Anci: «Penalizzati i virtuosi nell’accesso ai bandi, è la questione Nord Est»

Mario Conte per Anci Veneto e Dorino Favot per quello del Friuli Venezia Giulia: «Cronica carenza di personale: c’è la fuga per effetto degli stipendi più bassi»

Cristian Rigo
Il sindaco di Treviso Mario Conte, presidente di Anci Veneto
Il sindaco di Treviso Mario Conte, presidente di Anci Veneto

Garantire ai piccoli comuni più risorse per contrastare lo spopolamento e mantenere i servizi sui territori, ma anche per colmare il gap dei salari che oggi si traduce in una fuga dei, già pochi, dipendenti. È il grido di allarme che arriva dagli stati generali dei piccoli comuni che si sono riuniti a Roma dove è stato posto all’attenzione anche il tema del Nord Est che in molti casi vede penalizzati i comuni, di fatto esclusi dalla partecipazione di molti bandi.

A Roma, per gli Stati generali organizzati dall’Anci, erano presenti anche le delegazioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia che si sono confrontate con i colleghi arrivati da tutta Italia all’Eur: personale, risorse e spopolamento tra i temi cruciali affrontati nel corso della due-giorni nella Capitale.

La questione Nord Est

A sottolineare la questione Nord Est è stato il presidente dell’Anci Veneto, Mario Conte, secondo il quale «troppe volte i municipi virtuosi restano esclusi a causa dei parametri richiesti per accedere alle graduatorie che danno la precedenza ai comuni che evidentemente in passato non sono stati gestiti bene. In questo modo però si apre una questione veneta o settentrionale che deve essere risolta: non si può penalizzare chi ha dimostrato di saper gestire bene le risorse disponibili e, in virtù di quella gestione, oggi ha parametri positivi».

«Ruolo essenziale»

Il presidente dell’Anci del Friuli Venezia Giulia, Dorino Favot ha posto l’attenzione sulle criticità emerse: «I piccoli Comuni svolgono un ruolo essenziale nel garantire coesione sociale, equilibrio territoriale e qualità della vita. Una funzione che va tutelata e rafforzata, per evitare fenomeni di spopolamento e desertificazione che interessano in particolare le aree interne e montane, tema peraltro al centro del dibattito di questi giorni. Le criticità con cui queste amministrazioni si confrontano quotidianamente sono numerose: dalla cronica carenza di personale alla progressiva riduzione dei servizi sul territorio, come presìdi bancari e postali o punti di riferimento per l’acquisto dei beni di prima necessità», la sottolineatura del presidente regionale dell’Associazione dei Comuni del Friuli Venezia Giulia.

I numeri

Dai dati illustrati al Centro congressi, è emersa una contrazione strutturale degli organici: nei Comuni fino a 5 mila abitanti i dipendenti a tempo indeterminato sono scesi a 53.228, contro i 61.795 di dodici anni prima, con una perdita di 8.567 unità (–13,9%). Il calo è risultato ancora più marcato nei centri sotto i mille abitanti (–19%) e in quelli tra mille e 2 mila (–15,9%), proprio dove le strutture amministrative sono più fragili.

A pesare è stata anche la crescita del part-time, raddoppiato in poco più di dieci anni (dal 14,1% al 29%), con una conseguente riduzione del monte ore effettivo disponibile. Particolarmente allarmante è risultata la situazione dei segretari comunali. Nei Comuni fino a 3 mila abitanti, su 1.902 sedi di segreteria, solo 341 sono risultate coperte, mentre 1.561 sono rimaste vacanti, pari all’82% del totale».

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