Slovenia, campagna elettorale al via tra podcast e “autobus della libertà”

Ufficialmente iniziata la maratona per le politiche del prossimo 22 marzo. Sfida aperta tra l’uscente Golob e il favorito Janša

Stefano Giantin

Un mese di tempo per far conoscere i propri programmi, per mobilitare la base e convincere nuovi elettori, andando tra la gente. L’obiettivo minimo per i concorrenti minori, entrare in Parlamento, mentre i maggiori partiti oggi all’opposizione mirano al colpaccio. Sperano invece nella permanenza al potere quelli al governo.

Accade in Slovenia, dove è ufficialmente iniziata la campagna elettorale in vista delle elezioni parlamentari del prossimo 22 marzo, decime nella storia della Slovenia indipendente, voto cruciale che indicherà chi occuperà i 90 seggi della Camera di Stato e chi andrà o rimarrà al potere, a Lubiana. A sperare in una riconferma è il Movimento Libertà (Gs) del premier Robert Golob, che ha deciso di puntare su un “autobus della libertà”, un pullman che batterà tutte le aree della Slovenia per persuadere gli elettori, in particolare nella provincia profonda, a ripuntare sul partito del primo ministro. Elettori che potranno così «incontrare membri del Movimento Libertà, molti deputati e ministri» e dire loro «cosa vogliono», ha spiegato l’ex ministro degli Interni, Boštjan Poklukar. Movimento Libertà che, a seconda dei sondaggi, non sembra tuttavia in grado di ripetere l’exploit del 2022, quotato com’è intorno al 19-20%.

Sondaggisti che invece danno costantemente in testa nelle preferenze degli sloveni – con un margine che va dal 22 a quasi il 30%, a seconda dell’agenzia – il Partito democratico sloveno (Sds) dell’ex premier Janez Janša, di centrodestra. Che appare assai ottimista sull’esito del voto. «Finora non abbiamo visto una sala vuota o mezza vuota, tutte affollate», ha assicurato Janša, facendo un bilancio dei comizi e delle riunioni già organizzate dal suo partito. La sezione giovanile dell’Sds narrerà la campagna in un podcast, strategia pensata anche per bypassare i media tradizionali.

«Anche se fuori piove, gli uccelli già cantano e ci ricordano che la primavera è vicina e cadrà quest’anno il 22 marzo», ha invece poeticamente affermato Jernej Vrtovec, leader di quella Nuova Slovenia (NSi) oggi all’opposizione, che ha deciso di correre alle urne con una lista comune assieme a Partito popolare (Sls) e Focus di Marko Lotrič. Il listone è quotato tra il 6 e il 10%. Competeranno insieme anche Levica (Sinistra) e gli ecologisti di Vesna, che dovrebbero convincere circa il 6-7% degli elettori il prossimo 22 marzo. Poco più sopra, secondo i sondaggisti, si dovrebbero collocare i Socialdemocratici (Sd), che in campagna elettorale «saranno sul campo, tra la gente, senza video o battaglie su TikTok», ha promesso il leader del partito, Matjaž Han. In corsa, con ottime possibilità di diventare l’ago della bilancia del prossimo governo, i Democratici (Demokrati) di Anže Logar e molti altri concorrenti, tra cui il partito Fiducia (Zaupanje) di Karl Erjavec e Rinascita (Prerod) di Vladimir Prebilič. Campagna elettorale che deve essere «trasparente» e all’insegna del fair play, l’appello della presidente slovena, Nataša Pirc Musar. Che ha chiesto agli elettori di andare a votare, perché «le decisioni del nuovo governo riguarderanno tutti». —

 

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