Vučić in comizio a Novi Sad “sfida” il popolo degli studenti: «Vinceremo le elezioni»
Folla di supporter e contadini sui trattori per l’ex Presidente candidato premier. A dar man forte, anche contadini su trattori e biker. Tanti indossavano magliette bianche con il numero 1, quello della lista “Serbia Unita”

Una gran folla, con decine e decine di autobus che hanno portato i suoi sostenitori in città da tutta la Serbia.
A dar man forte, anche contadini su trattori e biker. Tanti, in una strapiena Trg Slobode, la centralissima piazza della Libertà, indossavano magliette bianche con il numero 1, quello della lista “Serbia Unita”, sventolavano bandiere serbe e quelle del partito, cartelli con su scritto «la Serbia vince». Sono le scene osservate nella sera di venerdì 16 ottobre a Novi Sad, dove si è visto un grande raduno pre elettorale della lista “Aleksandar Vučić – Serbia Unita”, in attesa del voto del 25 ottobre.
Raduno che, visto il luogo dove si è tenuto – la città della strage alla stazione, miccia delle proteste - non poteva essere un comizio ordinario. L’ultimo del genere dell’Sns di Vučić risaliva addirittura al maggio del 2024. Poi, a novembre, la tragedia coi 16 morti. E per due anni e mezzo – malgrado ben otto annunci di Vučić e altrettante retromarce – i Progressisti avevano sempre evitato di organizzare manifestazioni di massa nel capoluogo della Vojvodina.
«Mi avevano detto che questa città a me era proibita e invece ci sto passeggiando liberamente», ha detto ieri Vučić all’arrivo a Novi Sad, dopo aver viaggiato in treno da Belgrado. Poi, il bagno di folla in piazza e rinnovate promesse di vittoria alle urne, sviluppo, nuovi posti di lavoro e progresso.
Ma prima Vučić ha voluto ricordare «la grande tragedia» alla stazione e ha promesso «giustizia», mentre altri avrebbero usato la strage per fini politici, manovrati e pagati «con miliardi dall’estero». A fianco di Vučić, oltre a Dodik, sul palco c’era anche il premier populista slovacco Robert Fico, che ha lasciato il summit Ue in anticipo per «sostenere un leader che conduce una politica che per me è un modello».
Manifestazione, quella di Vučić a Novi Sad, che si è tenuta in una città blindata, con tante scuole che hanno terminato prima le lezioni, con un imponente schieramento di polizia dispiegato fin dal mattino.
Meeting ad altissimo rischio, che i sostenitori della Studentska Lista dovevano a tutti i costi evitare, anzi, ignorare completamente.
«Abbiamo ricevuto serie segnalazioni su provocazioni pianificate, incidenti orchestrati e atti di violenza – sia durante sia dopo il comizio – che verrebbero poi fatti passare come violenze commesse da studenti e cittadini», la denuncia lanciata già giovedì sera dagli Studenti.
«Novi Sad, non hai più bisogno di dimostrare il tuo coraggio a nessuno», si leggeva sempre nel comunicato della Studentska Lista, in cui si ricordava che «da quasi due anni questa città convive con il dolore per le vite spezzate sotto la pensilina della stazione ferroviaria e chiede verità».
Poi, la preghiera: «Non c’è bisogno di trovarsi gli uni di fronte agli altri in piazza della Libertà, esprimeremo la nostra volontà il 25 ottobre». Ma alla fine, ieri, tutto si è svolto pacificamente.
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