Lotta a carne, uova, alcol: il testamento alimentare di Golob divide la Slovenia
Le linee guida sul cibo sono state adottate in tutta fretta dall’ex governo. Per il precedente premier (vegano) la dieta deve puntare su frutta, verdura, grani interi, patate, semi

Poca carne, niente alcol, consumo più che moderato di uova e pesce. Tanti semi, abbondanti frutta e verdura. Non è il menù di una mensa o di un ristorante, bensì il “testamento” di un governo uscente, eredità da lasciare al Paese prima di finire nei ranghi dell’opposizione. Ma le polemiche infiammano gli animi. Eredità, quella del governo uscente di Robert Golob, che riguarda le “Linee dietetiche per la Slovenia”, un documento adottato in tutta fretta e postato sul sito dell’esecutivo di Lubiana. Che sta facendo molto discutere.
Mossa, quella di Golob e ministri uscenti, che riguarda il cibo, «parte importante delle nostre vite, che influenza la salute, il benessere e la qualità dell’esistenza», si legge sul portale governativo. Bisogna però cambiare il modo di alimentarsi, anche in Slovenia, con nuove «linee guida» sviluppate da autori che «si sono basati su ricerche scientifiche e su raccomandazioni europee, austriache, tedesche, danesi e nordiche, adattate al contesto sloveno».
Ma cosa dovrebbero mangiare, gli sloveni? Secondo lo studio, frutta, verdura, grani interi, patate, semi, riducendo in modo consistente il consumo di latte e formaggi, uova, pesce. Andrebbe inoltre limitata al massimo la carne. E viene sconsigliato di acquistare salumi, di bere alcol o alimenti molto processati. Il documento, prima della pubblicazione, avrebbe ottenuto l’imprimatur del ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e dell’Alimentazione e il sostegno del ministero dell’Ambiente, del Clima e dell’Energia e del ministero della Salute.
Tutto bene? Non proprio, perché il “testamento alimentare” di Golob sta provocando un mini-terremoto. A prendere le distanze dal documento, hanno informato i media sloveni, l’Istituto per la Nutrizione e la Facoltà di Biotecnologie, che hanno denunciato «problemi procedurali» nella pubblicazione dello studio, mentre persino dal ministero della Salute hanno fatto sapere di non essere stati informati sulla pubblicazione delle linee guida.
C’è di più. «Fra gli esperti c’è molto nervosismo, perché la lista dei consulenti» citati nello studio «ne include svariati che non erano d’accordo con l’adozione delle linee guide in maniera professionalmente non coordinata», ha confidato una gola profonda al quotidiano Dnevnik. Non è finita. Sempre il Dnevnik ha svelato che fra i pochi a sapere dell’uscita del documento c’era l’Associazione vegana slovena, che ha poi esultato per la pubblicazione.
E non è finita. Già a febbraio erano circolate notizie su un ruolo chiave dello stesso Golob – vegano – nella promozione delle Linee guida e di un super-protagonismo della moglie dell’allora premier, definiti dai media una «società segreta» al lavoro per “imporre” dall’alto il veganesimo in Slovenia. Nuova Slovenia (NSi), allora all’opposizione, aveva richiesto una sessione congiunta d’emergenza delle commissioni parlamentari per la salute e l’agricoltura per affrontare il tema delle Linee guida, mentre il Partito Democratico di Janša aveva promesso che il suo eventuale futuro governo avrebbe protetto allevatori e agricoltori «da Tina Gaber», la moglie di Golob.
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