Turismo in Istria, caccia di lavoratori stagionali all’estero
Alla fonte del problema ci sono i salari ritenuti inadeguati. Si assume così da Bosnia, Nepal, Serbia, Filippine e India

Con l’avvicinarsi della stagione turistica 2026, le aziende del settore ricettivo e dell’ospitalità dell’Istria si trovano nuovamente ad affrontare una sfida consolidata negli ultimi anni: la carenza di manodopera stagionale.
Gli operatori turistici, tra alberghi, ristoranti, villaggi e strutture ricettive lungo la costa adriatica, segnalano da tempo difficoltà crescenti nel reperire personale locale disponibile a coprire i picchi di domanda durante i mesi di alta stagione, spingendo molte imprese ad attivare programmi di reclutamento già nei primi mesi dell’anno. Il mercato del lavoro croato, e in particolare quello istriano, riflette tendenze demografiche e socio-economiche profonde che incidono sulla disponibilità di lavoratori stagionali.
Negli ultimi anni, l’emigrazione di giovani e lavoratori in cerca di opportunità più stabili all’estero, unita all’invecchiamento della popolazione, ha ridotto la forza lavoro interna disponibile per le occupazioni tipiche del turismo. Inoltre, molti potenziali lavoratori locali preferiscono impieghi autonomi o lavori a chiamata che offrono maggiore flessibilità rispetto ai tradizionali contratti stagionali legati a turni intensivi. Alla fonte del problema ci sono i salari ritenuti inadeguati.
«Trovare personale disposto a lavorare a tempo pieno per 1.500 euro mensili è difficile - spiega Massimo Piutti, direttore della società Mon Perin di Valle -. Ecco dunque che ricorrere ai lavoratori stranieri è una necessità, non solo per il turismo istriano ma per quello croato in genere. In Croazia ogni anno c’è bisogno di circa 70 mila lavoratori stagionali nel turismo per i quali si attinge sempre più dai Paesi esteri, in primo luogo Bosnia ed Erzegovina, Nepal, Serbia, Filippine e India. In particolare nel 2025 in Istria sono stati rilasciati 22.800 permessi di lavoro, di cui buona parte nel turismo. Questo mix di forza lavoro - spiega - è diventato essenziale per garantire l’apertura e il funzionamento regolare delle strutture turistiche durante l’estate, ma pone anche sfide logistiche e organizzative legate all’alloggio, alla formazione linguistica e all’integrazione nei team locali. C’è anche bisogno di formazione professionale per poter inserire i dipendenti nelle lussuose strutture alberghiere a 5 stelle».
In tema di sfide logistiche le grosse aziende del settore come Valamar, Plava Laguna, Arena Hospitality Group affrontano il problema dell’alloggio per i lavoratori stagionali principalmente attraverso una strategia interna di costruzione e gestione diretta di “staff houses”. Investono nella realizzazione o riqualificazione di edifici dedicati esclusivamente al proprio personale. Queste strutture, spesso situate vicino ai resort, offrono camere moderne, aree comuni, cucine attrezzate e lavanderie, garantendo uno standard abitativo superiore rispetto ai vecchi alloggi condivisi. In conclusione molte aziende hanno iniziato a pubblicare annunci di assunzione anticipatamente, partecipando anche a eventi di recruiting nell’entroterra croato e oltre confine. —
Riproduzione riservata © il Nord Est





