Data center da 50 miliardi in Croazia: il progetto di un gruppo statunitense

Nel sito vicino al confine con la Bosnia Erzegovina anche un campus di innovazione tecnologica

Stefano Giantin
L’interno di un data center con gli armadi che contengono server e supercomputer
L’interno di un data center con gli armadi che contengono server e supercomputer

 

L’uso dell’intelligenza artificiale sta esplodendo a livello globale. E l’Europa non fa eccezione. Ma con il boom della AI aumentano anche le sfide, in particolare sul fronte della capacità dei “data center”, sempre più in difficoltà a causa della domanda crescente. Come ovviare al problema? Creando un mega-data center nel cuore della Croazia, un investimento che dovrebbe superare i 50 miliardi di euro, il più massiccio mai registrato nella storia del Paese e fra i più importanti interventi privati Usa in Europa.

Sono i contorni del “Progetto Pantheon”, annunciato a margine del vertice dell’Iniziativa dei Tre Mari, a Ragusa (Dubrovnik). Protagonista dell’iniziativa il gruppo di investimento Usa Pantheon Atlas Llc, che ha appunto annunciato il via alla realizzazione di un data center e di un campus da 125 ettari dedicato all’innovazione a Topusko, paesino della Croazia centrale, a un tiro di schioppo dal confine con la Bosnia-Erzegovina.

Il data center, è emerso, sarà realizzato seguendo le architetture di riferimento e le linee guida Nvidia per “AI factories” di scala gigawatt, ossia centri che “consumano” enormi quantità di energia, dell’ordine di centinaia di Mw. Il progetto, ha spiegato la Pantheon Atlas, andrà a colmare un gap in Europa, ossia quello di nuovi data center estremamente potenti, capaci di soddisfare la domanda generata dalla AI. Il gap sarebbe ancora più marcato nell’Europa centro-orientale, dove la domanda dei data center dovrebbe crescere di tre, quattro volte da qui al 2035 e dove non esistono data center come quello progettato in Croazia, che dovrebbe dunque diventare un fiore all’occhiello non solo per Zagabria, ma un “salvagente” per l’intera regione.

Il progetto, secondo i promotori, permetterà inoltre di integrare fino a 5,2 Gw di energia rinnovabile nella rete croata attraverso quattro elettrodotti indipendenti da 400 kV ciascuno. Il data center, raggiungibile in soli 45 minuti da Zagabria, sarà alimentato solo da energia rinnovabile, con una centrale solare ad hoc da 500 Mw e un parco batterie da 8 mila MWh. E darà lavoro a 1.500 persone una volta completato, in testa esperti e tecnici croati, mentre 3 mila saranno gli addetti impegnati nella fase costruttiva.

Dietro il progetto, la Pantheon Atlas, ma anche altri partner come il colosso croato Končar. Pantheon che è comunque la vera protagonista dell’investimento e «sta guidando un progetto di raccolta di capitali da 50 miliardi di euro attraverso debito e capitale proprio immobiliare, infrastrutture energetiche e digitali e investimenti», oltre a «finanziamenti attraverso capitali di prim’ordine provenienti da società di private equity, family office e banche d’investimento globali», spiega al Piccolo Ryan Rich, managing partner alla Pantheon AI.

Ma perché la scelta è caduta proprio sulla Croazia? Perché possiede «tutti i requisiti necessari. È membro Nato, Ue, dell’area Schengen e dell’Eurozona, è un Paese estremamente sicuro e politicamente stabile», illustra Rich. Non è finita. In Croazia la rete «è già a basse emissioni di CO2, con prezzi dell’elettricità significativamente inferiori alla media europea e, soprattutto, il progetto non andrà a scapito dell’attuale rete elettrica, ma contribuirà a potenziarla, rendendola più resiliente e sicura e aggiungendo oltre 5,2 Gw di capacità». Senza dimenticare che la Croazia si trova inoltre «lungo tre importanti corridoi in fibra ottica dell’Ue». —

 

Riproduzione riservata © il Nord Est