In Slovenia il premier Golob non trova la maggioranza e rinuncia a formare un governo

Al voto del 22 marzo in Slovenia il premier uscente aveva staccato di poco l’ex Janez Janša

Stefano Giantin
Robert Golob, premier nella passata legislatura e uscito vincitore di misura dal voto del 22 marzo
Robert Golob, premier nella passata legislatura e uscito vincitore di misura dal voto del 22 marzo

Prima l’affermazione per un soffio alle urne, che si sta rivelando sempre più una vittoria di Pirro. Poi, immediati e frenetici tentativi informali, rivelatisi inutili, di formare una inedita maggioranza all’insegna dell’unità nazionale. Infine, lunedì, il lancio della spugna sul ring, con un’ammissione che lascia ben poco spazio a dubbi sul destino che attende la Slovenia.

Slovenia che, a meno di sorprese dell’ultima ora, non sarà più guidata nella legislatura da poco iniziata dal premier uscente Robert Golob. È quanto ha anticipato lunedì lo stesso leader del Movimento Libertà (Gs), partito che ha conquistato il 28,6% alle elezioni del 22 marzo scorso, superando per soli diecimila voti il Partito Democratico Sloveno (Sds, 27,8%) dell’ex premier Janez Janša.

Golob ha annunciato una sorta di resaammettendo di non essere in grado di formare una nuova maggioranza – dopo il primo round di consultazioni, andato in scena lunedì, con la regia della presidente Nataša Pirc Musar. «Non vediamo l’ora di essere all’opposizione», ha detto tra l’ironico e l’arrabbiato il leader del Gs dopo aver visto Pirc Musar, suggerendo che all’orizzonte si staglia sempre più chiara una maggioranza alternativa, di centrodestra, una «coalizione di truffatori». Coalizione, quella che potrebbe andare al potere a Lubiana, che tuttavia «non durerà a lungo», ha poi pronosticato Golob, specificando comunque di non essere in grado di prevedere se Sds, Nuova Slovenia-Sls-Focus, Democratici e Resnica saranno capaci di mettersi d’accordo per formare il nuovo governo.

Di certo, il suo Movimento Libertà, Levica-Vesna e Socialdemocratici non hanno trovato le necessarie stampelle per rimanere al potere, perché «sfortunatamente non c’è stata la volontà per negoziare» seriamente da parte delle new entry in Parlamento. «Ora – ha chiosato Golob – sono però cadute le maschere e la Slovenia potrà vedere chi costruisce veramente il welfare e chi invece lavora per i ricchi e si batterà solo per loro». Sulla stessa linea Matjaž Han, leader dei Socialdemocratici, che ieri ha detto di vedere il suo partito sugli scranni dell’opposizione nella nuova legislatura.

E Janša? Dopo la bandiera bianca sventolata da Golob, il leader dell’Sds ha accusato il premier uscente di aver lasciato solo «buchi nelle finanze pubbliche e tasse record» e per questo sarebbe «felice di lasciare a qualcun altro il compito di rimettere a posto» il Paese. Tornare al governo, dopo che Golob sembra aver tirato i remi in barca? L’ex premier conservatore non si è sbilanciato, assicurando di non essere al momento impegnato a costruire una maggioranza per tornare al potere, ma suggerendo di essere pronto a ogni evenienza. Il suo Sds, infatti, «è ugualmente preparato a formare una coalizione, a rimanere all’opposizione o a tornare alle urne» per un voto anticipato. «Per noi tutte le opzioni sono buone, ma quali lo sono per la Slovenia è un altro discorso», ha continuato Janša.

A tornare al governo è di sicuro interessata la coalizione Nuova Slovenia-Sls-Focus, che ha confermato lunedì il suo appoggio a «chiunque nel centrodestra sarà un grado di formare un esecutivo». Aperti a «dialogare con tutti» è invece la posizione espressa dai Democratici di Anže Logar, mentre Resnica ha confermato di propendere per un governo di centrodestra. Ma una maggioranza chiara non è ancora pronta, ha specificato Pirc Musar. E le consultazioni continuano. —

 

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