Turismo in Croazia, semestre stabile ma è già polemica: «Servizi antiquati e prezzi alti»

Critico l’economista Novotny: «Si vuole guadagnare tanto in poco tempo». Assoturistica rassicura, ma per gli esperti il modello non è competitivo con i Paesi mediterranei

Andrea Marsanich
Turisti all’imbarco sui traghetti Jadrolinija per la Dalmazia. Foto pubblicata il 06.09.2017
Turisti all’imbarco sui traghetti Jadrolinija per la Dalmazia. Foto pubblicata il 06.09.2017

 

È una stagione, quella in corso, che saprà dire tanto sul futuro del turismo croato e che vede gli operatori del settore attentissimi nell’osservare cosa succede. Giorni fa, il premier croato Andrej Plenković ha dichiarato che il turismo made in Croatia ha toccato il suo plafond, oltre il quale è ormai impossibile andare.

In effetti, i risultati dei primi sei mesi dell’anno sembrerebbero dargli ragione: la Croazia (così dal sistema eVisitor) ha inanellato 7,6 milioni di presenze, corredate da 29,5 milioni di pernottamenti. Rispetto allo stesso periodo del 2025 – anno dei record in ambito turistico nazionale – le cifre sono praticamente identiche.

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A commentare i numeri è stato il fiumano Kristijan Staničić, da anni direttore dell’Assoturistica croata, il quale ha rilevato che nel mese di giugno c’è stato un calo su base annua, andamento che però, ha aggiunto, non deve preoccupare. «La stagione turistica dura dodici mesi e dunque solo alla fine del 2026 potremo tirare un bilancio e capire come sia andata», ha riferito Staničić, «il mini flop di giugno è stato causato, tra l’altro, dalle date delle festività, diverse rispetto all’anno scorso e dai vari inizi delle vacanze scolastiche nei Paesi europei».

A tenere banco, quando si parla di turismo in Croazia, sono ovviamente i prezzi, aumentati negli ultimi anni un po’ ovunque nel Paese, soprattutto nei luoghi di vacanza lungo la costa. A tal proposito, riferisce ancora Kristijan Staničić, «non siamo un Paese estremamente costoso, ma neanche economico. Certo, molti turisti preferiscono non mangiare nei ristoranti, pizzerie e altri locali, probabilmente a causa dei costi e allora tali ospiti acquistano alimentari nei centri commerciali. Qui si accorgono che non pochi prodotti sono più cari rispetto alle rivendite d’oltreconfine e allora - aggiunge il direttore dell’Assoturistica croata - invito il comparto turistico a essere più flessibile nella composizione dei prezzi». Parlando dei dati ufficiosi riguardanti la prima decade di luglio, Staničić ha fatto presente che è stato rilevato il 2% di arrivi in più su paragone annuo.

Uno tra i più noti e apprezzati analisti economici croati, Damir Novotny, è stato invece duro nei riguardi dell’attuale andamento turistico in Croazia, asserendo che il Paese sta cedendo il passo alla concorrenza mediterranea. «Il nostro modello pare ormai definitivamente superato», ha detto, «offriamo prodotti e servizi turistici antiquati, il che ci sta mettendo in difficoltà rispetto agli altri Paesi turistici del Mediterraneo. Abbiamo prezzi troppo alti perché adeguati alla stagione di villeggiatura, in media parecchio corta. Insomma, si vuole guadagnare tanto in poco tempo. L’offerta poi è inadeguata e sicuramente di livello più basso rispetto a quanto succede in Grecia, Italia, Spagna e Portogallo. La costa croata - ha rilevato l’economista croato - è forse la più bella nel bacino mediterraneo, ma ciò non basta ad attrarre a lungo termine i potenziali vacanzieri. Inoltre - aggiunge Damir Novotny - quelli che arrivano da noi si tengono il portafoglio ben stretto. Sono convinto che gli arrivi saranno ancora numerosi, mentre le entrate turistiche risulteranno inferiori rispetto agli anni passati».

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