Croazia, il governo si appella a tutti gli operatori turistici: «Scontiamo i prezzi fino al 20%»
Zagabria teme gli effetti di guerra e caro carburante sugli arrivi dell’estate

L’inflazione torna a mordere, il caroprezzi dell’energia preoccupa anche perché non si intravede all’orizzonte una soluzione alla crisi in Medio Oriente. E gli effetti combinati sul turismo – con viaggi e sistemazioni più care - potrebbero essere importanti, per nazioni che ogni anno aspettano come manna dal cielo visitatori stranieri a dare una spinta al pil. Perché non pensare allora a sconti generalizzati per tutti i turisti, in vista della stagione estiva?
È questa la controversa proposta circolata in Croazia, tigre turistica nei Balcani, Paese dove il turismo contribuisce al 20% circa del prodotto interno lordo. A lanciarla è stato il ministro croato del Turismo Tonči Glavina, esponente del partito Hdz del premier Andrej Plenković, e in carica dal maggio 2024 dopo aver servito per sette anni come segretario di Stato proprio al Turismo. Glavina ha premesso che la prossima stagione turistica sarà quantomeno «particolare», causa l’impatto sulle tasche dei consumatori della guerra in Iran e delle crisi pregresse. Né vanno dimenticate le possibili difficoltà negli spostamenti aerei, viste le carenze di combustibile. Bisogna dunque giocare d’anticipo, anche offrendo sconti ai turisti per attirarli in Croazia. Da qui il vero e proprio appello di Glavina «a tutti gli operatori del settore turistico», ristoratori, gestori di alberghi e campeggi, fino ai privati che affittano camere ai turisti durante l’estate. Sarebbe «giunto il momento» di lanciare un segnale «tutti insieme, con sconti dal 10 al 20 per cento»: una percentuale pensata per mitigare appunto l’impatto del caroprezzi. È questa la via da prendere per rimanere concorrenziali rispetto ai competitor, ha chiosato il ministro.
Soluzione accettabile, quella suggerita da Glavina? Di certo l’idea non sembra essere stata accolta con favore dal comparto turistico, mentre critiche si sono levate anche dalle opposizioni. Di mossa «non necessaria» ha parlato Veljko Ostojić, direttore dell’Associazione croata del Turismo. «La questione prezzi riguarda le decisioni individuali degli operatori, ognuno fa da sé», ha affermato Ostojić, che ha assicurato che gli aumenti previsti – senza alcuno sconto dunque – saranno «in linea con l’inflazione». Non ha capito invece quale sia l’intento, e su quali calcoli si fondi la richiesta di un taglio dei prezzi fino al 20%, la potente associazione Voce degli imprenditori (Ugp). Ugp aggiunge poi che al momento «l’aumento dei costi del lavoro, dell’energia, della logistica, dell’amministrazione», sono i fattori che impattano sui prezzi e che impediscono ribassi a carico delle imprese.
Ma Glavina ha ragione, lo ha invece difeso il premier Plenković condividendo l’idea di una «politica dei prezzi intelligenti». In un mondo dove «ci si batte per conquistare ogni turista».
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