Riapparsi in Belgio i giocatori di pallamano della squadra del Burundi spariti in agosto a Fiume

I dieci atleti della nazionale africana erano fuggiti durante le gare

dei mondiali under 19. Due di loro hanno già fatto richiesta di asilo

Giovanni Vale
Gli atleti della nazionale di pallamano del Burundi in un post pubblicato su X-Twitter
Gli atleti della nazionale di pallamano del Burundi in un post pubblicato su X-Twitter

FIUME. Sono arrivati fino in Belgio i giocatori della nazionale di pallamano Under 19 del Burundi che lo scorso 9 agosto avevano fatto perdere le proprie tracce durante una competizione internazionale a Fiume. Due dei dieci atleti scomparsi nel capoluogo quarnerino - tutti minorenni e non accompagnati - hanno infatti fatto domanda di asilo a Bruxelles e si presume che, a breve, anche gli altri otto faranno lo stesso. La notizia è stata data dalla direzione della polizia croata, informata a sua volta dai colleghi belgi, e rappresenta l’ultimo sviluppo di una vicenda che a metà agosto aveva spiazzato le autorità croate, nel bel mezzo dei mondiali giovanili di pallamano, svoltisi proprio in Croazia tra il 2 e il 13 agosto (oltre che nella città di San Vito si è giocato ad Abbazia, Varaždin e Koprivnica).

il mistero
A Fiume si dà alla fuga la squadra di pallamano del Burundi per cercare asilo in Europa centrale
La redazione
La locandina del campionato mondiale cadetti in Croazia

Poco meno di un mese fa, lo ricordiamo, i dieci giocatori di pallamano burundesi, tutti nati nel 2006 e venuti a Fiume come una delle 32 nazionali coinvolte nei mondiali di pallamano, non si erano presentati alla partita contro il Bahrein. Il giorno prima avevano abbandonato senza preavviso il loro alloggio nel campus universitario di Tersatto ed erano praticamente svaniti nel nulla. A niente erano servite le ricerche dello staff tecnico e dei dirigenti accompagnatori, così come quelle successive della polizia fiumana. Dei dieci atleti non c’era più alcuna traccia, una brutta sorpresa sia per gli organizzatori croati che per la federazione burundese di pallamano, che aveva finito per incassare un 10-0 a tavolino contro il Bahrein. «Siamo sotto choc. Sia noi come federazione sia i genitori dei giocatori con cui siamo in costante contatto. Non so nemmeno come faremmo a tornare a casa senza di loro», aveva detto Dauphin Nikobamye, presidente della Federazione di pallamano del Burundi.

Fin da subito, la pista dell’emigrazione è sembrata evidente, sia alla luce delle prestazioni della squadra africana, che aveva perso fino ad allora ogni partita - con differenze di reti speso molto grandi, che tradivano forse uno scarso interesse per la competizione stessa - sia alla luce della rotta migratoria che attraversa la Croazia, passando per Fiume e coinvolgendo ogni anno migliaia di cittadini burundesi.

Nel 2022, ad esempio, il 15% delle persone che hanno fatto domanda di protezione internazionale in Croazia provenivano proprio dal Burundi. Parliamo di circa 1.100 persone su un totale di oltre 7.200, un dato che può sembrare basso se confrontato al numero complessivo di attraversamenti segnalati da Frontex nei Balcani nello stesso anno (oltre 145mila), ma è sufficiente a dare un’idea dell’importanza della presenza dei cittadini del Burundi lungo la rotta migratoria che attraversa la Croazia. In questo contesto, Fiume gioca un ruolo centrale. È qui infatti che migranti e rifugiati arrivano in treno e aspettano un giorno o due prima di ripartire in bus o a piedi verso la frontiera slovena. È insomma verosimile che i giocatori del Burundi – uno degli Stati più poveri al mondo, dove oltre il 70% dei circa 12 milioni di abitanti vive con meno di 2 dollari al giorno – fossero al corrente delle opportunità che offriva loro un soggiorno in Croazia (paese Schengen dal 1° gennaio) e in particolare a Fiume e hanno dunque preso – è il caso di dirlo – la palla al balzo. Ora non resta che aspettare le informazioni della polizia belga, per sapere se anche gli altri atleti hanno fatto domanda di asilo in Belgio e, in futuro, se la otterranno. —

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