Velisti padovani travolti: condannata per corruzione la giudice che assolse il tycoon

L’ex giudice Maja Šupe è stata condannata per corruzione dal Tribunale regionale di Spalato a 4 anni e mezzo di reclusione per un altro caso risalente al 2013

Andrea Marsanich
I velisti travolti nel 2011
I velisti travolti nel 2011

È stata sulla bocca di tanti in Croazia, ritenuta una giudice corrotta per il caso Horvatinčić, il controverso tycoon croato il cui motoscafo aveva ucciso nel 2011 in Dalmazia i coniugi padovani Francesco Salpietro e Marinelda Patella, che stavano navigando a bordo della loro barca a vela.

L’ex giudice Maja Šupe è stata condannata per corruzione – in via non esecutiva – dal Tribunale regionale di Spalato a 4 anni e mezzo di reclusione per un altro caso risalente al 2013.

Nei primi due processi riguardanti la coppia di velisti veneti, Horvatinčić (che ora ha 78 anni) era stato dapprima condannato dalla giudice Maja Šupe a 1 anno e 8 mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena. Un verdetto blando e criticato fortemente dall’opinione pubblica croata.

Nel secondo procedimento, Horvatinčić era stato assolto in quanto la corte, presieduta sempre da Šupe, aveva accolto la tesi della difesa, secondo cui l’uomo d’affari sarebbe stato colto da una sincope prima dell’impatto tra motoscafo e barca a vela, con Horvatinčić svenuto all’improvviso.

Il verdetto aveva fatto gridare allo scandalo, con le massime autorità giudiziarie croate che avevano deciso di celebrare un terzo processo, durante il quale – estromessa la Šupe dal procedimento – il tycoon zagabrese era stato condannato da un altro giudice e da un’altra corte a 4 anni e 10 mesi di carcere, finendo dietro le sbarre solo due anni e mezzo dopo.

Ora Horvatinčić è un uomo libero, ma il suo caso aveva tenuto banco per anni, con Šupe sospettata di essere stata corrotta dall’imprenditore, evitandogli di finire in un qualche penitenziario.

La corte del Tribunale regionale spalatino ha condannato Maja Šupe per avere intascato una tangente di 15 mila euro nel 2013, mazzetta che le aveva dato l’imprenditore Blažo Petrović per venire assolto al processo sulla compravendita di un immobile, effettuata in modo illecito.

Il denaro le era stato consegnato dall’avvocato Branimir Zmijanović, condannato al carcere assieme al citato Petrović. Una brutta faccenda, che aveva coinvolto anche la madre della Šupe.

Nel 2022, l’ormai ex giudice (subito rimossa dalla funzione di giudice) era stata arrestata dalla polizia, con il processo nei suoi confronti che ha fatto emergere quanto già si sospettava in riferimento alla tragedia del 2011 nelle acque a meridione di Capocesto (Primošten), nel Sebenzano e cioè che si era davanti ad un magistrato corrotto.

Non per niente, il terzo processo a carico di Horvatinčić era stato affidato al Tribunale comunale di Sebenico, per l’esattezza alla corte presieduta dal giudice Ivan Jurišić, che aveva respinto la difesa relativa alla sincope, condannando Horvatinčić a 4 anni e 10 mesi.

 

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