Giustizia, in Veneto l’affluenza al 63 per cento
Gli instant poll danno leggermente avanti il no. Boom ai seggi, il Veneto sopra la media nazionale. Treviso capoluogo vola oltre il 66 per cento, ecco tutte le affluenze provincia per provincia

Gli instant poll alle 15, appena dopo la chiusura dei seggi, danno leggermente avanti il no: lo spoglio del referendum sulla Giustizia sarà un testa a testa.
L'instant poll di YouTrend per Sky TG24 indica la prevalenza del No al referendum sulla riforma della Giustizia, con una forchetta compresa tra il 49,5% e il 53,5%. Il Sì si attesterebbe invece tra il 46,5% e il 50,5%.
L'affluenza si attesta in una forbice compresa tra il 56% e il 60%.
Il No in vantaggio tra il 49 e il 53% dei voti, il Sì tra il 47 e il 51% anche per gli exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai. La copertura del campione, alle 15, è dell'83%.
Lo spoglio è iniziato subito dopo la chiusura delle urne.
L’affluenza
I primi dati dell’affluenza indicano che in Veneto ha votato il 63% degli aventi diritto, contro il 58% nazionale.
Treviso
Per la Marca Trevigiana, l'affluenza definitiva delle ore 15 registra un dato che va oltre un sorprendente 63 per cento (63,17%). Alle ultime regionali era al 43,79, si tratta di una crescita di quasi venti punti percentuali, sulla stessa linea dell'affluenza delle 19 e delle 23 di domenica 22 marzo 2026.
A Treviso città il dato registrato è del 66,14 per cento, altro deciso salto in avanti rispetto al 47,65 della stessa ora a novembre 2025. Tutto l'hinterland di Treviso oltre il 60 per cento, con Casale, Carbonera, Paese e Ponzano oltre il 65 per cento (e Casier va sopra il 70), come Cornuda, Vidor e San Pietro di Feletto. "Maglia nera" invece per Ormelle (57,72) e Pieve del Grappa (57,5).
Belluno
Affluenza definitiva al 59,13% in provincia di Belluno per il referendum sulla giustizia, un dato in crescita di quasi 24 punti rispetto alle regionali del novembre 2025 (35,29%) ma comunque inferiore alla media veneta.
Il comune dove si è votato di più è Soverzene con il 73,31%, mentre fanalino di coda è Livinallongo del Col di Lana con il 43,53%. Tra i centri principali, Belluno città raggiunge il 61,87%, sopra la media provinciale, Feltre si attesta al 61,84% mentre Cortina d’Ampezzo si ferma al 58,16%.
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L’affluenza offre già un’indicazione politica: il referendum Giustizia ha interessato i veneti più delle elezioni regionali di una manciata di mesi fa. A dirlo sono le percentuali degli aventi diritto che si sono recati ai seggi.
L’interesse maggiore sul referendum si è visto fin dalle prime rilevazioni e il confronto (seppur nella diversità dell’appuntamento alle urne) si è visto subito fin dalle prime rilevazioni. Alle 12 di ieri l’affluenza si è attestata al 17,06 per cento contro il 10,01 degli aventi diritto alle elezioni regionali di novembre 2025.
Il boom, per così dire, che ha confermato l’attenzione dei veneti sul quesito referendario è avvenuto alle 19: 43,21 per cento, con un’affluenza nazionale del 38,9 per cento (il dato più alto di votanti per un referendum su due giorni). Alle 19, a novembre 2025, aveva votato il 29,3 per cento dei veneti. I dati delle 19 sono stati significativi per avere degli elementi, una sorta di cartina tornasole, dell’interesse del referendum nel Paese.
Cosa abbia destato (o ridestato) l’interesse dei veneti per le urne è ancora presto per dirlo.
Sulla partecipazione hanno influito le elezioni suppletive per la Camera che hanno interessato Padova e in parte Rovigo. Ma la spiegazione tiene solo fino a un certo punto perché tutte le province del Veneto hanno registrato affluenze importanti.
Si tratta di un inaspettato interesse dell’“uomo della strada” nei confronti della magistratura? La speranza che la riforma possa accorciare i tempi della Giustizia, tema sentito soprattutto dal tessuto imprenditoriale del Veneto? Un altrettanto inaspettato potere dei partiti (schieratissimi in questa consultazione referendaria) di mobilitare gli elettori sull’onda di una nuova polarizzazione? Il fatto che, tutto sommato, se alle Regionali l’esito era pressoché scontato, il referendum è tutt’altra storia?
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