Lo status di bene culturale al “moretto”, gioiello simbolo di Fiume

La creazione influenzata dalla moda veneziana del XVII secolo: uno spazio sarà dedicato al prezioso monile nel Museo civico della città croata

Andrea Marsanich
Un “moretto” fiumano
Un “moretto” fiumano

Un riconoscimento meritatissimo, prestigioso in ambito nazionale e non solo, motivo di vanto per i fiumani e per i quarnerini, soprattutto quelli della comunità italiana. Il moretto, gioiello simbolo della città di Fiume, è stato inserito di recente nel Registro dei beni culturali immateriali della Repubblica di Croazia. Far parte di questa lista è la conferma del valore storico del Moro con il turbante, figura che da secoli decora in primo luogo orecchini e ciondoli, ma anche anelli, spille e fermacravatte.

È uno dei simboli che mette maggiormente in risalto la città di San Vito (dell’aquila bicipite, altro simbolo fiumano), come pure la regione del Quarnero. Oltre ad avere un valore puramente estetico, decorativo e anche di portafortuna, l’effige della testa di moro con il turbante è un segno tangibile di identità e di appartenenza a Fiume.

La sua inclusione nel Registro, destinata ad accrescerne la tutela e l’importanza a livello locale, nazionale e oltre, arriva comunque dopo un percorso irto di difficoltà e lungo decenni: l’ultimo morettista fiumano Gjon Antoni, ha deciso di andare in pensione, anche se non prima però di avere insegnato l’arte di creare il Moro con turbante a uno dei suoi discepoli, chiamiamolo così.

È Ivo Lipić, che ha voluto continuare a realizzare questo insolito gioiello, la cui origine, accompagnata da leggende, si perde nei secoli. «Questi gioielli in miniatura richiedono una precisione estrema – ha detto – una realizzazione tutt’altro che facile. Antoni ha saputo insegnarmi tutte queste cose e spero di essere degno della sua fama, della sua bravura».

A esprimere soddisfazione per questo riconoscimento è stato Mladen Kuhar, responsabile del Dipartimento di etnografia e del patrimonio culturale immateriale del ministero croato della Cultura: «La tecnica di creazione del moretto è qualcosa di unico e antico, una combinazione tra il far colare l’oro nell’osso di seppia e la successiva smaltatura, un procedimento che abbisogna grande sapere e precisione. Solo i maestri gioiellieri erano e sono in grado di farlo, dando vita al gioiello fiumano più noto e apprezzato».

Per il curatore del Museo civico di Fiume, Zlatko Tot, la decisione del dicastero contribuirà a far conoscere maggiormente il moretto non solo ai fiumani, ma anche ai turisti, sempre più numerosi nel capoluogo quarnerino. In questo contesto, è in programma la creazione di una collezione museale dedicata al gioiello, la cui creazione fu fortemente influenzata dalla moda veneziana del XVII e XVIII secolo, che a sua volta era ispirata dalla cultura orientale.

Riproduzione riservata © il Nord Est