Resort targato Trump in Albania: gli ambientalisti vogliono bloccarlo

Il progetto interessa l’isola disabitata di Sazan, a lungo base militare e inclusa in un parco nazionale: l’investimento è di 1,4 miliardi e darebbe lavoro a più di mille persone

Stefano Giantin
Un rendering del progetto
Un rendering del progetto

Un’altra iniziativa targata famiglia Trump rischia di naufragare in Albania dopo che in Serbia è stato archiviato il controverso progetto delle mega “Trump Tower”, torri giganti in cemento e acciaio che dovevano svettare sul sedime del bombardato “Generalštab” di Belgrado. Il nuovo progetto, questa volta con focus in Albania, rischia di inciampare in problemi seri. Dopo una vera e propria sollevazione di decine di Ong europee contro un progetto altrettanto discusso.

Il passo indietro di Kushner: sfuma il progetto Trump Tower a Belgrado
La redazione
Belgradesi in piazza lo scorso 11 novembre per la salvaguardia del Generalštab. (foto tratta da X)

L’iniziativa della famiglia Trump riguarda Sazan, isola albanese disabitata e dalla natura incontaminata, localizzata nell’Adriatico nella baia di Vlora e con alle spalle una lunga storia. Vasta 570 ettari – è la più grande isola d’Albania, e quando è bel tempo la si può scorgere dal Salento – l’isola ha avuto sempre un importante ruolo militare, a partire già dall’epoca romana, arrivando a Venezia e poi all’Impero ottomano e agli inglesi.

Passata sotto il controllo italiano già negli Anni Venti, a Sazan (Saseno, a quei tempi) venne insediato un avamposto militare. E poi, durante la Seconda guerra mondiale, una base degli U-boot dell’Asse. Durante l’era di Enver Hoxha, Sazan fu trasformata in una enorme base di sottomarini sovietici, oltre ad essere sito di produzione di armi chimiche – voce mai ufficialmente confermata –, con 3 mila e più soldati e altrettanti bunker a presidiarla.

Infine, decenni di abbandono, dopo la caduta del regime comunista più oscurantista d’Europa. Ma se il passato di Sazan è affascinante, il suo futuro si profila complicato. Nel 2024, infatti, aveva fatto scalpore l’annuncio di Jared Kushner, genero di Trump e immobiliarista di peso, di voler investire massicciamente su una porzione significativa dell’isola, per creare un resort di gran lusso.

Annunci che erano stati seguiti, l’anno scorso, da spericolate mosse del governo guidato dal premier Edi Rama, che aveva concesso – secondo i critici senza le adeguate consultazioni pubbliche e senza sentire il parere degli esperti – lo status di «investimento strategico» al progetto sponsorizzato dagli Usa. Strategico, almeno per quanto riguarda i numeri, lo è sicuramente.

I Trump, infatti, dovrebbero investire nel resort 1,4 miliardi di euro, dando lavoro a più di mille persone. Non sono solo promesse vane, quelle fatte da Kushner. Sembrano seguire i fatti: Ivanka Trump, la figlia di Trump e moglie di Kushner, scortata da un team di decine di architetti, è stata “paparazzata” in Albania nei giorni scorsi. Tutto bene?

Non se ne rallegrano le oltre quaranta organizzazioni non governative che sono scese ora prepotentemente in campo per fermare «immediatamente ogni decisione che riguarda l’avanzamento del progetto» di Sazan, si legge in una lettera aperta inviata in questi giorni al premier Rama e al ministro dell’Ambiente, Sofjan Jaupaj. E firmata da Ong di peso, tra cui la Protection and Preservation of Natural Environment in Albania (Ppnea), tra le più autorevoli associazioni per la protezione dell’ambiente a Tirana, sostenuta anche dalla greca Mom, dall’italiana Archipelagos, BirdLife, Lipu ed Euronatur, oltre a decine di altre organizzazioni da tutto il Vecchio continente.

Quel resort, la loro opinione, non s’ha da fare, perché devasterebbe «un’isola e le acque circostanti, che forniscono un habitat vitale per le specie marine più a rischio nel Mediterraneo». Non solo. È un azzardo costruire un albergo di gran lusso nel parco nazionale “Kaaraburun-Sazan” – e programmare simili piani di sviluppo per l’area protetta di Zvernec – hanno aggiunto, sottolineando che l’isola, malgrado il suo recente passato di base di sottomarini e fabbrica di armi chimiche, rimane «in gran parte incontaminata, ultima riserva della flora costiera spontanea dell’Albania».

E il progetto dei Trump è una «aperta contraddizione» con l’obiettivo di Tirana di entrare nella Ue. Ma il governo, affamato di investimenti e di turisti dal portafoglio gonfio, non sembra toccato dalle critiche. Almeno per ora.

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