Verso Pontida, solo 31 pullman dal Veneto, albergo pagato ai leghisti del Sud

Ci sarà un treno speciale da Roma. Il segretario chiede aiuto a Durigon per riempire il prato del raduno: cooptati i militanti meridionali, per equilibrare le assenze. Programma ancora ignoto, ma non ci saranno ospiti stranieri 

Laura Berlinghieri
Chiusura della campagna Elettorale del Centrodestra per la Regione Calabria
Chiusura della campagna Elettorale del Centrodestra per la Regione Calabria

Trasporto, alloggio: tutto pagato. C’era una volta la Lega Nord: quella che chiedeva la secessione, per intendersi. E che adesso chiede aiuto ai meridionali – anche se loro li chiamerebbero con ben altri epiteti -: continuano a farlo, sia chiaro, ma per riempire il pratone di Pontida questa volta pure i leghisti “duri e puri” saranno costretti a chiamare a rapporto la “Lega Sud”.

Hotel, treni e bus gratis

Era stato così, tre anni fa, con i bengalesi: ma ora l’affaire moschea ha interrotto ogni rapporto. E quindi adesso tocca ai leghisti di Claudio Durigon risalire lo Stivale, in appoggio al segretario che aspetta un esercito. Con pullman in arrivo da sotto il Po, persino un treno speciale da Roma, ma, soprattutto, alberghi gratis per tutti.

«Paghiamo tutto noi», le rassicurazioni dei coordinatori individuati per la trasferta bergamasca, uno per ogni città. Pullman, treno, albergo? «Tutto». Ma non volete nemmeno un contributo? «Niente. Ci servono solo nome e cognome».

E quindi autobus da tutta Italia, treno speciale da Roma e anche il pernotto in Lombardia. Sparito pure l’obolo da cinque euro, previsto normalmente. Quest’anno la scampagnata sarà completamente gratis.

Gli hotel non sono ancora stati individuati: per farlo si aspettano le prenotazioni definitive. Ma si tratta di strutture lungo l’asse Milano-Bergamo.
Per il sabato sera, poi, le possibilità non mancano: a Pontida ci sarà il classico raduno della Lega giovani, come il ricordo di Umberto Bossi, nel giorno in cui avrebbe compiuto 85 anni. Ma partecipare non è un obbligo, perché l’appuntamento importante – quello in cui farsi vedere e, soprattutto, farsi fotografare – è il giorno successivo, sul pratone.

Un paio d’ore di presenza, e poi di nuovo tutti in pullman o in treno. Gratis.

Solo 31 pullman dal Veneto

Mala tempora currunt. Il “contapullman” per Pontida dal Veneto è fermo da giorni a quota trentuno; poco meno della metà rispetto alla cinquantina auspicata da Salvini. Che significa: oltre a quelle che arriveranno autonomamente con l’auto, 1.500 persone al massimo, anche se probabilmente saranno meno.

A Lecce – la città di Roberto Marti, il senatore che c’è chi vorrebbe al posto di Massimiliano Romeo, come capogruppo a palazzo Madama – era stato fermato un mezzo per 50 persone. Un po’ troppe.

L’esito: prenotazione cancellata e mire dirottate su un pullman da 34 posti, ben più aderente alla realtà delle adesioni effettive. Partenza nel pomeriggio di sabato e, lì, filati in albergo: tanto paga Salvini.

E lo stesso vale per i leghisti in partenza sempre sabato, da Roma. Autobus pagato, conto in hotel pagato. Ma c’è la possibilità anche del blitz in giornata: partenza domenica alle 6 dalla stazione Termini, a bordo di un treno speciale – tutto leghista: il ministro delle Infrastrutture ne va particolarmente orgoglioso – diretto a Milano Centrale. E poi, da lì, a Pontida. Con arrivo certamente in ritardo rispetto all’inizio della manifestazione, ma in tempo per riempire il pratone durante il discorso del segretario. E tanto basta.

In totale, i pullman in partenza sabato dalle regioni del centro e del Sud Italia sono dodici: cinque dal Lazio, la regione di Durigon, tre dall’Abruzzo, due dalla Basilicata, uno dalle Marche e un altro dalla Puglia. Per un totale di circa 500 persone. Quanto alle partenze autonome, dovrebbero essere molto poche. Alcune, magari, sulle due ruote: giusto per riempire ancora di più il prato, è stato persino organizzato un raduno di motociclisti anti Ue.

Il programma del raduno

Sul palco, la scaletta non è ancora stata definita. Quanto al pratone, quello che si sa è che i leghisti del Veneto srotoleranno il bandierone di San Marco laggiù. Che poi è un altro motivo di scherno: ecco l’ennesimo escamotage per provare a camuffare i “buchi” che certamente ci saranno.

Dal Veneto, potrebbe esserci qualche assenza illustre: alcune giustificate, altre meno. Il presidente Alberto Stefani farà il suo debutto da presidente di regione; e, dalla nostra regione, potrebbe essere l’unico a parlare.

Quello che si sa è che non ci saranno ospiti stranieri. E quindi niente Bardella, niente Bolsonaro (nemmeno jr.), niente Le Pen. E naturalmente niente – ci mancherebbe – Roberto Vannacci.

Dovrebbero parlare tutti i governatori – la conferma ancora non c’è, ma silenziarli sarebbe clamoroso – e chissà cosa diranno: “l’Attilio” da Milano, soprattutto. E poi Massimiliano Romeo: negargli il microfono sarebbe una cesura netta rispetto al passato. Quando il palco di Pontida è sempre stato luogo dei discorsi dei capigruppo: Romeo e Riccardo Molinari, negli ultimi anni.

Ma Romeo è il ribelle per eccellenza. Quello che, si dice, non ha più nulla da perdere. Concedergli uno spazio su quel palco – lui che gli spazi, ultimamente, li ha riempiti tutti con le polemiche – rischia di essere un azzardo ben più rischioso anche del pericolo di commettere uno sgarbo istituzionale, nel non invitarlo.

A parlare saranno certamente i vice: oltre a Stefani, l’eurodeputata milanese (che strizza l’occhio a Vannacci) Silvia Sardone. E si attende naturalmente il “capopopolo” – della Lega Sud – Claudio Durigon.

Giù dal palco, saranno in tanti ad acclamarlo, dalla “sua” Latina. Oltre a loro, ci saranno i leghisti provenienti da ancora più giù: dalla Basilicata, dalla Campania, dalla Puglia, tutti con il pullman prenotata. Non dalla Sicilia: loro aspettano che sia pronto il ponte sullo Stretto. Ma a quanto pare è soltanto una questione di tempo.

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