Traffico di persone lungo la Rotta balcanica: smantellata maxi rete criminale

L’operazione nata in Austria: 100 mila i migranti fatti transitare attraverso i Balcani tra 2023 e ’25 e 1 miliardo di incasso

Stefano Giantin
Migranti lungo la Rotta balcanica in un’immagine d’archivio
Migranti lungo la Rotta balcanica in un’immagine d’archivio

Gli inquirenti austriaci e le polizie di svariati Paesi europei, con il coinvolgimento di Europol, hanno smantellato un’organizzazione illegale specializzata nel traffico di esseri umani lungo la Rotta balcanica. Centomila quelli che avrebbe fatto transitare tra 2023 e 2025 per un incasso di oltre un miliardo di euro.

Le cifre degli arrivi e dei rintracci sono da tempo in continuo e marcato calo, in confronto con l’acme della crisi migratoria. Ma attraverso i Balcani, tra il 2023 e il 2025, sarebbero comunque passati inosservati più di centomila migranti irregolari, “merce” che ha pagato a carissimo prezzo dei criminali senza scrupoli per un viaggio insidioso e ad altissimo rischio, dalla Turchia al cuore della Ue.

Criminali che, per i loro servigi, fissavano tariffe esorbitanti, estorcendo fino a 20 mila euro a testa. Non potranno però goderseli. Ad annunciare gli esiti di una delle operazioni più ampie di questo genere è stato il ministro degli Interni austriaco Gerhard Karner, affiancato dalla ministra della Giustizia Anna Sporrer, oltre che da funzionari della Fremdenpolizei, Criminalpol d’oltralpe e altre direzioni delle forze dell’ordine di Vienna. Tutte sono state coinvolte in quella che è stata battezzata “Operazione Ancora”, nata «per proteggere le persone» vittime del traffico e sconfiggere quella che Karner ha definito una «mafia brutale e disumana». Si è riusciti a «smantellare una rete criminale transfrontaliera» e a «trascinare i responsabili» davanti alla giustizia, ha fatto eco Sporrer.

Tutto è iniziato, hanno svelato gli inquirenti austriaci, nel dicembre 2023, quando un veicolo sospetto, guidato da un passeur, non si ferma a un posto di blocco nell’area di Leibnitz, in Stiria, non lontano dal confine con la Slovenia. Scatta l’inseguimento della polizia, poi lo schianto. Dentro il veicolo, vengono ritrovati – fortunatamente senza gravi ferite – ben otto cittadini siriani.

L’episodio dà il via a una «delle indagini più vaste» condotte dalla polizia austriaca, hanno specificato le autorità di Vienna. Indagine, durata due anni e più, che ha consentito di colpire al cuore una «organizzazione criminale internazionale», che poteva contare su «centinaia di membri» operativi lungo tutta la Rotta balcanica sudorientale», ha precisato sempre la polizia austriaca. La mente, un «clan siriano, organizzato in maniera gerarchica», che comandava una rete di «sotto-organizzazioni» più o meno indipendenti, attive nel cuore dei Balcani su «sezioni diverse» della Rotta. Ognuno dei tentacoli di questa vera e propria Piovra poteva contare su oltre un migliaio di veicoli e su una ottantina di autisti – in gran parte moldavi, romeni, georgiani e ucraini, spesso reclutati via social network – incaricati di trasportare migranti e profughi dalla Turchia fino alla Germania, via Balcani, Slovenia e Austria.

Secondo quanto svelato dalle autorità austriache, «tra l’autunno 2023 e il maggio 2025» l’organizzazione avrebbe condotto in Europa «oltre centomila persone», incassando attraverso il business criminale «più di un miliardo di euro». A finire in manette nel corso di varie operazioni di polizia, sono state negli ultimi due anni oltre 130 persone, non solo in Austria, ma anche in Germania, Croazia, Romania e in altri Paesi. Il cervello del gruppo, sei persone tra i 25 e i 50 anni, originari di Afghanistan, Siria e Russia e residenti tra Vienna e Budapest, sono stati tradotti in carcere, in Austria, già nel maggio scorso. E lì tuttora si trovano. —

 

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