Montenegro verso l’Ue: gli esperti al lavoro sul trattato di adesione

La mossa a sorpresa di Bruxelles: via al gruppo operativo con obiettivo 2027. Costa: avviato il conto alla rovescia, è la prima volta dal 2013

Stefano Giantin
Bandiere a Bruxelles
Bandiere a Bruxelles

La Serbia è in stallo da cinque anni, incapace di aprire nuovi capitoli negoziali, mentre la Macedonia del Nord resta bloccata dai veti bulgari. Il Kosovo, impelagato in una crisi politica senza fine, non è neppure candidato all’adesione. La Bosnia? Qualche passetto avanti, ma l’obiettivo rimane lontanissimo. L’Albania ha invece bruciato le tappe, aprendo tutti i capitoli negoziali in tempi record, ma ora viene il difficile: chiuderli. Nei Balcani c’è però anche chi ormai pregusta il trionfo. E già immagina i festeggiamenti in piazza, quando sarà issata in tutto il Paese la bandiera blu a dodici stelle. Bandiera Ue che è ormai a portata di mano per il Montenegro, uno dei sei Paesi dei Balcani occidentali ancora fuori dal club europeo che più conta.

Il Montenegro sarà dunque certamente - forse già nel 2027-28 - il 28.o membro dell’Unione. Lo ha confermato Bruxelles, con una mossa a sorpresa - simbolicamente significativa - che di solito si fa quando un Paese ha completato il percorso d’integrazione. È il via libera da parte dei Ventisette, al cosiddetto Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti dei governi degli Stati membri presso l'Unione europea, a un gruppo di lavoro ad hoc che è stato già incaricato di preparare – malgrado i negoziati con Podgorica siano ancora in corso – il trattato d’adesione del Montenegro alla Ue.

La mossa della Ue, presa su impulso della presidenza semestrale cipriota, è stata presa con così largo anticipo per «dare un segnale forte» al Montenegro e agli altri Paesi candidati, ha detto Nicosia, specificando che l’accelerazione sul fronte Montenegro va letta come un messaggio chiaro: «L’adesione è alla portata» di chi realmente la desidera. Non sono parole vuote. La Ue vuole veramente dimostrare di essere interessata ad accogliere almeno una parte dei Balcani nelle sue fila e il lancio del working group è un «grande passo verso l’adesione, un chiaro riconoscimento dei progressi del Montenegro, oltre che un incoraggiamento ad andare avanti con le riforme», ha assicurato la commissaria Ue all’Allargamento, la slovena Marta Kos. Kos ha specificato che i nuovi trattati di adesione conterranno anche «clausole più forti» per prevenire derive illiberali o contro lo Stato di diritto, come accaduto in passato ad esempio nell’Ungheria di Orbán.

«Per la prima volta dal 2013, l’Ue avvia il conto alla rovescia per il prossimo allargamento», ha confermato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, parlando di «tappa fondamentale» per Bruxelles e Podgorica, una lettura condivisa dal premier europeista montenegrino Milojko Spajić. «Siamo grati alla Ue» e il lancio del gruppo di lavoro è la conferma che «il merito» viene premiato, ha commentato il primo ministro. Anzi, è «l’ennesima conferma che siamo sulla strada giusta per diventare il 28.o membro dell’Unione», il primo a essere accolto dopo la Croazia nell’ormai lontanissimo 2013, ha fatto eco la ministra degli Affari europei del Montenegro, Maida Gorčević. «Il Trattato di adesione viene tecnicamente preparato in parallelo con la conclusione del processo negoziale, ma sarà finalizzato solo dopo la chiusura di tutti i capitoli negoziali», ha precisato la ministra.

«La decisione degli ambasciatori degli Stati membri dell'Unione europea di approvare la formazione del gruppo di lavoro conferma che il Montenegro è stato riconosciuto come un partner credibile, ma anche che la stabilità politica e una chiara maggioranza in parlamento hanno creato le condizioni per compiere passi concreti verso l'adesione», ha affermato da parte sua il presidente del Parlamento montenegrino, Andrija Mandić. —

 

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