Gigantesco incendio a sud di Spalato in Croazia: un morto, dieci in terapia intensiva e altri 30 feriti
Il vastissimo rogo boschivo è divampato in località Lokva Rogoznica: quasi 200 turisti fuggiti alle fiamme gettandosi in mare

Una donna, del 1992, morta, dieci persone in terapia intensiva e altri 30 feriti, quasi 200 turisti fuggiti alle fiamme gettandosi in mare e poi soccorsi dalla Capitaneria di porto. Ha avuto effetti devastanti l’incendio boschivo, il peggiore degli ultimi anni in Croazia e di cui non si esclude la natura dolosa, divampato giovedì sera a Lokva Rogoznica e che ben presto ha raggiunto la vicina Almissa (Omiš), 25 chilometri a sud – est di Spalato, interessando tra i 900 e i 1.000 ettari di terreno.
Oltre 300 i vigili del fuoco che hanno lottato tutta la notte per tentare di contenere le fiamme: i quattro Canadair a disposizione non hanno potuto levarsi in volo fino a venerdì mattina a causa dell’oscurità. Tra i feriti anche due vigili del fuoco, ma pure un ragazzo di 17 anni, in condizioni critiche, un cittadino polacco e uno tedesco, turisti che si trovavano nella zona per trascorrere le ferie estive assieme a molti altri.
Le ustioni riportate dai feriti più gravi, così il vicedirettore del Centro clinico-ospedaliero di Spalato Marko Jurić, interessano dal 15 al 60% del corpo dei pazienti. «Oltre alle ustioni e all’intossicazione – ha riferito Jurić – alcune lesioni sono state determinate da traumi dovuti alla confusione del momento e alle fasi concitate dell’evacuazione. Posso confermare che alcuni pazienti verranno trasferiti a Zagabria e in altri nosocomi del Paese».
La violenza e la velocità del rogo sono state impressionanti: l’incendio ha distrutto in poco tempo le abitazioni e i veicoli che ha incontrato sul proprio cammino. Con le strade bloccate dalle fiamme e dal fumo, centinaia di persone hanno cercato una via di fuga verso il mare, raggiungendo rocce o fuggendo in pedalò, gommoni e piccole imbarcazioni. Le unità di soccorso della Capitaneria di porto sono poi intervenute per portarli in salvo. Le operazioni sono state particolarmente drammatiche nelle zone costiere direttamente minacciate dal fuoco.
Almeno un migliaio gli sfollati che hanno trovato rifugio in una palestra di Omiš, dove sono stati assistiti dalla Croce Rossa, secondo quanto riferito dal sindaco Zvonko Močić. Altri centri di accoglienza sono stati aperti nelle vicine località costiere di Spalato, dove sono stati presi in carico 321 evacuati, per la maggior parte con passaporto stranieri, e Makarska. Le autorità hanno disposto l’evacuazione delle persone presenti nelle aree più esposte.
L’emergenza non è del resto finita. Un nuovo incendio, secondo quanto riportato da Slobodna Dalmacija, è scoppiato venerdì pomeriggio nella zona di Omiš, questa volta nel canyon della Cetina, vicino alle frazioni di Rogošići e Mimičići.
L’incendio, nella zona del Monte Imber, si stava muovendo lungo il pendio e avvicinandosi alle case. A complicare ulteriormente la situazione i venti mutevoli, che stavano causando la propagazione delle fiamme, rendendo difficile prevederne il percorso
Due velivoli antincendio sono stati inviati in zona, assieme a squadre di pompieri. Secondo il comandante dei Vigili del fuoco della Croazia Slavko Tucaković, questo secondo incendio non starebbe preoccupando in modo eccessivo i soccorritori, ma la prudenza è d’obbligo.
Nel pomeriggio di venerdì il personale della Questura di Spalato-Dalmazia – nello specifico l’Unità di rilievi sulla scena del crimine e tecnologie forensi – è giunto sul luogo dell’incendio e sta conducendo accertamenti. Sul posto era previsto anche l’arrivo degli ispettori antincendio.
In serata Tucaković ha dichiarato a N1 che la situazione nei luoghi interessati dagli incendi in tutta la Dalmazia è in costante miglioramento; l’unico rogo non ancora sotto controllo è quello nei pressi di Zara, sebbene si preveda una rapida risoluzione anche di questo fronte.
La situazione a Omiš, ha detto, «è attualmente favorevole, ma è necessaria grande cautela a causa del maestrale che ha iniziato a soffiare. Il fuoco sul versante settentrionale ha avuto una ripresa ed è stato affrontato con l’impiego di Canadair; prevedo che riusciremo a metterlo sotto controllo rapidamente».
Nella penisola di Sabbioncello sono state ridislocate le forze e l’incendio è sotto controllo. Non si registra un’ulteriore propagazione delle fiamme – i vigili del fuoco le stanno circoscrivendo – e anche l’incendio vicino a Traù è sotto controllo. «Il rogo a Ninski Stanovi è ancora attivo, ma prevedo che anch’esso verrà presto domato», ha osservato Tucaković.
Nel tardo pomeriggio quattro aerei Canadair erano in volo e un altro in attesa sull’isola di Brazza, pronto a unirsi alle operazioni per mettere sotto controllo gli incendi prima del calare della notte. Sono stati inoltre effettuati avvicendamenti del personale, con l’arrivo di nuove squadre da quattro contee dell’entroterra e dalla città di Zagabria. Le squadre antincendio della contea di Zagabria sono in stato di allerta a Vučevica e pronte a intervenire ovunque sia necessario, qualora la situazione lo richiedesse.
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