Lega, autonomia e sicurezza nella cabina di regia del 1 luglio
Da Fedriga le convocazioni per l’appuntamento online per i rappresentanti del tavolo territoriale della “nuova” Lega, che ha deciso di restituire importanza alle questioni locali. E senza ordine del giorno

Si incontreranno il primo luglio 2026 alle 18.30, e ancora rigorosamente da remoto, i rappresentanti del tavolo territoriale della “nuova” Lega, che ha deciso di restituire importanza alle questioni locali.
Nessun ordine del giorno specifico, ma una carrellata di argomenti che dovrebbero tenere banco tra stasera e il prossimo incontro – a proposito: a diffondere gli inviti sarebbe stato il presidente del Fiuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.
Sollecitazioni da Nord Est
È forse l’unico contributo da Nord Est, per un’iniziativa che altrimenti da queste parti continua a essere vista come fumo negli occhi. E, in effetti, sempre da queste parti, dei quattro amministratori coinvolti – oltre a Fedriga, ci sono anche il suo omologo veneto Alberto Stefani, l’ex presidente Luca Zaia e il sindaco di Treviso Mario Conte – nessuno proferisce parola.
Nonostante le sollecitazioni dal territorio non manchino perché, malgrado i tentativi di Salvini di silenziare la protesta – si spiegherebbe così il duplice passo indietro sugli appuntamenti, già calendarizzati, del consiglio federale e del raduno di Mogliano Veneto – l’esasperazione della base diventi un tema di confronto.
L’ordine del giorno di oggi
E invece i temi sul tavolo saranno altri, presentati direttamente dai dirigenti del partito: non solo Salvini, ma anche «ospiti esterni» che potrebbero essere chiamati in ragione delle loro competenze specifiche.
Si parlerà di autonomia, di sicurezza urbana, di sanità e abbattimento delle liste d'attesa, e poi di Piano casa, di Zes – con l’obiettivo di accelerare – di ambiente, rigenerazione urbana e di sostegno alle aree ad alto tasso di inquinamento. Se ne parlerà oggi e se ne parlerà nella prossima riunione, non ancora fissata, ma che presumibilmente dovrebbe tenersi la prossima settimana.
Il raduno saltato
Poi, diceva Salvini, potrebbe essere la volta del famoso raduno, nel frattempo saltato. Difficilmente sarà così. Perché la convinzione è che l’impegno sia finito definitivamente nello sgabuzzino: in un periodo tanto complesso per il partito, organizzare occasioni potenzialmente deflagranti sarebbe un ammutinamento in piena regola.
Tutto quello che non serve al partito, che continua a navigare in acque di burrasca, affiancato da Futuro nazionale di Roberto Vannacci.
«Finirà tutto in un altro nulla di fatto», pronosticavano i più nelle settimane passate, quando ancora soffiava aria di cambiamento. Arrivava dalle parti del Nord, dalle stesse persone che adesso siedono al tavolo dei territori. Stasera una nuova occasione di confronto: navigazione a vista, fino alla prossima aria di cambiamento.
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