Ritrovata un’antica costruzione nell’isola dalmata di Meleda

Individuati da archeologi croati, slovacchi e tedeschi i resti di strutture sullo stile del palazzo di Diocleziano a Spalato
Andrea Marsanich
Una veduta aerea dell’area delle ricerche svolte in mare all’isola di Meleda. foto Nova tv
Una veduta aerea dell’area delle ricerche svolte in mare all’isola di Meleda. foto Nova tv

SPALATO La Dalmazia non si smentisce. Abitata nel lontano passato da popolazioni di varie civiltà, di tanto in tanto restituisce i resti della vita di un tempo, grazie alla preziosa opera di archeologi croati e dei loro colleghi d’oltreconfine.

Nei giorni scorsi è stato comunicato che un team di archeologi croati, slovacchi e tedeschi ha confermato quanto si sapeva già dagli anni ’70 del secolo scorso: nell’isola dalmata di Meleda (in croato Mljet) sono stati ritrovati in mare i resti di una costruzione di stile identico al Palazzo di Diocleziano a Spalato (costruito 1.700 anni fa per conto dell’imperatore romano Diocleziano), come pure di un molo e di una peschiera.

«Una cinquantina d’anni fa, gli esperti di allora avevano rinvenuto in mare una struttura antichissima e anche molto estesa – è quanto riferito da Igor Miholjek, responsabile delle ricerche presso l’Istituto croato per i restauri – ma solo poco tempo fa ci siamo impegnati a fondo in questo sito archeologico, notando le strutture di un attracco e di un luogo per tenere o allevare pesci. Stiamo cercando di capire se gli stili combacino, ossia se si tratti di costruzioni della stessa epoca oppure no».

Miroslava Danova, dell’Ateneo di Trnava, in Slovacchia, ha parlato di esperienza unica e indimenticabile per gli archeologi connazionali e per gli studenti di questa università, mentre Martin Goldammer, della Società tedesca per la promozione dell’archeologia subacquea, si è detto stupito del rinvenimento di un simile numero di frammenti di piatti, risalenti all’antica Roma, e di altri oggetti che dovrebbero avere circa 2 mila anni.

Le ricerche in località Polaca, a Meleda, erano cominciate l’anno scorso, con l’obiettivo di venire a conoscenza della vita degli abitanti dell’isola una quindicina di secoli fa. «Abbiamo riportato in superficie oggetti arrivati a Meleda grazie specialmente all’intensa attività commerciale di allora – ha sottolineato Miholjek – in primo luogo sono state scoperte anfore, che ci permetteranno di fare luce sul periodo della loro costruzione e del luogo dove venivano prodotte. Le analisi sono in corso e ci daranno risposte preziose.

Una cosa è certa: l’isola di Meleda si trovava su una delle rotte commerciali tra l’Occidente e l’Oriente del mondo a quel tempo conosciuto». Quindi Pavle Dugonjic, capo del Dipartimento nazionale per l’archeologia subacquea, ha reso noto ai media che tutti gli oggetti sono stati attentamente recuperati e posti in contenitori di acqua dolce per un periodo compreso tra i 6 e i 12 mesi, dopo di che ad entrare in azione saranno i restauratori. L’obiettivo finale sarà l’esposizione al pubblico di quanto ritrovato. Le attività degli archeologi a Polaca si interromperanno a causa della stagione turistica e riprenderanno l’anno prossimo. —

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