Slovenia, via al risiko delle alleanze: «Nuovo governo, negoziati difficili»

Gli scenari dopo la vittoria di misura di Golob. La presidente Pirc Musar: «Chi metterà insieme 46 deputati avrà il mandato»

Stefano Giantin

Vittoria per un soffio al termine di una serata al cardiopalma. Vittoria, però, potenzialmente di Pirro. Perché la formazione del nuovo governo in Slovenia sarà un affare complicatissimo. Ed è un affare che dovrà sbrigare il premier uscente, Robert Golob, uscito vincitore – ma per soli ottomila voti, a spoglio concluso - sul suo avversario più quotato, l’ex premier Janez Janša.

Slovenia, Golob vince per un soffio: ora lo spettro dell’ingovernabilità
La redazione
L’uscente Robert Golob e l’ex premier di centrodestra Janez Janša ai seggi

Il quadro emerso domenica notte è stato confermato ieri mattina dagli ultimi dati dello spoglio, arrivato al 99,96% delle schede. Lo spoglio ha ribadito la vittoria alle urne del Movimento Libertà (Gs) di Golob, con il 28,6% e 29 seggi (-12 rispetto al 2022). A tallonarlo c’è il Partito democratico sloveno (Sds), con il 28% e 28 seggi (+1 rispetto alle precedenti elezioni). Terza, l’alleanza di centrodestra tra Nuova Slovenia-Sls-Focus (9,3%, 9 seggi, +1). Più indietro i Socialdemocratici, oggi al governo con Golob e i Democratici di Anže Logar, new entry conservatrice in Parlamento, entrambi al 6,7% (6 seggi, -1). La lista di sinistra, Levica più Vesna, si è invece fermata al 5,6% (5 seggi). Infine, exploit dei populisti di Resni.ca (Verità), 5,5% e 5 seggi.

Cosa succede ora? «Andiamo avanti», ha detto a caldo il premier Golob festeggiando la vittoria e assicurando che, grazie al successo del Gs, «non lasceremo che siano degli stranieri a governarci»: un riferimento implicito allo scandalo dell’agenzia privata di intelligence israeliana Black Cube che avrebbe prodotto video e altri materiali fatti circolare in campagna elettorale. Ma i negoziati per la formazione di una nuova maggioranza saranno «difficili», ha ammesso. Nondimeno, il dialogo per tentare di mettere insieme una nuova alleanza di governo è partito informalmente già ieri, con l’obiettivo di «unire tutte le forze democratiche entrate in Parlamento», ha anticipato Golob.

Come si muoverà il premier uscente? Con il pallottoliere in mano. Gs, Sd e Levica-Vesna hanno totalizzato 40 seggi. Per arrivare a una maggioranza – risicata – serve il supporto almeno dei Democratici (6 seggi), ma forse anche di Resni.ca, per stare sul sicuro. E gli uomini di Logar si sono detti pronti a dialogare. «Serve un’ampia coalizione, ma non abbiamo noi le chiavi» del nuovo governo, ha suggerito Logar – che, a sorpresa, non è fra gli eletti. E il movimento anti-sistema Resni.ca? Durante la campagna elettorale il suo leader, Zoran Stevanović, aveva escluso ogni collaborazione post-voto con Janša, ma era stato più vago su una potenziale cooperazione con Golob. L’aritmetica però è una cosa, la politica un’altra. «Sarà incommensurabilmente difficile formare un nuovo governo», ha ammesso il leader dei Socialdemocratici, Matjaž Han, confermando l’impossibilità di formare «una maggioranza puramente di centrosinistra o di centrodestra».

Poco interessato a puntare alla poltrona di premier si è invece dimostrato lo sconfitto, per un soffio, alle elezioni slovene, ossia Janez Janša.

Le certezze, per ora, sono comunque poche. Una è rappresentata dalle felicitazioni a Golob e al Gs da parte di Macron. E della presidente Nataša Pirc Musar, che condurrà le consultazioni. Pirc Musar, considerato il quadro emerso dalle urne, ha fatto appello a tutti i partiti entrati in Parlamento «a sedersi al tavolo negoziale il prima possibile». E chi «metterà insieme 46 deputati avrà il mandato», ha spiegato.

Le altre riguardano successi e fallimenti. Golob sarebbe stato il politico più votato, Janša solo quinto. Fra i non eletti, oltre a Logar, altri nomi eccellenti. Tra questi la presidente del Parlamento, Urška Klakočar Zupančič, che ha annunciato il suo ritiro dalla politica. —

 

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