Janša, pronta la squadra in Slovenia: il ministero degli Interni al suo legale
Il premier sloveno presenta i quindici ministri: tra i nomi spunta quello di Franci Matoz, ex poliziotto, poi avvocato di fama e difensore del capo del governo

Un avvocato, quello del premier, premiato con la poltrona di ministro degli Interni. Una vecchia volpe, con grande esperienza nel suo campo, che ritorna alla testa del dicastero delle Finanze. E un diplomatico d’esperienza a gestire gli Esteri.
E ancora altri nomi, più o meno conosciuti, a riempire le altre caselle della squadra di governo, 15 in totale, un terzo donne, sette ministri in quota Sds di Janša, cinque per l’alleanza NSi-Sls-Focus e tre per i Democratici di Logar. Squadra che è ormai pronta, in Slovenia.
È il nuovo esecutivo che sarà guidato dal premier incaricato Janez Janša, con le figure che andranno a comporre il suo “team” ministeriale che sono state finalmente rese note. E che sono pronte a passare sotto le forche caudine delle competenti commissioni parlamentari, prima della fiducia. Quali i protagonisti dello “Janša 4”?
In quota Partito Democratico Sloveno (Sds) di Janša entreranno nella squadra di governo in sette. La sorpresa maggiore, il nome di Franci Matoz, indicato come prossimo ministro degli Interni e della Pubblica amministrazione, ex poliziotto, poi avvocato di fama. E difensore di Janša in svariati casi, incluso quello relativo ai blindati Patria e nella complessa diatriba giudiziaria “Trenta”, riguardante un’ex proprietà nella valle di Trenta, conclusasi a favore di Janša proprio questa settimana.
A rimanere a bocca asciutta, Aleš Hojs, già ministro degli Interni nello Janša 3 (2020-22), che era fra i papabili. Fra i grandi ritorni, invece, quello dell’economista di fama Andrej Šircelj, alle Finanze, dicastero che aveva già guidato nell’ultimo esecutivo Janša. Esperienza, ma da diplomatico, che è anche il valore aggiunto di Tone Kajzer, alto papavero dell’Sds ma soprattutto ex ambasciatore sloveno negli Usa, indicato come prossimo ministro degli Esteri.
Kajzer ha già incassato le congratulazioni dell’omologo croato, Gordan Grlić Radman, che si è detto desideroso di «lavorare quanto prima» con l’uomo scelto da Janša per migliorare le relazioni tra «due Paesi amici, uniti da forti legami politici, economici e culturali». «Grazie ministro», ha risposto via X Kajzer, ricordando il motto balcanico che «avere un buon vicino è più importante di tutta la parentela».
«Non vedo l’ora di rafforzare la buona cooperazione», ha aggiunto. Sds che piazzerà i suoi uomini anche in altri ministeri-chiave: il sociologo Borut Rončević andrà all’Educazione, Polona Rifelj all’Ambiente, mentre Ignacija Fridl Jarc è stata candidata alla poltrona di ministra della Cultura. Tutti e tre hanno all’attivo esperienze da segretari di Stato in passati governi guidati da Janša.
Sempre in quota Sds, anche il ministero senza portafogli per gli Sloveni all’Estero, che sarà diretto da Suzana Lep Šimenko. Nomi importanti sono pure quelli indicati dai Democratici di Anže Logar, che nel nuovo governo gestiranno i dossier dell’Economia e Lavoro – che sarà diretto proprio da Logar – ma anche Salute (a Tadej Ostrc) e Giustizia (a Mihael Zupančič, giurista ed ex ambasciatore sloveno a Copenhagen).
Ostrc, professione dentista, è una figura complessa, con un’esperienza da collaboratore del ministro della Salute sotto Golob, Danijel Bešič Loredan, costretto alle dimissioni nel 2023.
A Nuova Slovenia (NSi) saranno invece assegnate le Infrastrutture e l’Energia – dicastero-chiave soprattutto sul fronte Krško 2 – controllato dal leader del partito Jernej Vrtovec, oltre alla Difesa, che va a Valentin Hajdinjak, ex ad di Dars. Sempre di Nuova Slovenia anche i ministri dell’Agricoltura, Janez Cigler Kralj, e della Famiglia, Mateja Ribič.
Infine, la poltrona del dicastero dell’Amministrazione locale andrà a Monika Kirbiš Rojs, con l’Sls che non dovrebbe invece avere ministri, con conseguenti mal di pancia segnalati nel Partito popolare.
È «un giorno doloroso per me e per il partito», ha ammesso la leader dei Popolari, Tina Bregant, commentando l’assenza di candidati in quota Sls. Ma la maggioranza non è a rischio, perché «la parola data è sacra», ha aggiunto.
Cosa accade ora? Entro tre e non oltre i sette giorni dalla nomina, i candidati devono comparire davanti agli organi parlamentari per l’audizione, ha ricordato l’agenzia slovena Sta. E se i profili saranno giudicati soddisfacenti, l’Assemblea Nazionale voterà l’elenco dei candidati ministeriali nel suo complesso in una seduta plenaria, forse già giovedì prossimo.
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