Salvini incontra Vučić in Serbia e rilancia la ferrovia Trieste-Belgrado

Il vicepremier candida l’Italia a capofila del progetto e assicura l’impegno per l’integrazione nell’Unione europea

Stefano Giantin
Matteo Salvini assieme a Aleksandar Vučić
Matteo Salvini assieme a Aleksandar Vučić

Infrastrutture e trasporti, Expo 2027 in programma il prossimo anno nella capitale serba e integrazione Ue della Serbia. Ma soprattutto un rilancio importante sul collegamento ferroviario diretto Trieste-Belgrado, un progetto complesso nella cui realizzazione l’Italia potrebbe essere capofila.

Sono stati questi i tempi principali al centro di una visita di due giorni a Belgrado del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

Salvini, che, da Belgrado, ha tenuto martedì in primo luogo ad assicurare ancora una volta l’appoggio di Roma al processo d’integrazione Ue della Serbia, promettendo impegno per aiutare Belgrado a «superare» «ostacoli, scetticismo e difficoltà» su questo cammino. È «la nostra priorità», ha sottolineato il vicepremier dopo un incontro con l’omologa serba Aleksandra Sofronijević. E l’Italia vuole pure giocare un ruolo da protagonista al mega-cantiere di Expo 2027.

Ma sul tavolo, nella capitale serba, c’era anche un dossier di cui si discute da anni. E che ora potrebbe ricevere nuova linfa. Parliamo del ripristino del collegamento ferroviario Belgrado-Trieste, fra i progetti del «piano di sviluppo fino al 2035» della Serbia, ha sottolineato Sofronijević, ricordando che la linea potrebbe essere fondamentale per il trasporto di merci e persone.

E proprio Salvini, nell’occasione, ha evocato la possibilità che possa essere proprio l’Italia a essere capofila nella realizzazione del progetto, «per la progettazione non solo passeggeri, che il Politecnico di Milano aveva già compiuto, ma anche come corridoio merci», ha illustrato il ministro.

Progetto che, ha ammesso lo stesso Salvini, è particolarmente complesso perché coinvolge quattro Paesi, Italia, Slovenia, Croazia – dove ci sono ancora tratti a binario unico, ha detto il ministro – e Serbia, con la tratta modernizzata solo da Belgrado a metà strada fino al confine serbo-croato, mentre sul resto i treni viaggiano a velocità da fine Ottocento.

Se la linea fosse realizzata potrebbe diventare però un’infrastruttura fondamentale, in particolare per il porto di Trieste e «per gli interi Balcani occidentali», ha affermato Salvini, parlando di un potenziale «cambio epocale». «Serviranno anni per la realizzazione, però se mai parti mai arrivi», ha concluso Salvini, che ha anticipato che oggi sentirà il presidente del Friuli Venezia Giulia, Fedriga, per discutere proprio della Belgrado-Trieste. Rilancio, quello sulla Belgrado-Trieste, che è stato ben accolto dalla politica regionale e nazionale.

«Si tratta di un’infrastruttura strategica», anche per il ruolo che «il nostro territorio, e in particolare Trieste, può giocare come porta d’accesso privilegiata verso i Balcani occidentali», il commento del senatore e segretario della Lega Fvg Marco Dreosto.

Il corridoio Trieste-Belgrado su rotaia, ha fatto eco la segretaria della commissione Politiche Ue del Senato Tatjana Rojc (Pd), «è un obiettivo di sistema per l’Italia e valorizza il ruolo di gateway del Fvg, dove già da anni è maturato il progetto di questa connessione balcanica».

A Belgrado, Salvini ha visto anche il presidente Vučić, da mesi nel mirino di proteste di piazza, ma da lui descritto come un modello. «In questi 10 anni si è fatto quello che in Serbia non si vedeva da decenni. Hanno un piano di investimenti sulla rete autostradale, sulla rete ferroviaria, sulla rete fluviale senza precedenti. E noi possiamo chiedere maggiori spazi per le aziende italiane che da questo punto di vista hanno un know-how eccellente», anche se in concorrenza coi colossi cinesi che operano in Serbia da anni, ha sostenuto Salvini.

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