Permessi falsi per un campeggio: arrestato l’ex calciatore Šimić

L’ex difensore croato in manette nell’ambito di un’inchiesta sulla corruzione. Nei guai anche una ex dirigente pubblica e un noto imprenditore dalmata

 

Andrea Marsanich
L’ex calciatore Dario Šimić, qui ai tempi in cui giocava
L’ex calciatore Dario Šimić, qui ai tempi in cui giocava

Prima fermava alcuni tra i migliori attaccanti al mondo, ora è stato lui a venir fermato. Dalla polizia. Arresto eccellente a Zagabria: a finire in carcere è stato Dario Šimić, 51 anni, ex calciatore della Nazionale croata, di Milan (con i rossoneri ha vinto una Champions league), Inter, Dinamo Zagabria e Monaco, una carriera ai vertici per quello che tutti ricordano come un difensore attento, bravo, sempre sul pezzo.

Šimić è stato arrestato dalle forze dell’ordine su decisione dell’Uskok, l’Ufficio croato per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, i cui investigatori lo stavano seguendo da tempo nell’ambito del filone legato a diversi campeggi nella Regione di Sebenico e Tenin (Knin).

Nell’ambito di un’inchiesta anticorruzione il popolare Dario (primo calciatore ad avere indossato per 100 volte la maglietta a scacchi della selezione croata), è sospettato di avere ottenuto in modo illecito il permesso di gestire il suo campeggio situato sull’isola dalmata di Morter, a pochi chilometri dalla località di Stretto, in croato Tisno.

L’autorizzazione sarebbe stata concessa da Neda Livljanić, ex responsabile del Dipartimento per il turismo e gli affari patrimoniali dell’Ufficio dell’amministrazione statale presso la Regione di Sebenico e Tenin. Livljanić ha seguito ieri la sorte di Šimić, venendo arrestata assieme a Marin Mikšić, noto imprenditore della città dalmata di Vodizze (Sebenzano), vice presidente del Partito contadino croato e presidente della sezione regionale. Mikšić è sospettato di avere aiutato Šimić nell’ottenere la documentazione falsa, in quanto il campeggio non aveva le condizioni per poter ospitare turisti. Si tratta di una struttura non grande e posizionata a contatto con il mare: mette a disposizione dieci piazzole e può contenere un massimo di trenta campeggiatori. Ieri pomeriggio, Šimić è stato trasferito nella sede zagabrese dell’Uskok per l’interrogatorio di rito.

Secondo il suo avvocato, l’ex stopper e terzino destro non avrebbe perpetrato alcun abuso. Intanto però la vicenda è deflagrata in modo clamoroso ed è l’argomento del giorno in Croazia.

Va sottolineato che Nada Livljanić non è nuova a episodi del genere, essendo già stata arrestata tempo fa (e poi rimessa in libertà) per una vicenda del tutto simile a quella di Dario Šimić. Mesi fa era stata accusata di concedere abusivamente permessi per il lavoro, affaire che aveva coinvolto l’imprenditore zagabrese Zoran Pripuz, Eduard Maržić, anni fa presidente dell’Assocampeggi croata, Dario Filipi, titolare di un campeggio a Morter e Boris Kulušić, ristoratore dalmata e proprietario di diversi camp.

Intanto resta in subbuglio il Partito contadino, il quale fa parte della coalizione di centrodestra al potere. La seduta della presidenza di partito dovrebbe essere tenuta oggi, dopo essere stata convocata proprio con l’obiettivo di decidere le sorti di Mikšić. 

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