Cherso, in arrivo un nuovo parco fotovoltaico contro i blackout estivi
L’impianto di Orlez in funzione dalla primavera: riuscirà a fornire energia a 2.500 utenze domestiche

Progetto della centrale solare di Orlez (Aquilonia), nell’isola di Cherso: siamo alle battute finali. Quello che sarà uno tra i maggiori impianti fotovoltaici nella regione insulare della Croazia dovrebbe entrare in funzione nell’aprile di quest’anno, come reso noto dall’Azienda elettrica statale (Hep), proprietaria della centrale chersina.
I lavori sono in dirittura d’arrivo a ben sei anni dall’apertura del cantiere, avvenuta nel giugno del 2020, alla presenza degli allora direttore generale dell’Hep Frane Barbarić, del ministro del Turismo, il lussignano Gari Cappelli e del ministro del Mare trasporti e infrastrutture Oleg Butković, tuttora in carica.
Da allora e fino al riavvio dei lavori, la realizzazione dell’impianto è stata caratterizzata da numerosi problemi, riguardanti in ordine di tempo quelli creati dalla pandemia Covid, dal trasporto del materiale nell’isola e dai rincari del materiale nel settore edile. Un insieme di fattori che aveva di fatto bloccato il cantiere e dato luogo a lunghe ed estenuanti trattative, poi fallite, tra l’Hep e il consorzio scelto quale esecutore dell’opera e formato da PVI Solar, Intecco e Deling. Il consorzio aveva chiesto all’azienda elettrica statale una serie di agevolazioni per poter superare il difficile momento, vedendosi però rispondere picche.
L’appalto è stato poi affidato all’impresa Končar Elektroindustrija, che è riuscita ad installare i 20.330 pannelli fotovoltaici del parco fotovoltaico, situato due chilometri a settentrione di Orlez, che è il più grande abitato non costiero dell’isola di Cherso. L’infrastruttura occupa una superficie di 17 ettari, lotto di terreno che il Convento francescano di Cherso città ha ceduto in concessione per 25 anni all’Hep. L’impianto costerà in tutto 5 milioni e mezzo di euro, avrà una potenza di 6,5 megawatt, capace di produrre annualmente circa 9 milioni di chilowattora. Detta in parole povere, l’energia che sarà erogata dalla centrale, cui è stato dato il nome di Cherso (in croato Cres), riuscirà a coprire il fabbisogno di 2.500 utenze domestiche. Insomma, il parco fotovoltaico rappresenterà una grossa spinta avanti verso l’autosufficienza energetica di Cherso, isola che ha avuto per decenni blackout causati nell’alta stagione turistica dalla presenza di migliaia e migliaia di vacanzieri e quindi da importanti picchi di consumo. Da aprile non sarà più così.
Il progetto che punta all’autosufficienza energetica, ma anche alla decarbonizzazione, di Cherso entro il 2040 non si ferma qui. Il piano prevede infatti la costruzione di altre tre centrali fotovoltaiche, dislocate rispettivamente a Orlez (nelle vicinanze del maxi impianto in costruzione), a Ustrine (municipalità di Lussinpiccolo) e a Tramontana, nell’area settentrionale di Cherso, per l’esattezza nei pressi della località di Filosici, a poca distanza dal terminal traghetti di Faresina – che si allaccia allo scalo istriano di Brestova – e dalla statale chersino – lussignana.
È pianificato che la piccola centrale di Filosici fornisca elettricità a un centinaio di nuclei familiari. Gli impianti Cherso 2 e Ustrine saranno di dimensioni, e capacità produttiva, ben maggiori poiché avranno una potenza rispettivamente di 4,14 e di 9,9 megawatt. —
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